sabato 28 febbraio 2026

Le Foibe in una graphic novel. "Una storia da ricordare” anche dai bambini

Le fiabe, i fumetti, i disegni sono, da sempre, uno dei modi più efficienti per raccontare al bambino storie difficili, a volte tristi, a volte crudeli. Le Foibe sono una di queste storie, che vuoi e devi far conoscere ai tuoi figli, ma non sai mai come fare. Anche questa volta ci pensa l'arte e, in particolare, quella della graphic novel di Giorgio Alfani che dal 24 febbraio al 5 marzo viene ospitata dalla Manica Lunga di Palazzo d'Accursio. “Una storia da ricordare” ripercorre, nelle tavole, la storia familiare del bisnonno Luciano Buri di Fiume e della sua tragica fine.
I miei figli, appassionati e amanti del fumetto e di ogni arte legata al disegno, si sono lasciati trasportare da questo racconto visivo come un fiume in piena, hanno guardato le immagini, letto le illustrazioni, fatto domande sulla storia, anche criticato il tratto grafico, e poi hanno capito. Hanno capito che si trattava di una storia vera, hanno sentito il dolore del racconto e visto il cambiamento sul volto dei protagonisti. Sono riusciti ad entrare nel vivo del racconto grazie a queste tavole create proprio per arrivare a tutti, in modo semplice ma diretto. Le Foibe restano una delle vicende storiche più difficili da narrare, per non intrecciare colpevoli e vittime. Ma questo racconto a fumetti è molto bravo a narrare i fatti e a farli capire anche ai più piccoli.
Completano la mostra sei illustrazioni che rappresentano le città di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Con cartoline in omaggio all'uscita. La mostra è prodotta dal Comitato di Bologna dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.

sabato 21 febbraio 2026

La scienza arriva sul Crescentone

Come ogni anno la scienza scende in piazza per far giocare tutti. La Fondazione Golinelli torna, anche quest'anno, ad invadere il Crescentone di Piazza Maggiore con giochi, esperimenti, realtà virtuale e microscopi. Bambini di ogni età vengono trascinati nella realizzazione della città del futuro, creano costruzioni con bastoncini colorati, scoprono i segreti scientifici del cibo, entrano nella virtualità e si studiano al microscopio piccoli insetti o pezzi di foglie.
Sotto il primo sole è bellissimo vedere bambini piccolissimi diventare piccoli Einstein, fare domande ai volontari della Fondazione e inventarsi pezzi della città del domani. I miei figli hanno creato robot e, da bravi ciclisti, una pista ciclabile che, al passaggio delle bici, accende i lampioni.
L’edizione 2026, inoltre, si intreccia con la mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, in esposizione al Centro Arti e Scienze Golinelli dal 6 febbraio al 28 giugno 2026: un invito a esplorare la meraviglia del mondo nelle sue connessioni più sorprendenti. Un appuntamento di condivisione, curiosità e divertimento, dove scienza, tecnologia e arte trovano spazio e voce, guidando le/i partecipanti in un viaggio emozionante attraverso idee, immaginazione e partecipazione.

venerdì 13 febbraio 2026

Why We Sing, una serata "insieme" a DiverTeatro

Quando i miei figli mi chiedono cosa sia l'arte e perchè io li porti sempre ad eventi di ogni genere, dalle mostre ai concerti, dalle rappresentazioni in piazza agli spettacoli teatrali, rispondo loro che l'arte non è. L'arte fa. Ti fa sentire meglio se ti senti giù. Ti fa scambiare opinioni su stili e generi. Ti fa pensare, a quello che può significare o insegnare. Ma l'arte ha anche un potere speciale: unisce. È forse questa la forma principale d'arte che abbiamo scoperto nel concerto al quale abbiamo partecipato questa sera, alla vigilia di San Valentino. Siamo finiti qui, nel Teatro Centofiori di Bologna, grazie all'invito della mamma di un amico di mio figlio maggiore. Lei, infatti, fa parte dell'associazione DiverTeatro, la prima realtà teatrale a Bologna interamente dedicata "a chi il teatro lo fa per divertimento!", così si presentano sulla loro pagina web.
Why We Sing, questo il nome dell'evento che in questa occasione ha registrato un sold out, è un concerto pop corale che mette al centro il piacere di cantare insieme. Oltre 50 voci, di età e storie diverse, accompagnano il pubblico in un percorso musicale fatto di emozioni, ricordi e condivisione. Il pubblico, anche il più giovane, viene coinvolto, si diverte, si anima soprattutto durante il medley Disney. Ed è questo il bello dell'arte, che ti permette di sentirle sotto pelle e di farti coinvolgere.

sabato 7 febbraio 2026

Art Week part 2. Riflettere con l'arte

Riflettere. E nel riflettere, trovare mille lati di se stessi, mille forme del nostro carattere e della nostra personalità. L'arte mi aiuta sempre ad affrontare discorsi anche complicati con i miei figli. L'istallazione ospitata nella cortile della Biblioteca dell'Archiginnasio in occasione di Art Week dal titolo SELLOS DE IDENDIDAD – Francobolli d’identità di Joan Crous per do ut do 2026 – Identità, aiuta ad affrontare questo difficile tema.
Appena entri nell'elegante cortile dell'Archiginnasio, questa opera, composta da bicchieri, vetri e specchi, ti cattura immediatamente. Sarà la luce del sole che crea colori interessanti o la voglia di ritrovare il proprio riflesso in uno degli specchi triangolari posti di lato. Subito i bambini iniziano a chiedersi cosa rappresenti e perchè quei bicchieri siano stati messi in quella posizione.
L’opera mette in dialogo simbolico e reale: nella stanza di vetro lo spazio è rappresentazione, all’esterno lo spettatore diventa protagonista, riflettendosi negli specchi. Un’identità che non è mai isolata, ma radicata nel contesto e nella memoria collettiva, riconoscibili nei mattoni e nelle effigi del chiostro. Ogni individuo ha un’identità unica, fatta di sfumature irripetibili. Ma è solo nel confronto con l’altro che possiamo riconoscerci e definirci davvero. È più facile, davanti a questa opera, spiegare ai miei figli come noi somigliamo agli specchi e bicchieri che, pur avendo una loro identità, talvolta riflettono le immagini di chi si trova accanto a loro. Si ritroveranno nella vita, nonostante caratteri forti e decisi, a prendere decisioni influenzati da un amico o da un amore. A volte se ne pentiranno, rendendosi conto che non era la scelta giusta per loro, altre tali scelte cambieranno totalmente la rotta della propria vita. Ma quella forma originaria, il nucleo di tutto, resterà e farà sempre parte di loro.

venerdì 6 febbraio 2026

L'Art Week. Facciamo vivere i nostri figli nell'arte

"Beato chi ha l'occhio ladro ovunque vede un quadro e come i pittori vive rubando forme e colori" Marcello Argilli
Immagina di far vivere i tuoi figli in una città fatta d'arte, dove in ogni luogo vive una mostra, una esposizione creativa, una forma artistica. Dal 5 all'8 febbraio, a Bologna, è possibile. Torna, infatti, per la quattordicesima edizione, ART CITY Bologna, il programma di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna.
Noi abbiamo scelto di seguire due mostre, entrambe in via San Felice. La prima mostra, dal titolo Open Space, viene ospitata da Palazzo Pallavicini con la direzione artistica di Giulia Di Terlizzi, e nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere progetti artistici contemporanei nel periodo di maggiore vitalità della stagione culturale bolognese. Gioiellino nel cuore della città, infatti, il Palazzo conserva affreschi e bellezze artistiche e artichettoniche nascoste nel suo cortile interno. In ogni sala opere di artisti e stili vari riempiono gli occhi dei visitatori. Arte moderna che regala idee, bellezza e creatività anche agli occhi più piccoli.
Subito dopo ci siamo diretti verso l'evento più atteso: l'apertura al pubblico dell’ex chiesa di San Nicolò di San Felice. Dopo anni di chiusura il luogo, sconsacrato, torna offrendo alla città uno spazio storico sospeso, in attesa di una nuova forma e di una futura destinazione. L'emozione di entrare in questo luogo è forte e l'impatto potente. Il cielo aperto, gli affreschi, le opere. Art Week resta uno degli eventi più belli e vivi per Bologna.

martedì 3 febbraio 2026

"Non si è mai abbastanza democratici". Così, bimbi, Bologna diventa anche vostra

Bologna che cresce. Bologna che partecipa. Bologna che diventa e resta democratica. Bologna fatta dai suoi cittadini. È quanto emerge dalla nuova mostra ospitata nella Piazza coperta della Salaborsa dal titolo A misura d’uomo- nella Bologna di Renato Zangheri (1970-1983), dedicata alla vita e all’operato di Zangheri come amministratore pubblico e dirigente politico, in occasione del centenario della sua nascita. Bisognerebbe portarci le scuole ad una mostra così. Una mostra che racconta, attraverso documenti sia cartacei che multimediali, lo sviluppo e la crescita della città e riflette sul futuro che ci attende.
Appena arrivi, l'esposizione ti accoglie con una carrellata di iniziative promosse da Renato Zangheri nel suo ruolo di Sindaco: il governo del territorio, l’equilibrio tra città e campagna; il recupero del centro storico; i servizi ai cittadini e alle imprese; le politiche culturali; fino al ruolo di Bologna nel contesto internazionale.
Il percorso prosegue con la parte più politica: raccontando la programmazione democratica degli spazi e dei servizi, la partecipazione dei cittadini e le anticipazioni sulle libertà civili. Tra i documenti spiccano le locandine dei concerti storici come quello dei Clash e di altri eventi culturali che, diciamolo, ci mettono anche un po' di malinconia.
Io porterò i miei figli a questa mostra per mostrare loro la Bologna che c'era, quella che è diventata ma anche quella che potrebbe diventare se solo non dimentichiamo i nostri punti saldi: la partecipazione, la condivisione, il rispetto per le idee di tutti e la mentalità democratica.

domenica 25 gennaio 2026

Nerd Show. Il mondo della Gen Alpha e Z che piace anche alla Generazione X e Y

Uscire dalla realtà. Prendere mondi paralleli, fantastici, dove sotto i piedi hai dei super buster, nelle mani dei mega pugni e il tuo kart raggiunge velocità supersoniche. Per un pomeriggio si può. Torna, il 24 e 25 gennaio, in Fiera a Bologna il Nerd Show un vero e proprio festival del fumetto e della cultura pop che guida il visitatore per oltre 35 mila metri quadrati di intrattenimento, stand a tema gadget e comics, show dal vivo, games e videogames, manga e animazione, cosplay e attività di ogni tipo.
Noi, genitori a cavallo tra la Gen Alpha e la Gen Z, ci troviamo a dover comprendere questo nuovo mondo fantastico che, se gestito bene, ha diritto di esistere nella vita dei nostri figli come una grande risorsa artistica. Il Nerd Show, infatti, non è solo videogame ma anche la presenza di grandi fumettisti che realizzano strisce sotto i nostri occhi e interviste a grandi talenti del mondo dello spettacolo e della musica come Cristina D’Avena, Giorgio Vanni e tantissimi altri.
In realtà, quando entri al Nerd scopri che le generazioni coinvolte sono molte di più: ci sono persone di tutte le età vestite con abiti dei loro Anime preferiti, veterani della mia epoca appassionati di saghe come Star Wars o Star Trek. Ma anche bambini che con i papà si sfidano nelle console anni '80.
Questa fiera è una delle poche, diciamolo, che riesce a radunare più generazioni insieme. Forse per questo è oramai diventata tradizione portarci i miei figli, Gen Alpha e Z. Girando per gli stand è divertente mostrare loro personaggi o videogiochi con i quali siamo cresciuti noi, ma che oggi prendono nuove forme, tipo Super Mario o le Tartarughe Ninja. C'è chi preferisce fermarsi nell'area mattoncini colorati e provare a sfidare il fratello nella costruzione più alta, chi viene attratto dagli incontri di wrestling dove i personaggi dei fumetti, degli anime e delle serie tv salgono sul ring per affrontarsi in una due giorni non-stop di imperdibili scontri, è chi ancora si fa trascinare dal k-pop di KST – Kpop Show Time, uno spazio dove si balla, con la Random Play Dance e lo showcase dedicato ai ballerini! Altro che sfide generazionali. Al Nerd si divertono proprio tutti!

domenica 11 gennaio 2026

K.O. Al Teatro Testoni la gestione della rabbia diventa arte

È una delle prime cose che ti trovi a dover insegnare a tuo figlio quando sei un genitore: come gestire la rabbia. "Non devi picchiare il tuo amichetto, non devi lanciare il giocattolo, non devi urlare o piangere disperato, non devi mordere..." Ma raramente siamo riusciti a spiegare al nostro bambino come trasformare questa rabbia in altro e quali conseguenze potrebbe avere se venisse manifestata attraverso la violenza. Il teatro, in uno spettacolo messo in scena dalla compagnia Teatrodistinto di Alessandria e ospitato da La Baracca del Testoni Ragazzi, ci aiuta a farlo. Con l'arte tutto sembra essere più semplice da dire, e noi genitori a volte (o spesso) abbiamo bisogno di chi parli per noi.
Pensato per bambini dai 6 ai 10 anni, lo spettacolo K.O porta sul palcoscenico, grazie al gioco del teatro, una serie di metaforici rounds in cui i due protagonisti, Elio e Francesco, provano a competere e indagano le possibili conseguenze della loro rabbia attraverso le tracce che restano sul corpo. I due attori, dopo aver creato insieme un ring di legno e corde, decidono di trovare strade nuove e creative per sublimare le proprie pulsioni aggressive, trasformandole in espressione artistica. L’emotività intensa, talvolta ingestibile, che li muove trova spazio nella danza, nel colore, nel gioco come antidoti alla violenza e alla solitudine. Proprio come succede ai nostri figli quando si arrabbiano e noi chiediamo loro di mostrarci la loro ira in un disegno o mettersi a cantare la loro canzone preferita. Quante volte l'abbiamo fatto? Quante volte ha funzionato e quante invece abbiamo fallito? L'arte stasera parla ai nostri bambini, seduti sulle poltroncine del Teatro Testoni Ragazzi, e lo fa coinvolgendoli in una sorta di rito, fatto di piccoli dettagli che catturano l’attenzione, attraverso il quale prendono forma sfaccettature e sfumature dell’essenza umana.
I miei figli, di 11 e 9 anni, mi hanno chiesto di venire a vedere questo spettacolo perchè hanno visto da poco tutti i film della saga cinematografica di Rocky Balboa. Sono stata felice di portarli ad assistere a questo ring che non ha nulla a che fare con la violenza ma, al contrario, parla di quella parte di fragilità che c'è in ogni persona e che la rende vulnerabile. Dentro di noi vive un’aggressività da conoscere e gestire, per non averne paura. Credo sia bellissimo che questi uomini di domani imparino a trasformare momenti di ira che sicuramente li travolgeranno in alcune situazioni della proprio vita, sentimentale o lavorativa, e a farla diventare una espressione creativa di loro stessi.

sabato 10 gennaio 2026

Negli appartamenti di Palazzo d'Accursio: le Collezioni Comunali d’Arte

Entri a Palazzo d'Accursio, sede del Comune della città di Bologna, e come per magia scopri un appartamento nel palazzo, con una raccolta che comprende non solo dipinti, dal Medioevo fino ai giorni nostri, ma anche oggetti d’arte, mobili, porcellane, tessuti, pizzi, ricami, miniature e importanti crocifissi lignei. Lo chiamano “museo arredato”, ma in realtà era l’ex appartamento invernale dei Cardinali Legati. Oggi scopriamo un altro tesoro del nostro Palazzo comunale. Entriamo in un luogo dove le sale che mantengono intatte le decorazioni originarie e in cui l’arredo è protagonista. Tutto questo lascia sorpresi anche i piccoli visitatori che si affacciano quasi in punta di piedi in questo luogo che pensavano fosse solo la sede degli uffici del Sindaco. E invece Palazzo d'Accursio non finisce mai di stupirci. Lo scorso anno abbiamo visitato la Torre dell'orologio, con le sue enormi campane e le sue strette scale di legno. Oggi siamo invece nelle Collezioni Comunali d’Arte che datano 1936.
La sala che più colpisce i miei figli è quella Urbana, risalente al 1630 e restaurata nel 2013-14. È una delle più importanti opere del barocco bolognese e la decorazione araldica che ne riveste le pareti, composta da 188 stemmi e tre scene figurate, l’ha resa nota anche come Sala degli Stemmi. I piccoli fanno domande sul significato e sulle casate che essi rappresentano e restano affascinati da disegni e colori.
Ma ce n'è anche per i più grandi, in particolare con due opere: Ruth (1835), capolavoro di Francesco Hayez, che interpreta il soggetto biblico accentuandone la bellezza sensuale, velata di malinconia e Mercurio dà a Paride la mela d’oro, famosissimo dipinto di Donato Creti che esalta la posa di Paride ispirata al Sansone di Guido Reni. Sia il dipinto di Creti sia quello di Reni furono esposti insieme in questo palazzo dal 1745 all’arrivo di Napoleone, nel 1796. Ma, va detto, la cosa per cui in assoluto la visita vale il prezzo del biglietto è la vista, che offre una visione dall'alto di Palazzo Re Enzo, via Rizzoli e le Due Torri. Un luogo da cui è impossibile non fare delle foto.
Una visita che arricchisce qualunque cittadino bolognese e porta bellezza e conoscenza nelle piccole menti.