domenica 30 novembre 2025
Un viaggio nella Graphic Japan. Da Hokusai al Manga
Cosa succede se porti due ragazzini appassionati di Anime ad una mostra dedicata all'arte grafica giapponese? Apri loro un mondo, molto più vasto. Alimenti una passione e le fai mettere radici solide.
Quando ho letto dell'arrivo di Graphic Japan. Da Hokusai al Manga ospitato al Museo Civico Archeologico, con MondoMostre, fino al 6 aprile 2026, ho subito deciso di portarci i miei figli. Lettori e spettatori accaniti di Dragon Ball, One Peace a molte altre Anime più e meno note, Riccardo e Lorenzo hanno subito accolto l'idea con grande eccitazione.
È la prima volta che l'Italia accoglie una mostra che ripercorre le tappe fondamentali della grafica giapponese che parte dal periodo Edo (1603-1868) e conduce fino ai nostri giorni.
Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo con oltre 200 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti oltre a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.
Uccelli, pesci, cerbiatti e conigli attirano anche i più piccoli.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche chiave del percorso evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
Fin da subito l'esposizione ti assorbe completamente con opere che sembrano di facile comprensione e quindi facilmente fruibili anche per due bambini, ma in realtà nasconde arte, studio, eleganza e precisione incredibile. Giochi di simmetrie, colori coinvolgenti e disegni onirici.
La parte che senza ombra di dubbio ha coivolto di più i miei figli è stata quella dedicata all'evoluzione della storia dei Manga, che in Giappone sono praticamente una religione. Dietro a quelli che noi "volgarmente" chiamiamo fumetti, in realtà c'è molto di più: arte, studio, contemplazione e storia. Un muro pieno di libri Anime in giapponese, dai primi a quelli più recenti.
I Manga in Giappone influenzano le vite delle nuove generazioni, sia per scelte stilistiche e di moda: come vestirsi, come tagliare i capelli o quali accessori indossare, sia per vere e proprie scelte di vita: addirittura i ragazzini della Gen Z rinuncerebbero ai rapporti sessuali perchè follemente innamorati del loro personaggio Manga preferito. Una ricerca mostra che metà dei giovani non ha alcuna esperienza intima entro i 25 anni e che uno su dieci arriva a 30 senza averne avuta una. Molti raccontano di innamorarsi dei personaggi degli Anime al punto da sostituire del tutto le relazioni reali.
I miei ragazzi hanno cercato di riconoscere i personaggi, conosciuto meglio la crescita di questo fenomeno e apprezzato lo stile del disegno che negli anni è sempre migliorato e cresciuto.
Usciamo da questa mostra con una passione rimpolpata per l'arte grafica giapponese, per gli Anime, i fumetti e il disegno.
sabato 22 novembre 2025
Due bambini da Michelangelo a Bologna
Forse questa volta ho puntato troppo in alto, ma l'occasione era troppo ghiotta per perderla. Se Michelangelo arriva in mostra a Bologna anche, e soprattutto, le piccole e giovani menti meritano di vederlo, scoprirlo e incontrarlo.
È successo a Palazzo Fava, in uno dei luoghi più pregiati di Genus Bononiae, che, fino al 15 febbraio 2026, in occasione del 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), ospita uno dei progetti artistici più importanti e attesi dell'anno in città.
Si tratta di un vero e proprio viaggio nel genio michelangiolesco tra le opere originali, i calchi storici, i disegni, i libri antichi e i documenti d’archivio. Tutto ha inizio da Firenze, culla del Rinascimento e città in cui Michelangelo riceve la sua prima formazione artistica. Ma il cuore dell'esposizione è Bologna, dove nel 1494, a seguito della cacciata dei Medici da Firenze, Michelangelo trova rifugio e riceve una prestigiosa commissione: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico.
Agli occhi di due pre adolescenti moderni Michelangelo appare ancora grandioso e sorprendete. Si pongono domande sui materiali e sulla capacità di creare la perfezione dei corpi, apprezzano i disegni e scoprono curiosità sulla propria città, come quella che, in occasione del secondo soggiorno bolognese dell'artista, tra il 1506 e il 1508, Michelangelo venne chiamato da papa Giulio II per realizzare una colossale statua bronzea del pontefice destinata alla facciata di San Petronio. Statua, che oggi è andata perduta.
Girando per le Sale ci si sente davvero piccoli. Io provo a raccontare ai miei figli la grandiosità di quello che stanno guardando, cerco di contestualizzarli storicamente, mostro loro l'origine di molte tecniche di disegno o scultura. Ma mi rendo conto che non può arrivare davvero tutto il genio che c'è dietro le opere di Michelangelo. Il successo maggiore di questa attesissima esposizione ospitata da Palazzo Fava, forse è nell'atmosfera che si crea. Tutti restano in silenzio ammirando capolavori che forse non capiterà più di vedere. Resto sempre molto delusa, quando portò i miei figli a questo tipo di eventi, nel trovare pochissimi altri bambini, quasi nessuno, a volte neppure uno, solo loro. Penso che, anche se è un azzardo, anche se resterà loro solo una immagine, un aneddoto raccontato o una sola delle opere esposte, ne valga sempre la pena rischiare. Perchè l'assimilazione del bello artistico avviene dentro, spesso dell'inconscio, e lì farà crescere con altri occhi.
Sono contenta di aver portato i miei due figli a questa mostra. Perchè potranno dire un giorno di aver visto alcune opere di Michelangelo, perchè in questa espisizione c'è molto della storia di Bologna, e perchè il bello, quello che viene fuori dalle opere del Divin Artista non passerà e non deve mai passare di moda e le nuove generazioni meritano di conoscerlo.
domenica 26 ottobre 2025
Nel mondo fiabesco di Chagall. Il pittore bambino
Entrare in un mondo fiabesco ed onirico, e farlo attraverso le opere d'arte di un grande maestro del Novecento.
Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita, fino all’8 febbraio 2026 la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo di sorprendente intensità emotiva adattissimo ai bambini, abituati ad usare il disegno come primo mezzo per esprimere i propri sentimenti, paure e desideri.
Portare due pre adolescenti a visitare una mostra impegnativa come quella su Chagall è una scommessa e una sfida con me stessa, che fin da piccoli li ho abituati al bello, al linguaggio artistico ma anche alla libertà di espressione nel disegno.
Le opere di questo artista russo-francese, infatti, sono spesso descritte come magiche e poetiche, tratte dai suoi ricordi d'infanzia e dalle emozioni, con temi come l'amore, la musica e la vita ebraica. Il suo stile viene infatti definito un fauvismo onirico, di facile comprensione quindi per gli occhi dei bambini. Le figure sono fluttuanti e le atmosfere colorate ed incantate, simili a quelle di un cartone animato o di un Manga.
Vista la recente passione dei miei figli per fumetti giapponesi, quindi, ho voluto lanciargli una provocazione raccontando loro Chagall come un predecessore dello stile Anime. Nei quadri, infatti, troviamo temi centrali quali l'amore, ma anche la spiritualità, l'esilio, la gioia di vivere e la memoria.
Attraverso le 200 opere ospitate a Palazzo dei Diamanti, tra dipinti, disegni e incisioni, i bambini cercano di capire i significati e i luoghi e inventano fiabe.
Tra tutti i protagonisti dei dipinti vincono di sicuro gli animali parlanti che, agli occhi dei piccoli visitatori, somigliano ai protagonisti delle storie d'infanzia. L'asino è il grande presente in tante opere. Il gallo a Parigi. Ma anche il lupo e l'agnello. Nelle sale vengono narrate, come fiabe, le sue opere. E i bambini restano incantati ad ascoltare e guardare.
Forse, dietro a questo feeling tra Chagall e i bambini, c'è la condivisa capacità di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace, bellezza, fiaba e amore.
sabato 11 ottobre 2025
Sono arrivati i Vampiri a Bologna
Quando hai due figli pre adolescenti il mese di ottobre significa solo una cosa: Halloween.
Addobbare la casa, decidere da cosa travestirsi e cercare ogni festa o eventi a tema horror o morti viventi.
Eccoci qui, dunque, in un sabato pomeriggio, ad entrare in uno dei palazzi storici bolognesi, nel cuore della città, per visitare una mostra che ha tutta l'aria di essere una experience da togliere il fiato.
La mostra Vampiri realizzata da AlterEgo ti immerge in un percorso multisensoriale composto da 7 sale, in cui i non morti prenderanno vita. E solo all'idea i miei due figli, maschi e appassionati di fantasmi, scheletri e zombie, si gasano un sacco!
Ma cosa c'è davvero dietro Vampiri? Non solo Dracula e canini affilati. Folklore e ataviche paure, infatti, vengono rappresentati tramite installazioni, scenografie, video e fumetti.
Dai miti del Medioevo ellenico, passando per il folklore balcanico, fino al mondo gotico ottocentesco, la figura del vampiro da leggenda si trasforma in storia documentata che si imprime nella memoria.
Voi mamme un po' apprensive vi chiederete: "Ma è adatto a mio figlio oppure mi toccheranno notti insonni di pipì a letto dopo aver visitato la mostra?". Niente affatto! L'experience è sì immersiva, ma anche divertente. In questo modo le informazioni diventano più facili da comprendere e ricordare. Insomma i vostri bambini, come i miei, lasceranno la mostra sereni ma anche con molte conoscenze storiche in più. Apprezzeranno di più le leggende sui vampiri e ne capiranno maggiormente senso e significato.
Il punto di forza della mostra, senza dubbio, è che lo spettatore, grande o piccolo che sia, diventerà protagonista di viaggi fisici e mentali. Dall'isola di Mykonos dove assiste ad un esorcismo contro un vampiro, ad entrare nella psiche di una contessa transilvana del 600 che, inseguendo vanamente l’eterna giovinezza, si trasforma in un’efferata serial killer.
La mostra è da seguire con l'aiuto dell'audioguida che racconta con trasporto e precisione, ogni storia e leggenda.
Climax della mostra sicuramente la sala immersiva. Sei minuti e mezzo che ti portano nella storia del conte Dracula con immagini molto adatte ai più piccini.
La mostra, che resterà a Palazzo Pallavicini fino al 18 gennaio 2026, è molto più di un giro statico per delle sale. È eccitante, reale e costruttiva oltre che divertente. Per quello la consiglio, soprattutto sotto Halloween, a chi, come me, ha figli instancabilmente fantasiosi e appassionati di leggende e mostruose feste.
venerdì 3 ottobre 2025
Portare i bambini alle manifestazioni pro Gaza. Sì o no
In questo periodo storico, purtroppo, ci tocca mettere un po' da parte l'arte e gli eventi culturali, per "bloccare tutto" con cortei e manifestazioni contro il genocidio che sta sterminando il popolo della Palestina.
Le immagini che vediamo ogni giorno sui canali social mostrano l'inumanità di un mondo che non guarda in faccia neppure i più fragili: i bambini.
Quanto è giusto che sappiano, comprendano e partecipino a tutto questo i nostri figli? Io da sempre sono una mamma che parla tantissimo con i propri ragazzi, da quando erano piccoli cerco di spiegare loro con un linguaggio adeguato, cosa succede e cosa è giusto e sbagliato. La guerra rende più difficile anche il ruolo di un genitore, che deve raccontare senza spaventare, e non è sempre facile.
In questo ultimo periodo i bambini sono diventati, loro malgrado, protagonisti delle ingiustizie del mondo, ed io ho ritenuto giusto, in occasione degli scioperi che hanno coinvolto le scuole dei miei figli, portarli in corteo. L'ho fatto con attenzione e cura, per evitare che lo vivessero come un momento di paura, spiegando loro come quelle manifestazione fossero una mobilitazione dell'uomo buono che riesce ancora ad unirsi per chiedere pace e giustizia.
Hanno visto le bandiere, hanno ascoltato i cori, hanno letto i cartelli e fatto domande. E ne sono usciti con i piedi un po' stanchi ma con l'idea che quando qualcosa non va bene bisogna lottare tutti insieme per cambiarla.
Conosco molte famiglie le quali ritengono che tener fuori i bambini da queste manifestazioni sia la cosa migliore, per una questione di sicurezza, perchè i figli si annoiano o semplicemente perchè è troppo difficile da spiegare. Ma un giorno saranno proprio i nostri figli a far girare questo mondo e dovranno farlo dalla parte giusta, con, negli occhi, l'immagine di una maggioranza che scende ancora in piazza per urlare contro ogni forma di guerra.
Quindi la mia risposta è Sì, portiamo bambini e ragazzi a manifestazioni e cortei e spieghiamo loro che lì, tra le strade della loro città, c'è ancora una forma di speranza per l'umanità.
sabato 27 settembre 2025
Bologna in fiore. Facciamo sbocciare le nuove generazioni
Bambini smart, con intelligenze digitali e menti social. Ma davanti alla bellezza della natura anche loro, per fortuna, tornano rurali e campestri e si incantano nel riconoscere colori e odori e giocano ad associare la pianta al frutto.
Torna Bologna in fiore, la rassegna che porta in pieno centro (Piazza Minghetti e del Francia) piante tappezzanti, in vaso, rampicanti, profumate, grasse di ogni tipo e varietà. Distese di lavanda, colori e profumi inebrieranno il cuore della città e diventano, per un weekend, protagoniste di selfie e reel.
Ho deciso di portare i miei due ragazzi a questa rassegna per mostrar loro quanto ancora c'è di bello nel mondo reale. Abbiamo scelto una pianta per il nostro davanzale, scoperto specie di piante aromatiche che ignoravamo e ammirato la bellezza di una piazza fiorita.
Loro si sono divertiti a leggere i nomi delle piante e a scoprire i fiori di stagione come azalee, rododendri, camelie e le profumatissime rose fino alle grandi orchidee, le calle di tantissimi colori, piante carnivore, che non sono solo in Super Mario, e i sempre affascinanti bonsai che "sarebbero perfetti per giocarci con i Lego".
sabato 13 settembre 2025
Tuffiamoci nella nuova Beautiful Gallery!
È il sogno di ogni bambino (e non solo): buttarsi il una piscina di palline. Girare, rotolare, saltare senza farsi mai male. Solo puro divertimento. Una INFINITY POOL, così viene chiamato il nuovo concept di Beautiful Gallery!
Chiusa la stagione dei solarium, delle nuotate al mare e dei tuffi in piscina...arriva la stagione della nuova Beautiful Gallery che cambia location per la terza volta a Bologna approdando nel cuore del centro storico, in via Monte Grappa, in un palazzo di prestigio dove, tra una battaglia di palline e l'altra, ti puoi incantare ad ammirare gli affreschi.
Trenta minuti per divertirsi, sballottolarsi e fotografarsi in questa opera d'arte interattiva e partecipativa che ha un solo obiettivo e una sola morale: far ridere a crepapelle.
Ho pensato di portare i miei figli qui per chiudere al meglio questi tre mesi di vacanze scolastiche e caricarsi per tornare sui banchi di scuola. Naturalmente l'entusiasmo era alle stelle: tuffi a bomba, lanci carpiati e triple capriole all'indietro hanno fatto volare questa mezz'ora che però resterà nei sorrisi delle foto e nei loro ricordi.
Per darsi meglio la spinta ci sono a disposizione scivoli, liane e trampolini e nella pool dei mega cuscini morbidi.
E ora...scatenate il divertimento !
venerdì 5 settembre 2025
Sotto la Salaborsa. La biblioteca di Bologna nasconde un tesoro
La maggior parte dei bambini, quando entra in Salaborsa, la biblioteca comunale di Bologna, alza gli occhi in su, per ammirare gli affreschi, l'altezza imponente del Palazzo storico che la ospita, le vecchie locandine dei film e gli scaffali con i libri di tutti i tipi.
Questa volta io ho dovuto dire ai miei due ragazzi, di 11 e 8 anni, di guardare sotto i propri piedi: "oggi vi mostrerò cosa c'è sotto...".
La curiosità, per chi come loro ha lo spirito dell'avventura nel sangue, è schizzata alle stelle.
"Delle prigioni segrete? Delle cantine infestate? Dei labirinti strettissimi?".
Niente di tutto questo. Sotto la regina delle biblioteche bolognesi, infatti, si trovano i resti della basilica civile di Bononia (II sec. a.C.), le fondamenta delle case medievali dell'area di palazzo d'Accursio, oggi sede del Comune, e le vestigia cinquecentesche dell'Orto Botanico del naturalista Ulisse Aldrovandi.
Entrando negli scavi, aperti al pubblico con ingresso libero e senza prenotazione, si percepisce subito di fare un viaggio nel tempo, a quando la romana Bononia, tra il II e il I sec. a. C, prese un assetto urbanistico organico con una pianta simile ad un quadrato irregolare. La città era infatti divisa da due direttrici, che correvano da ovest a est lungo la via Emilia (via Rizzoli - via Ugo Bassi) e da nord a sud lungo il cardo maximus, identificabile con le attuali via Galliera - via Val d'Aposa. La zona compresa fra il cardo e l'asse formato da via Indipendenza - via D'Azeglio ebbe fin dalle origini una destinazione pubblica.
Gli scavi svelano il foro cittadino, situato nel punto di incontro fra cardo e decumano, quindi nella parte di via Ugo Bassi compresa fra via Venezian e via Oleari.
Pian piano, poi, come rivelano gli scavi del 1989-90, effettuati davanti al Sacrario dei Caduti di piazza Nettuno, si identifica l'esistenza di un edificio destinato a funzioni pubbliche, probabilmente sede di uffici amministrativi. Mentre gli ultimi scavi degli anni Novanta permisero di datare al periodo villanoviano i primi insediamenti abitativi.
Visitando i resti, che permettono davvero di immaginare la vecchia città, i bambini restano affascinati dalle forme delle case medievali e dal pozzo in mattoni del XIV sec. d.C. e dal divertente gioco di lanciare una monetina portafortuna. Una bella gita per un pomeriggio in città.
domenica 31 agosto 2025
Venezia: turisti + Cinema + figli...aiuto!
Metti di andare in una delle città più turistiche del mondo, a fine agosto quando il caldo inizia a dare tregua, e in concomitanza con l'evento artistico e culturale più importante organizzato in città.
E metti di farlo con due ragazzini di 11 e 8 anni che vogliono vedere tutto, provare tutto, scoprire tutto.
Venezia il 31 agosto durante la rassegna cinematografica dal tappeto rosso è follia. Ma a noi piacciono le sfide e l'avventura. Certo non ci piace la calca, ma ne La Serenissima quando pensi di non trovarla?
Per fortuna l'esperimento mal riuscito del pagamento del ticket è finito meno di un mese fa e quindi, usciti dal treno, ci siamo potuti buttare tra calli e campiello.
Venendo dall'Emilia Romagna la prima affermazione dei miei figli è stata: "Somiglia a Comacchio" dove loro sono abituati ad andare per il carnevale sull'acqua. Ma Venezia è molto di più, nel bene e nel male. È dipinto e romanticismo ma anche pellegrinaggio turistico all'ennesima potenza.
In realtà il mio grande a Venezia c'era già stato. Ma avendo avuto solo pochi mesi era impossibile che se la ricordasse. La ricordavamo invece noi quella gita dato che avemmo la pessima idea di farla con il passeggino del trio che pesa circa dieci chili. Ricordo le parolacce del padre che ad ogni ponticello doveva tirare su l'arnese per le scale sia in salita che in discesa ed io che dovetti tenermi Riccardo nella fascia proprio per alleggerire la carrozza, che chiaramente bastava lasciare a casa. Ma lasciate ai neo genitori il lusso di fare degli errori per poi potersi ricordare dopo decenni dell'episodio e poterlo narrare ai figli per far capire loro che bravi parenti sono stati...
Ma alla fine, questa Venezia viva, piena e cara è piaciuta ai miei figli? Alcune cose sì altre meno. Hanno amato le gondole, sulle quali però sognavano di farci un giro, inaccessibile per costi e file; i negozi di souvenir e le mille gelaterie con coni di ogni grandezza e i nomi bizzarri delle calli. Hanno amato meno camminare per ore, la folla che alle volte li ha spaventati e il caldo che, anche se non afoso, in una città d'arte non è mai piacevole.
Era comunque un viaggio da fare e che consiglio, in treno chiaramente, ma da cercare settimane meno bazzicate possibili.
mercoledì 13 agosto 2025
Il lusso di portare i bambini al Museo
In un blog dedicato a mostre e musei, eventi e spettacoli dove portare i bambini per aprir loro mente e animare la loro creatività, è giusto, in piena estate, aprire una parentesi sul come anche avvicinare i più piccoli al mondo dell'arte e della cultura, sia diventato un lusso non per tutti. Ed è il caso di far polemica e di alzare i toni su questo.
Le nuove generazioni si stanno sempre più addormentando davanti a tablet, social e videogiochi. Ma non è sempre colpa dei genitori. È chiaro che piazzare il proprio bambino davanti ad una console risolve il problema di un "cosa gli faccio fare questo pomeriggio?". Ma se alcuni luoghi di cultura fossero economicamente più accessibili a tutti, genitori, figli e fratelli, sarebbe più facile farli alzare da quel divano?
Portando i miei figli almeno una volta a settimana tra mostre, musei o spettacoli teatrali e musicali, posso affermare che alcuni sono diventati un vero e proprio lusso. A parte i musei civici, dove i minorenni entrano gratis (esempio che tutti dovrebbero seguire), gli altri musei, quelli privati, o le mostre temporanee, talvolta hanno prezzi assurdi se si pensa che con un bambino in meno di un'oretta l'esperienza è già conclusa.
I prezzi si aggirano dai 10 ai 20 euro a bambino, non contando eventuali fratelli e genitori di accompagnamento. Ho visitato posti dove una famiglia composta da quattro persone, con due ridotti, finiva per pagare una quarantina di euro e magari, all'interno di una gita o di un viaggio, è proprio quella spesa in più a cui il turista rinuncia per dar spazio magari ad una cena più confortevole o ad un hotel più centrale.
Ma perché? Purtroppo è chiaro che i luoghi d'arte e cultura costretti a presentare questi listini prezzi sono quasi sempre luoghi privati e strozzati dalla scarsità di fondi. Location che talvolta si ritrovano a far pagare anche le scolaresche, così una gita scolastica si trasforma in un salasso per genitori che chiaramente si ritrovano in questo caso a non potersi tirare indietro. Figuriamoci se un gruppo di giovani possa scegliere di passare una serata a teatro invece di andare a mangiare in un fast food...Bisogna fare di più, fare di meglio, per rendere questi "svaghi" fondamentali per l'anima, alla portata deĺle nuove generazioni. Esistono sconti per gli studenti universitari, ma nulla per gli alunni delle scuole elementari, ad esempio, che tra l'altro devono per forza essere accompagnati da adulti che già costano un biglietto intero. Il ridotto non basta. Ci vuole la gratuità, in ogni luogo che possa essere per il ragazzo un seme per un progetto futuro.
Alle soglie della nuova stagione, teatrale, museale e scolastica, quindi, vogliamo anche noi chiedere di pensare ai piccoli spettatori che un giorno diventeranno quegli adulti che dovranno innamorarsi di una sera a teatro, di un pomeriggio in un museo o di un tour per mostre d'arte. Investiamo sul futuro regalando la cultura.
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