domenica 26 ottobre 2025

Nel mondo fiabesco di Chagall. Il pittore bambino

Entrare in un mondo fiabesco ed onirico, e farlo attraverso le opere d'arte di un grande maestro del Novecento. Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita, fino all’8 febbraio 2026 la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo di sorprendente intensità emotiva adattissimo ai bambini, abituati ad usare il disegno come primo mezzo per esprimere i propri sentimenti, paure e desideri.
Portare due pre adolescenti a visitare una mostra impegnativa come quella su Chagall è una scommessa e una sfida con me stessa, che fin da piccoli li ho abituati al bello, al linguaggio artistico ma anche alla libertà di espressione nel disegno.
Le opere di questo artista russo-francese, infatti, sono spesso descritte come magiche e poetiche, tratte dai suoi ricordi d'infanzia e dalle emozioni, con temi come l'amore, la musica e la vita ebraica. Il suo stile viene infatti definito un fauvismo onirico, di facile comprensione quindi per gli occhi dei bambini. Le figure sono fluttuanti e le atmosfere colorate ed incantate, simili a quelle di un cartone animato o di un Manga. Vista la recente passione dei miei figli per fumetti giapponesi, quindi, ho voluto lanciargli una provocazione raccontando loro Chagall come un predecessore dello stile Anime. Nei quadri, infatti, troviamo temi centrali quali l'amore, ma anche la spiritualità, l'esilio, la gioia di vivere e la memoria.
Attraverso le 200 opere ospitate a Palazzo dei Diamanti, tra dipinti, disegni e incisioni, i bambini cercano di capire i significati e i luoghi e inventano fiabe. Tra tutti i protagonisti dei dipinti vincono di sicuro gli animali parlanti che, agli occhi dei piccoli visitatori, somigliano ai protagonisti delle storie d'infanzia. L'asino è il grande presente in tante opere. Il gallo a Parigi. Ma anche il lupo e l'agnello. Nelle sale vengono narrate, come fiabe, le sue opere. E i bambini restano incantati ad ascoltare e guardare. Forse, dietro a questo feeling tra Chagall e i bambini, c'è la condivisa capacità di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace, bellezza, fiaba e amore.

sabato 11 ottobre 2025

Sono arrivati i Vampiri a Bologna

Quando hai due figli pre adolescenti il mese di ottobre significa solo una cosa: Halloween. Addobbare la casa, decidere da cosa travestirsi e cercare ogni festa o eventi a tema horror o morti viventi. Eccoci qui, dunque, in un sabato pomeriggio, ad entrare in uno dei palazzi storici bolognesi, nel cuore della città, per visitare una mostra che ha tutta l'aria di essere una experience da togliere il fiato. La mostra Vampiri realizzata da AlterEgo ti immerge in un percorso multisensoriale composto da 7 sale, in cui i non morti prenderanno vita. E solo all'idea i miei due figli, maschi e appassionati di fantasmi, scheletri e zombie, si gasano un sacco! Ma cosa c'è davvero dietro Vampiri? Non solo Dracula e canini affilati. Folklore e ataviche paure, infatti, vengono rappresentati tramite installazioni, scenografie, video e fumetti.
Dai miti del Medioevo ellenico, passando per il folklore balcanico, fino al mondo gotico ottocentesco, la figura del vampiro da leggenda si trasforma in storia documentata che si imprime nella memoria. Voi mamme un po' apprensive vi chiederete: "Ma è adatto a mio figlio oppure mi toccheranno notti insonni di pipì a letto dopo aver visitato la mostra?". Niente affatto! L'experience è sì immersiva, ma anche divertente. In questo modo le informazioni diventano più facili da comprendere e ricordare. Insomma i vostri bambini, come i miei, lasceranno la mostra sereni ma anche con molte conoscenze storiche in più. Apprezzeranno di più le leggende sui vampiri e ne capiranno maggiormente senso e significato.
Il punto di forza della mostra, senza dubbio, è che lo spettatore, grande o piccolo che sia, diventerà protagonista di viaggi fisici e mentali. Dall'isola di Mykonos dove assiste ad un esorcismo contro un vampiro, ad entrare nella psiche di una contessa transilvana del 600 che, inseguendo vanamente l’eterna giovinezza, si trasforma in un’efferata serial killer. La mostra è da seguire con l'aiuto dell'audioguida che racconta con trasporto e precisione, ogni storia e leggenda. Climax della mostra sicuramente la sala immersiva. Sei minuti e mezzo che ti portano nella storia del conte Dracula con immagini molto adatte ai più piccini. La mostra, che resterà a Palazzo Pallavicini fino al 18 gennaio 2026, è molto più di un giro statico per delle sale. È eccitante, reale e costruttiva oltre che divertente. Per quello la consiglio, soprattutto sotto Halloween, a chi, come me, ha figli instancabilmente fantasiosi e appassionati di leggende e mostruose feste.

venerdì 3 ottobre 2025

Portare i bambini alle manifestazioni pro Gaza. Sì o no

In questo periodo storico, purtroppo, ci tocca mettere un po' da parte l'arte e gli eventi culturali, per "bloccare tutto" con cortei e manifestazioni contro il genocidio che sta sterminando il popolo della Palestina. Le immagini che vediamo ogni giorno sui canali social mostrano l'inumanità di un mondo che non guarda in faccia neppure i più fragili: i bambini. Quanto è giusto che sappiano, comprendano e partecipino a tutto questo i nostri figli? Io da sempre sono una mamma che parla tantissimo con i propri ragazzi, da quando erano piccoli cerco di spiegare loro con un linguaggio adeguato, cosa succede e cosa è giusto e sbagliato. La guerra rende più difficile anche il ruolo di un genitore, che deve raccontare senza spaventare, e non è sempre facile.
In questo ultimo periodo i bambini sono diventati, loro malgrado, protagonisti delle ingiustizie del mondo, ed io ho ritenuto giusto, in occasione degli scioperi che hanno coinvolto le scuole dei miei figli, portarli in corteo. L'ho fatto con attenzione e cura, per evitare che lo vivessero come un momento di paura, spiegando loro come quelle manifestazione fossero una mobilitazione dell'uomo buono che riesce ancora ad unirsi per chiedere pace e giustizia.
Hanno visto le bandiere, hanno ascoltato i cori, hanno letto i cartelli e fatto domande. E ne sono usciti con i piedi un po' stanchi ma con l'idea che quando qualcosa non va bene bisogna lottare tutti insieme per cambiarla. Conosco molte famiglie le quali ritengono che tener fuori i bambini da queste manifestazioni sia la cosa migliore, per una questione di sicurezza, perchè i figli si annoiano o semplicemente perchè è troppo difficile da spiegare. Ma un giorno saranno proprio i nostri figli a far girare questo mondo e dovranno farlo dalla parte giusta, con, negli occhi, l'immagine di una maggioranza che scende ancora in piazza per urlare contro ogni forma di guerra. Quindi la mia risposta è Sì, portiamo bambini e ragazzi a manifestazioni e cortei e spieghiamo loro che lì, tra le strade della loro città, c'è ancora una forma di speranza per l'umanità.