venerdì 7 marzo 2025

I quadri cantano Dalla. I bambini ascoltano l'arte

Se i quadri potessero parlare, forse, canterebbero dolci melodie, testi profondi e belli come quelli di Lucio Dalla. È così che un venerdì pomeriggio, dopo scuola, ho deciso di portare i miei figli a scoprire A volte basta una canzone. Lucio Dalla Canzoni in mostra, un progetto realizzato da La Fondazione Lucio Dalla e l'Archivio di Stato di Bologna in collaborazione con il pittore, urban e sound artist Kotè. Dopo aver visitato l'abitazione di Dalla qualche mese fa e dopo aver apprezzato varie iniziative immersive proposte dalla città in piazze e teatri, ho pensato che i miei bambini potessero e volessero scoprire l'unione di due esperienze: quella artistica e quella immersiva che unisce musica, pittura e tecnologia, dedicata proprio ad uno dei cantautori simbolo della città di Bologna.
Siamo entrati così in un viaggio sensoriale e multimediale, e già questo ha portato i miei figli sulla buona strada per essere coinvolti da questa esperienza. Con le cuffie nelle orecchie, infatti, si sono ritrovati ad "ascoltare" undici opere d'arte. Davanti a loro, infatti, sono stati proposti dei dipinti, ognuno dei quali accompagnati da una traccia musicale riadattata dall'artista Kotè. Gli effetti sonori creano, anche nei più piccoli, figli dell'innovazione e di un mondo fatto di stimoli, un forte impatto emotivo. Il bambino, infatti, entra in un vero e proprio viaggio multisensoriale. Il tutto avviene in una condizione "intima", dato che l'ascolto arriva in cuffia dopo aver inquadrando un QR code con lo smartphone della mamma. Così il piccolo spettatore può unire al quadro e alla musica anche la propria fantasia. I miei bambini infatti mi hanno raccontato per ogni opera la storia che è apparsa loro, l'idea che ne è nata o l'interpretazione che sono riusciti a farne.
Si parla di guerra, tema purtroppo sempre attuale, ma anche di amore, di passione e di bellezza. Tutti argomenti sui quali il piccolo spettatore ha una sua idea personale, che in questa mostra riesce ad esporre, dato che questi quadri permettono di parlare. Qui, infatti, non è richiesto silenzio assoluto ma libera espressione. Come fa la musica anche il bambino si permette di pensare, danzare, rileggere forme e colori. E Lucio Dalla torna tra noi, con la sua voce e i suoi testi che parlano sempre a tutti. Se il viaggio inizia con l'esposizione di materiale proveniente proprio dalla casa di Lucio, prosegue poi con questa full immersion sensoriale. La parte che i miei figli hanno apprezzato di più della Mostra è certamente la seconda: una stimolante installazione audio-visiva, infatti, si sposa con la voce del cantautore bolognese portando il piccolo spettatore nello spazio oscurato in cui sono disposte le tele da “ascoltare”, illuminate da luci colorate, avvolte in un’atmosfera quasi onirica, che il bambino vive come un mondo parallelo nel quale si sente libero di fantasticare. Usciamo da questa esperienza con un nuovo modo di ascoltare le canzoni di Lucio Dalla, ma anche un nuovo modo di vedere opere d'arte, non più silenziose e seriose, ma vive e musicali. E al bambino piace un sacco.

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