lunedì 5 maggio 2025

George Simeon: una mostra senza bambini

Ogni tanto un blog dedicato ad eventi da fare con i bambini deve parlare di quelli da fare da soli. Perché anche mamma e papà ogni tanto meritano di prendersi un pomeriggio e fare qualcosa solo per loro. E se le altre fanno shopping, io vado a vedere la mostra di uno dei miei scrittori preferiti. Ok, forse sono di parte, perché lui era belga ed io vengo dal Belgio. Perché lui da me si studiava a scuola. Perché l'ho sempre potuto leggere in lingua originale, ed è tutta un'altra storia. Ma quando ho visto la prima volta che il Cinema Modernissimo avrebbe ospitato le foto di George Simenon sono rimasta sorpresa ed emozionata.
Pochi giorni prima di andare a visitare la mostra un signore al bar mi ha detto: "non ci portare i bambini. È una mostra buia e soprattutto non te la godresti". Ho seguito il consiglio. Un lunedi pomeriggio prima della fine dell'anno scolastico, quindi, mi sono concessa questa "uscita libera".
Curata da Luca Farinelli e John Simenon, la mostra "George Simenon. Otto viaggi di un romanziere" ti porta in giro alla ricerca delle radici dello scrittore nato a Liegi. Grazie alle fotografie, ma anche alle carte, agli articoli di giornale e alle immagini dei film tratti dalle sue opere si impara a conoscerlo non solo come noto "padre" di Maigret, ma anche come viaggiatore, amante, marito, uomo e padre. E ne viene fuori un uomo complesso: seduttore ma anche insicuro, forse per il rapporto controverso con sua madre "morbosamente emotiva, ma insensibile alle emozioni degli altri" che influenza certamente il suo rapporto col genere femminile.
Il lungo percorso inizia dalla storia di Liegi, luogo di nascita di Simenon, ai primi del '900 e dalle foto di lui da bambino insieme alla sua famiglia, per poi proseguire con la sua avventura da documentarista in giro per il mondo in una barca da pesca con la sua prima moglie, Tiny, una pittrice che lo ritrae in più occasioni e lo affianca in questo lungo viaggio. L'esposizione cambia aspetto con la nascita di Maigret, negli anni 30, che raggiunge oltre 50 paesi, per poi concludersi con il Cinema dove i suoi romanzi diventano dei film. Un unico fil rouge: la sua infinita e instancabile voglia di scrivere, sempre e di tutto, con passione e tecnica. Tra i momenti più "attivi" del tour certamente c'è la sua collezione di pipe, che lui inizia a fumare all'età di 13 anni e non smette più, e la cabina telefonica dove, dall'altro capo della cornetta si può udire la sua voce, che, come in altre occasioni, racconta di sé stesso e delle sue ispirazioni, sempre in un francese pulito e semplice. Esco dalla mostra su Simenon con la voglia di scoprirlo in opere che non ho ancora letto per trovare quelle parti di lui dimenticate nei suoi personaggi.

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