sabato 28 febbraio 2026

Le Foibe in una graphic novel. "Una storia da ricordare” anche dai bambini

Le fiabe, i fumetti, i disegni sono, da sempre, uno dei modi più efficienti per raccontare al bambino storie difficili, a volte tristi, a volte crudeli. Le Foibe sono una di queste storie, che vuoi e devi far conoscere ai tuoi figli, ma non sai mai come fare. Anche questa volta ci pensa l'arte e, in particolare, quella della graphic novel di Giorgio Alfani che dal 24 febbraio al 5 marzo viene ospitata dalla Manica Lunga di Palazzo d'Accursio. “Una storia da ricordare” ripercorre, nelle tavole, la storia familiare del bisnonno Luciano Buri di Fiume e della sua tragica fine.
I miei figli, appassionati e amanti del fumetto e di ogni arte legata al disegno, si sono lasciati trasportare da questo racconto visivo come un fiume in piena, hanno guardato le immagini, letto le illustrazioni, fatto domande sulla storia, anche criticato il tratto grafico, e poi hanno capito. Hanno capito che si trattava di una storia vera, hanno sentito il dolore del racconto e visto il cambiamento sul volto dei protagonisti. Sono riusciti ad entrare nel vivo del racconto grazie a queste tavole create proprio per arrivare a tutti, in modo semplice ma diretto. Le Foibe restano una delle vicende storiche più difficili da narrare, per non intrecciare colpevoli e vittime. Ma questo racconto a fumetti è molto bravo a narrare i fatti e a farli capire anche ai più piccoli.
Completano la mostra sei illustrazioni che rappresentano le città di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Con cartoline in omaggio all'uscita. La mostra è prodotta dal Comitato di Bologna dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.

sabato 21 febbraio 2026

La scienza arriva sul Crescentone

Come ogni anno la scienza scende in piazza per far giocare tutti. La Fondazione Golinelli torna, anche quest'anno, ad invadere il Crescentone di Piazza Maggiore con giochi, esperimenti, realtà virtuale e microscopi. Bambini di ogni età vengono trascinati nella realizzazione della città del futuro, creano costruzioni con bastoncini colorati, scoprono i segreti scientifici del cibo, entrano nella virtualità e si studiano al microscopio piccoli insetti o pezzi di foglie.
Sotto il primo sole è bellissimo vedere bambini piccolissimi diventare piccoli Einstein, fare domande ai volontari della Fondazione e inventarsi pezzi della città del domani. I miei figli hanno creato robot e, da bravi ciclisti, una pista ciclabile che, al passaggio delle bici, accende i lampioni.
L’edizione 2026, inoltre, si intreccia con la mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, in esposizione al Centro Arti e Scienze Golinelli dal 6 febbraio al 28 giugno 2026: un invito a esplorare la meraviglia del mondo nelle sue connessioni più sorprendenti. Un appuntamento di condivisione, curiosità e divertimento, dove scienza, tecnologia e arte trovano spazio e voce, guidando le/i partecipanti in un viaggio emozionante attraverso idee, immaginazione e partecipazione.

venerdì 13 febbraio 2026

Why We Sing, una serata "insieme" a DiverTeatro

Quando i miei figli mi chiedono cosa sia l'arte e perchè io li porti sempre ad eventi di ogni genere, dalle mostre ai concerti, dalle rappresentazioni in piazza agli spettacoli teatrali, rispondo loro che l'arte non è. L'arte fa. Ti fa sentire meglio se ti senti giù. Ti fa scambiare opinioni su stili e generi. Ti fa pensare, a quello che può significare o insegnare. Ma l'arte ha anche un potere speciale: unisce. È forse questa la forma principale d'arte che abbiamo scoperto nel concerto al quale abbiamo partecipato questa sera, alla vigilia di San Valentino. Siamo finiti qui, nel Teatro Centofiori di Bologna, grazie all'invito della mamma di un amico di mio figlio maggiore. Lei, infatti, fa parte dell'associazione DiverTeatro, la prima realtà teatrale a Bologna interamente dedicata "a chi il teatro lo fa per divertimento!", così si presentano sulla loro pagina web.
Why We Sing, questo il nome dell'evento che in questa occasione ha registrato un sold out, è un concerto pop corale che mette al centro il piacere di cantare insieme. Oltre 50 voci, di età e storie diverse, accompagnano il pubblico in un percorso musicale fatto di emozioni, ricordi e condivisione. Il pubblico, anche il più giovane, viene coinvolto, si diverte, si anima soprattutto durante il medley Disney. Ed è questo il bello dell'arte, che ti permette di sentirle sotto pelle e di farti coinvolgere.

sabato 7 febbraio 2026

Art Week part 2. Riflettere con l'arte

Riflettere. E nel riflettere, trovare mille lati di se stessi, mille forme del nostro carattere e della nostra personalità. L'arte mi aiuta sempre ad affrontare discorsi anche complicati con i miei figli. L'istallazione ospitata nella cortile della Biblioteca dell'Archiginnasio in occasione di Art Week dal titolo SELLOS DE IDENDIDAD – Francobolli d’identità di Joan Crous per do ut do 2026 – Identità, aiuta ad affrontare questo difficile tema.
Appena entri nell'elegante cortile dell'Archiginnasio, questa opera, composta da bicchieri, vetri e specchi, ti cattura immediatamente. Sarà la luce del sole che crea colori interessanti o la voglia di ritrovare il proprio riflesso in uno degli specchi triangolari posti di lato. Subito i bambini iniziano a chiedersi cosa rappresenti e perchè quei bicchieri siano stati messi in quella posizione.
L’opera mette in dialogo simbolico e reale: nella stanza di vetro lo spazio è rappresentazione, all’esterno lo spettatore diventa protagonista, riflettendosi negli specchi. Un’identità che non è mai isolata, ma radicata nel contesto e nella memoria collettiva, riconoscibili nei mattoni e nelle effigi del chiostro. Ogni individuo ha un’identità unica, fatta di sfumature irripetibili. Ma è solo nel confronto con l’altro che possiamo riconoscerci e definirci davvero. È più facile, davanti a questa opera, spiegare ai miei figli come noi somigliamo agli specchi e bicchieri che, pur avendo una loro identità, talvolta riflettono le immagini di chi si trova accanto a loro. Si ritroveranno nella vita, nonostante caratteri forti e decisi, a prendere decisioni influenzati da un amico o da un amore. A volte se ne pentiranno, rendendosi conto che non era la scelta giusta per loro, altre tali scelte cambieranno totalmente la rotta della propria vita. Ma quella forma originaria, il nucleo di tutto, resterà e farà sempre parte di loro.

venerdì 6 febbraio 2026

L'Art Week. Facciamo vivere i nostri figli nell'arte

"Beato chi ha l'occhio ladro ovunque vede un quadro e come i pittori vive rubando forme e colori" Marcello Argilli
Immagina di far vivere i tuoi figli in una città fatta d'arte, dove in ogni luogo vive una mostra, una esposizione creativa, una forma artistica. Dal 5 all'8 febbraio, a Bologna, è possibile. Torna, infatti, per la quattordicesima edizione, ART CITY Bologna, il programma di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna.
Noi abbiamo scelto di seguire due mostre, entrambe in via San Felice. La prima mostra, dal titolo Open Space, viene ospitata da Palazzo Pallavicini con la direzione artistica di Giulia Di Terlizzi, e nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere progetti artistici contemporanei nel periodo di maggiore vitalità della stagione culturale bolognese. Gioiellino nel cuore della città, infatti, il Palazzo conserva affreschi e bellezze artistiche e artichettoniche nascoste nel suo cortile interno. In ogni sala opere di artisti e stili vari riempiono gli occhi dei visitatori. Arte moderna che regala idee, bellezza e creatività anche agli occhi più piccoli.
Subito dopo ci siamo diretti verso l'evento più atteso: l'apertura al pubblico dell’ex chiesa di San Nicolò di San Felice. Dopo anni di chiusura il luogo, sconsacrato, torna offrendo alla città uno spazio storico sospeso, in attesa di una nuova forma e di una futura destinazione. L'emozione di entrare in questo luogo è forte e l'impatto potente. Il cielo aperto, gli affreschi, le opere. Art Week resta uno degli eventi più belli e vivi per Bologna.

martedì 3 febbraio 2026

"Non si è mai abbastanza democratici". Così, bimbi, Bologna diventa anche vostra

Bologna che cresce. Bologna che partecipa. Bologna che diventa e resta democratica. Bologna fatta dai suoi cittadini. È quanto emerge dalla nuova mostra ospitata nella Piazza coperta della Salaborsa dal titolo A misura d’uomo- nella Bologna di Renato Zangheri (1970-1983), dedicata alla vita e all’operato di Zangheri come amministratore pubblico e dirigente politico, in occasione del centenario della sua nascita. Bisognerebbe portarci le scuole ad una mostra così. Una mostra che racconta, attraverso documenti sia cartacei che multimediali, lo sviluppo e la crescita della città e riflette sul futuro che ci attende.
Appena arrivi, l'esposizione ti accoglie con una carrellata di iniziative promosse da Renato Zangheri nel suo ruolo di Sindaco: il governo del territorio, l’equilibrio tra città e campagna; il recupero del centro storico; i servizi ai cittadini e alle imprese; le politiche culturali; fino al ruolo di Bologna nel contesto internazionale.
Il percorso prosegue con la parte più politica: raccontando la programmazione democratica degli spazi e dei servizi, la partecipazione dei cittadini e le anticipazioni sulle libertà civili. Tra i documenti spiccano le locandine dei concerti storici come quello dei Clash e di altri eventi culturali che, diciamolo, ci mettono anche un po' di malinconia.
Io porterò i miei figli a questa mostra per mostrare loro la Bologna che c'era, quella che è diventata ma anche quella che potrebbe diventare se solo non dimentichiamo i nostri punti saldi: la partecipazione, la condivisione, il rispetto per le idee di tutti e la mentalità democratica.

domenica 25 gennaio 2026

Nerd Show. Il mondo della Gen Alpha e Z che piace anche alla Generazione X e Y

Uscire dalla realtà. Prendere mondi paralleli, fantastici, dove sotto i piedi hai dei super buster, nelle mani dei mega pugni e il tuo kart raggiunge velocità supersoniche. Per un pomeriggio si può. Torna, il 24 e 25 gennaio, in Fiera a Bologna il Nerd Show un vero e proprio festival del fumetto e della cultura pop che guida il visitatore per oltre 35 mila metri quadrati di intrattenimento, stand a tema gadget e comics, show dal vivo, games e videogames, manga e animazione, cosplay e attività di ogni tipo.
Noi, genitori a cavallo tra la Gen Alpha e la Gen Z, ci troviamo a dover comprendere questo nuovo mondo fantastico che, se gestito bene, ha diritto di esistere nella vita dei nostri figli come una grande risorsa artistica. Il Nerd Show, infatti, non è solo videogame ma anche la presenza di grandi fumettisti che realizzano strisce sotto i nostri occhi e interviste a grandi talenti del mondo dello spettacolo e della musica come Cristina D’Avena, Giorgio Vanni e tantissimi altri.
In realtà, quando entri al Nerd scopri che le generazioni coinvolte sono molte di più: ci sono persone di tutte le età vestite con abiti dei loro Anime preferiti, veterani della mia epoca appassionati di saghe come Star Wars o Star Trek. Ma anche bambini che con i papà si sfidano nelle console anni '80.
Questa fiera è una delle poche, diciamolo, che riesce a radunare più generazioni insieme. Forse per questo è oramai diventata tradizione portarci i miei figli, Gen Alpha e Z. Girando per gli stand è divertente mostrare loro personaggi o videogiochi con i quali siamo cresciuti noi, ma che oggi prendono nuove forme, tipo Super Mario o le Tartarughe Ninja. C'è chi preferisce fermarsi nell'area mattoncini colorati e provare a sfidare il fratello nella costruzione più alta, chi viene attratto dagli incontri di wrestling dove i personaggi dei fumetti, degli anime e delle serie tv salgono sul ring per affrontarsi in una due giorni non-stop di imperdibili scontri, è chi ancora si fa trascinare dal k-pop di KST – Kpop Show Time, uno spazio dove si balla, con la Random Play Dance e lo showcase dedicato ai ballerini! Altro che sfide generazionali. Al Nerd si divertono proprio tutti!

domenica 11 gennaio 2026

K.O. Al Teatro Testoni la gestione della rabbia diventa arte

È una delle prime cose che ti trovi a dover insegnare a tuo figlio quando sei un genitore: come gestire la rabbia. "Non devi picchiare il tuo amichetto, non devi lanciare il giocattolo, non devi urlare o piangere disperato, non devi mordere..." Ma raramente siamo riusciti a spiegare al nostro bambino come trasformare questa rabbia in altro e quali conseguenze potrebbe avere se venisse manifestata attraverso la violenza. Il teatro, in uno spettacolo messo in scena dalla compagnia Teatrodistinto di Alessandria e ospitato da La Baracca del Testoni Ragazzi, ci aiuta a farlo. Con l'arte tutto sembra essere più semplice da dire, e noi genitori a volte (o spesso) abbiamo bisogno di chi parli per noi.
Pensato per bambini dai 6 ai 10 anni, lo spettacolo K.O porta sul palcoscenico, grazie al gioco del teatro, una serie di metaforici rounds in cui i due protagonisti, Elio e Francesco, provano a competere e indagano le possibili conseguenze della loro rabbia attraverso le tracce che restano sul corpo. I due attori, dopo aver creato insieme un ring di legno e corde, decidono di trovare strade nuove e creative per sublimare le proprie pulsioni aggressive, trasformandole in espressione artistica. L’emotività intensa, talvolta ingestibile, che li muove trova spazio nella danza, nel colore, nel gioco come antidoti alla violenza e alla solitudine. Proprio come succede ai nostri figli quando si arrabbiano e noi chiediamo loro di mostrarci la loro ira in un disegno o mettersi a cantare la loro canzone preferita. Quante volte l'abbiamo fatto? Quante volte ha funzionato e quante invece abbiamo fallito? L'arte stasera parla ai nostri bambini, seduti sulle poltroncine del Teatro Testoni Ragazzi, e lo fa coinvolgendoli in una sorta di rito, fatto di piccoli dettagli che catturano l’attenzione, attraverso il quale prendono forma sfaccettature e sfumature dell’essenza umana.
I miei figli, di 11 e 9 anni, mi hanno chiesto di venire a vedere questo spettacolo perchè hanno visto da poco tutti i film della saga cinematografica di Rocky Balboa. Sono stata felice di portarli ad assistere a questo ring che non ha nulla a che fare con la violenza ma, al contrario, parla di quella parte di fragilità che c'è in ogni persona e che la rende vulnerabile. Dentro di noi vive un’aggressività da conoscere e gestire, per non averne paura. Credo sia bellissimo che questi uomini di domani imparino a trasformare momenti di ira che sicuramente li travolgeranno in alcune situazioni della proprio vita, sentimentale o lavorativa, e a farla diventare una espressione creativa di loro stessi.

sabato 10 gennaio 2026

Negli appartamenti di Palazzo d'Accursio: le Collezioni Comunali d’Arte

Entri a Palazzo d'Accursio, sede del Comune della città di Bologna, e come per magia scopri un appartamento nel palazzo, con una raccolta che comprende non solo dipinti, dal Medioevo fino ai giorni nostri, ma anche oggetti d’arte, mobili, porcellane, tessuti, pizzi, ricami, miniature e importanti crocifissi lignei. Lo chiamano “museo arredato”, ma in realtà era l’ex appartamento invernale dei Cardinali Legati. Oggi scopriamo un altro tesoro del nostro Palazzo comunale. Entriamo in un luogo dove le sale che mantengono intatte le decorazioni originarie e in cui l’arredo è protagonista. Tutto questo lascia sorpresi anche i piccoli visitatori che si affacciano quasi in punta di piedi in questo luogo che pensavano fosse solo la sede degli uffici del Sindaco. E invece Palazzo d'Accursio non finisce mai di stupirci. Lo scorso anno abbiamo visitato la Torre dell'orologio, con le sue enormi campane e le sue strette scale di legno. Oggi siamo invece nelle Collezioni Comunali d’Arte che datano 1936.
La sala che più colpisce i miei figli è quella Urbana, risalente al 1630 e restaurata nel 2013-14. È una delle più importanti opere del barocco bolognese e la decorazione araldica che ne riveste le pareti, composta da 188 stemmi e tre scene figurate, l’ha resa nota anche come Sala degli Stemmi. I piccoli fanno domande sul significato e sulle casate che essi rappresentano e restano affascinati da disegni e colori.
Ma ce n'è anche per i più grandi, in particolare con due opere: Ruth (1835), capolavoro di Francesco Hayez, che interpreta il soggetto biblico accentuandone la bellezza sensuale, velata di malinconia e Mercurio dà a Paride la mela d’oro, famosissimo dipinto di Donato Creti che esalta la posa di Paride ispirata al Sansone di Guido Reni. Sia il dipinto di Creti sia quello di Reni furono esposti insieme in questo palazzo dal 1745 all’arrivo di Napoleone, nel 1796. Ma, va detto, la cosa per cui in assoluto la visita vale il prezzo del biglietto è la vista, che offre una visione dall'alto di Palazzo Re Enzo, via Rizzoli e le Due Torri. Un luogo da cui è impossibile non fare delle foto.
Una visita che arricchisce qualunque cittadino bolognese e porta bellezza e conoscenza nelle piccole menti.

domenica 28 dicembre 2025

La Pinacoteca di Bologna negli occhi dei bambini

Ritrovarsi davanti ad opere dal valore inestimabile, e sentirsi piccoli. È la grandezza che porta con se l'arte. Anche dopo secoli. Opere colorate e potenti nell'espressione. Quadri maestosi. Dipinti che trasmettono emozioni e sensazioni. La Pinacoteca di Bologna è un luogo dove possono e devono venire anche i bambini. Con la loro visione del mondo, moderna, estrosa e veloce, riescono a reinterpretare opere medievali, dipinti potenti e dal significato religioso anche impegnativo. Eppure i loro occhi si soffermano sulle espressioni, sui personaggi meno scontati come un cane o il diavolo, sui colori vivaci.
Così la visita post natalizia alla Pinacoteca diventa una occasione per alimentare la creatività e seminare amore per l'arte di uomini adulti. Magari la visita si fa più veloce, i divanetti diventano luogo di passaggio obbligato e i quadri trovano anche un aspetto comico. Ma questo mi piace. Perchè guardare il mondo dai vostri occhi è, per me, sempre affascinante.

lunedì 22 dicembre 2025

Un viaggio sulla Luna, da Piazza Maggiore. I megaliti di Iwagumi – Dismisura

Ieri sera ho portato i miei figli a fare un giro sulla Luna, e ritorno. È successo in Piazza Maggiore, a Bologna, alle 18 dell'ultima domenica prima di Natale. Nei giorni precedenti pian piano tutto era stato preparato e nei miei giri in centro avevo visto mettere le prime rocce gonfiabili proprio sul Crescentone difronte alla Basilica di San Petronio. Poi le polemiche, i Meme, i commenti sui social. Tutto sembrava presagire un flob per questa iniziativa artistica che, per le cinque sere natalizie, avrebbe occupato il cuore della città. Eppure sono quelle iniziative che è un peccato perdersi, soprattutto se hai due figli curiosi. Forse perchè a me piace guardare e viverle le cose prima di criticarle. E così ci siamo messi lì ad aspettare, sotto una pioggerellina non fredda. La gente era tantissima e tutti erano pronti a immortalare in selfie e video questa esperienza.
Quando il grande Orologio della piazza ha scandito le 18 la musica del pianoforte e la voce di un soprano hanno acceso i 19 megaliti di Iwagumi – Dismisura. Ed è partito il gioco per i bambini, ma non solo: passare tra le rocce, toccarle, appoggiarcisi sopra e lasciarsi illuminare dai loro colori vivaci.
Una atmosfera di innaturale calma è calata. Nessuno sembrava più indispettito da questi grandiosi ospiti e tutti, col telefonino in mano, cercavano di cogliere il senso di quest'arte: portare la grandiosità della natura in una piazza cittadina. E farlo con suoni e colori. Mi piacciono queste iniziative che uniscono la città, mi piace portare i miei figli a fare esperienze irripetibili che li fanno riflettere anche su quante forme d'arte ed espressione esistano al mondo.

sabato 20 dicembre 2025

Il Villaggio delle fiabe a Natale

Entrare in un mondo fatato fatto di fiabe. E farlo nel periodo più magico dell'anno; il Natale. Il Villaggio di Sinflora quest'anno è dedicato a tre storie amatissime dai piccoli.
Il viaggio ha inizio nel Paese delle Meraviglie con la Regina di Cuori, le giardie Carte da gioco e la coniglietta. Una battaglia, un canto e qualche regola prima di passare al sogno successivo. Quello più dolce di Willy Wonka nella sua fabbrica di cioccolata. Con le musiche originali dell'ultimo film e una scenografia da far venire l'acquolina in bocca, i piccoli viaggiatori si lasciano coinvolgere. L'ultima tappa prima di raggiungere Babbo Natale è quella con il regno di ghiaccio di Elsa che naturalmente intona la canzone che tutte le bimbe sotto i 13 anni conoscono a memoria. Lì i protagonisti si riuniscono sul palco per celebrare la gioia del Natale e accompagnarci nella casa di Babbo Natale.
Tutti riuniti i bambini entrano nel treno per raggingere la casa di Babbo Natale con la fabbrica, il letto e la toilette da cui dallo spioncino si vede il papà del Natale sul gabinetto con il giornale.

domenica 30 novembre 2025

Un viaggio nella Graphic Japan. Da Hokusai al Manga

Cosa succede se porti due ragazzini appassionati di Anime ad una mostra dedicata all'arte grafica giapponese? Apri loro un mondo, molto più vasto. Alimenti una passione e le fai mettere radici solide. Quando ho letto dell'arrivo di Graphic Japan. Da Hokusai al Manga ospitato al Museo Civico Archeologico, con MondoMostre, fino al 6 aprile 2026, ho subito deciso di portarci i miei figli. Lettori e spettatori accaniti di Dragon Ball, One Peace a molte altre Anime più e meno note, Riccardo e Lorenzo hanno subito accolto l'idea con grande eccitazione. È la prima volta che l'Italia accoglie una mostra che ripercorre le tappe fondamentali della grafica giapponese che parte dal periodo Edo (1603-1868) e conduce fino ai nostri giorni.
Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo con oltre 200 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti oltre a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto. Uccelli, pesci, cerbiatti e conigli attirano anche i più piccoli. Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche chiave del percorso evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante. Fin da subito l'esposizione ti assorbe completamente con opere che sembrano di facile comprensione e quindi facilmente fruibili anche per due bambini, ma in realtà nasconde arte, studio, eleganza e precisione incredibile. Giochi di simmetrie, colori coinvolgenti e disegni onirici.
La parte che senza ombra di dubbio ha coivolto di più i miei figli è stata quella dedicata all'evoluzione della storia dei Manga, che in Giappone sono praticamente una religione. Dietro a quelli che noi "volgarmente" chiamiamo fumetti, in realtà c'è molto di più: arte, studio, contemplazione e storia. Un muro pieno di libri Anime in giapponese, dai primi a quelli più recenti. I Manga in Giappone influenzano le vite delle nuove generazioni, sia per scelte stilistiche e di moda: come vestirsi, come tagliare i capelli o quali accessori indossare, sia per vere e proprie scelte di vita: addirittura i ragazzini della Gen Z rinuncerebbero ai rapporti sessuali perchè follemente innamorati del loro personaggio Manga preferito. Una ricerca mostra che metà dei giovani non ha alcuna esperienza intima entro i 25 anni e che uno su dieci arriva a 30 senza averne avuta una. Molti raccontano di innamorarsi dei personaggi degli Anime al punto da sostituire del tutto le relazioni reali.
I miei ragazzi hanno cercato di riconoscere i personaggi, conosciuto meglio la crescita di questo fenomeno e apprezzato lo stile del disegno che negli anni è sempre migliorato e cresciuto. Usciamo da questa mostra con una passione rimpolpata per l'arte grafica giapponese, per gli Anime, i fumetti e il disegno.

sabato 22 novembre 2025

Due bambini da Michelangelo a Bologna

Forse questa volta ho puntato troppo in alto, ma l'occasione era troppo ghiotta per perderla. Se Michelangelo arriva in mostra a Bologna anche, e soprattutto, le piccole e giovani menti meritano di vederlo, scoprirlo e incontrarlo. È successo a Palazzo Fava, in uno dei luoghi più pregiati di Genus Bononiae, che, fino al 15 febbraio 2026, in occasione del 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), ospita uno dei progetti artistici più importanti e attesi dell'anno in città.
Si tratta di un vero e proprio viaggio nel genio michelangiolesco tra le opere originali, i calchi storici, i disegni, i libri antichi e i documenti d’archivio. Tutto ha inizio da Firenze, culla del Rinascimento e città in cui Michelangelo riceve la sua prima formazione artistica. Ma il cuore dell'esposizione è Bologna, dove nel 1494, a seguito della cacciata dei Medici da Firenze, Michelangelo trova rifugio e riceve una prestigiosa commissione: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico. Agli occhi di due pre adolescenti moderni Michelangelo appare ancora grandioso e sorprendete. Si pongono domande sui materiali e sulla capacità di creare la perfezione dei corpi, apprezzano i disegni e scoprono curiosità sulla propria città, come quella che, in occasione del secondo soggiorno bolognese dell'artista, tra il 1506 e il 1508, Michelangelo venne chiamato da papa Giulio II per realizzare una colossale statua bronzea del pontefice destinata alla facciata di San Petronio. Statua, che oggi è andata perduta.
Girando per le Sale ci si sente davvero piccoli. Io provo a raccontare ai miei figli la grandiosità di quello che stanno guardando, cerco di contestualizzarli storicamente, mostro loro l'origine di molte tecniche di disegno o scultura. Ma mi rendo conto che non può arrivare davvero tutto il genio che c'è dietro le opere di Michelangelo. Il successo maggiore di questa attesissima esposizione ospitata da Palazzo Fava, forse è nell'atmosfera che si crea. Tutti restano in silenzio ammirando capolavori che forse non capiterà più di vedere. Resto sempre molto delusa, quando portò i miei figli a questo tipo di eventi, nel trovare pochissimi altri bambini, quasi nessuno, a volte neppure uno, solo loro. Penso che, anche se è un azzardo, anche se resterà loro solo una immagine, un aneddoto raccontato o una sola delle opere esposte, ne valga sempre la pena rischiare. Perchè l'assimilazione del bello artistico avviene dentro, spesso dell'inconscio, e lì farà crescere con altri occhi. Sono contenta di aver portato i miei due figli a questa mostra. Perchè potranno dire un giorno di aver visto alcune opere di Michelangelo, perchè in questa espisizione c'è molto della storia di Bologna, e perchè il bello, quello che viene fuori dalle opere del Divin Artista non passerà e non deve mai passare di moda e le nuove generazioni meritano di conoscerlo.

domenica 26 ottobre 2025

Nel mondo fiabesco di Chagall. Il pittore bambino

Entrare in un mondo fiabesco ed onirico, e farlo attraverso le opere d'arte di un grande maestro del Novecento. Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita, fino all’8 febbraio 2026 la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo di sorprendente intensità emotiva adattissimo ai bambini, abituati ad usare il disegno come primo mezzo per esprimere i propri sentimenti, paure e desideri.
Portare due pre adolescenti a visitare una mostra impegnativa come quella su Chagall è una scommessa e una sfida con me stessa, che fin da piccoli li ho abituati al bello, al linguaggio artistico ma anche alla libertà di espressione nel disegno.
Le opere di questo artista russo-francese, infatti, sono spesso descritte come magiche e poetiche, tratte dai suoi ricordi d'infanzia e dalle emozioni, con temi come l'amore, la musica e la vita ebraica. Il suo stile viene infatti definito un fauvismo onirico, di facile comprensione quindi per gli occhi dei bambini. Le figure sono fluttuanti e le atmosfere colorate ed incantate, simili a quelle di un cartone animato o di un Manga. Vista la recente passione dei miei figli per fumetti giapponesi, quindi, ho voluto lanciargli una provocazione raccontando loro Chagall come un predecessore dello stile Anime. Nei quadri, infatti, troviamo temi centrali quali l'amore, ma anche la spiritualità, l'esilio, la gioia di vivere e la memoria.
Attraverso le 200 opere ospitate a Palazzo dei Diamanti, tra dipinti, disegni e incisioni, i bambini cercano di capire i significati e i luoghi e inventano fiabe. Tra tutti i protagonisti dei dipinti vincono di sicuro gli animali parlanti che, agli occhi dei piccoli visitatori, somigliano ai protagonisti delle storie d'infanzia. L'asino è il grande presente in tante opere. Il gallo a Parigi. Ma anche il lupo e l'agnello. Nelle sale vengono narrate, come fiabe, le sue opere. E i bambini restano incantati ad ascoltare e guardare. Forse, dietro a questo feeling tra Chagall e i bambini, c'è la condivisa capacità di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace, bellezza, fiaba e amore.

sabato 11 ottobre 2025

Sono arrivati i Vampiri a Bologna

Quando hai due figli pre adolescenti il mese di ottobre significa solo una cosa: Halloween. Addobbare la casa, decidere da cosa travestirsi e cercare ogni festa o eventi a tema horror o morti viventi. Eccoci qui, dunque, in un sabato pomeriggio, ad entrare in uno dei palazzi storici bolognesi, nel cuore della città, per visitare una mostra che ha tutta l'aria di essere una experience da togliere il fiato. La mostra Vampiri realizzata da AlterEgo ti immerge in un percorso multisensoriale composto da 7 sale, in cui i non morti prenderanno vita. E solo all'idea i miei due figli, maschi e appassionati di fantasmi, scheletri e zombie, si gasano un sacco! Ma cosa c'è davvero dietro Vampiri? Non solo Dracula e canini affilati. Folklore e ataviche paure, infatti, vengono rappresentati tramite installazioni, scenografie, video e fumetti.
Dai miti del Medioevo ellenico, passando per il folklore balcanico, fino al mondo gotico ottocentesco, la figura del vampiro da leggenda si trasforma in storia documentata che si imprime nella memoria. Voi mamme un po' apprensive vi chiederete: "Ma è adatto a mio figlio oppure mi toccheranno notti insonni di pipì a letto dopo aver visitato la mostra?". Niente affatto! L'experience è sì immersiva, ma anche divertente. In questo modo le informazioni diventano più facili da comprendere e ricordare. Insomma i vostri bambini, come i miei, lasceranno la mostra sereni ma anche con molte conoscenze storiche in più. Apprezzeranno di più le leggende sui vampiri e ne capiranno maggiormente senso e significato.
Il punto di forza della mostra, senza dubbio, è che lo spettatore, grande o piccolo che sia, diventerà protagonista di viaggi fisici e mentali. Dall'isola di Mykonos dove assiste ad un esorcismo contro un vampiro, ad entrare nella psiche di una contessa transilvana del 600 che, inseguendo vanamente l’eterna giovinezza, si trasforma in un’efferata serial killer. La mostra è da seguire con l'aiuto dell'audioguida che racconta con trasporto e precisione, ogni storia e leggenda. Climax della mostra sicuramente la sala immersiva. Sei minuti e mezzo che ti portano nella storia del conte Dracula con immagini molto adatte ai più piccini. La mostra, che resterà a Palazzo Pallavicini fino al 18 gennaio 2026, è molto più di un giro statico per delle sale. È eccitante, reale e costruttiva oltre che divertente. Per quello la consiglio, soprattutto sotto Halloween, a chi, come me, ha figli instancabilmente fantasiosi e appassionati di leggende e mostruose feste.

venerdì 3 ottobre 2025

Portare i bambini alle manifestazioni pro Gaza. Sì o no

In questo periodo storico, purtroppo, ci tocca mettere un po' da parte l'arte e gli eventi culturali, per "bloccare tutto" con cortei e manifestazioni contro il genocidio che sta sterminando il popolo della Palestina. Le immagini che vediamo ogni giorno sui canali social mostrano l'inumanità di un mondo che non guarda in faccia neppure i più fragili: i bambini. Quanto è giusto che sappiano, comprendano e partecipino a tutto questo i nostri figli? Io da sempre sono una mamma che parla tantissimo con i propri ragazzi, da quando erano piccoli cerco di spiegare loro con un linguaggio adeguato, cosa succede e cosa è giusto e sbagliato. La guerra rende più difficile anche il ruolo di un genitore, che deve raccontare senza spaventare, e non è sempre facile.
In questo ultimo periodo i bambini sono diventati, loro malgrado, protagonisti delle ingiustizie del mondo, ed io ho ritenuto giusto, in occasione degli scioperi che hanno coinvolto le scuole dei miei figli, portarli in corteo. L'ho fatto con attenzione e cura, per evitare che lo vivessero come un momento di paura, spiegando loro come quelle manifestazione fossero una mobilitazione dell'uomo buono che riesce ancora ad unirsi per chiedere pace e giustizia.
Hanno visto le bandiere, hanno ascoltato i cori, hanno letto i cartelli e fatto domande. E ne sono usciti con i piedi un po' stanchi ma con l'idea che quando qualcosa non va bene bisogna lottare tutti insieme per cambiarla. Conosco molte famiglie le quali ritengono che tener fuori i bambini da queste manifestazioni sia la cosa migliore, per una questione di sicurezza, perchè i figli si annoiano o semplicemente perchè è troppo difficile da spiegare. Ma un giorno saranno proprio i nostri figli a far girare questo mondo e dovranno farlo dalla parte giusta, con, negli occhi, l'immagine di una maggioranza che scende ancora in piazza per urlare contro ogni forma di guerra. Quindi la mia risposta è Sì, portiamo bambini e ragazzi a manifestazioni e cortei e spieghiamo loro che lì, tra le strade della loro città, c'è ancora una forma di speranza per l'umanità.

sabato 27 settembre 2025

Bologna in fiore. Facciamo sbocciare le nuove generazioni

Bambini smart, con intelligenze digitali e menti social. Ma davanti alla bellezza della natura anche loro, per fortuna, tornano rurali e campestri e si incantano nel riconoscere colori e odori e giocano ad associare la pianta al frutto.
Torna Bologna in fiore, la rassegna che porta in pieno centro (Piazza Minghetti e del Francia) piante tappezzanti, in vaso, rampicanti, profumate, grasse di ogni tipo e varietà. Distese di lavanda, colori e profumi inebrieranno il cuore della città e diventano, per un weekend, protagoniste di selfie e reel.
Ho deciso di portare i miei due ragazzi a questa rassegna per mostrar loro quanto ancora c'è di bello nel mondo reale. Abbiamo scelto una pianta per il nostro davanzale, scoperto specie di piante aromatiche che ignoravamo e ammirato la bellezza di una piazza fiorita. Loro si sono divertiti a leggere i nomi delle piante e a scoprire i fiori di stagione come azalee, rododendri, camelie e le profumatissime rose fino alle grandi orchidee, le calle di tantissimi colori, piante carnivore, che non sono solo in Super Mario, e i sempre affascinanti bonsai che "sarebbero perfetti per giocarci con i Lego".

sabato 13 settembre 2025

Tuffiamoci nella nuova Beautiful Gallery!

È il sogno di ogni bambino (e non solo): buttarsi il una piscina di palline. Girare, rotolare, saltare senza farsi mai male. Solo puro divertimento. Una INFINITY POOL, così viene chiamato il nuovo concept di Beautiful Gallery! Chiusa la stagione dei solarium, delle nuotate al mare e dei tuffi in piscina...arriva la stagione della nuova Beautiful Gallery che cambia location per la terza volta a Bologna approdando nel cuore del centro storico, in via Monte Grappa, in un palazzo di prestigio dove, tra una battaglia di palline e l'altra, ti puoi incantare ad ammirare gli affreschi.
Trenta minuti per divertirsi, sballottolarsi e fotografarsi in questa opera d'arte interattiva e partecipativa che ha un solo obiettivo e una sola morale: far ridere a crepapelle.
Ho pensato di portare i miei figli qui per chiudere al meglio questi tre mesi di vacanze scolastiche e caricarsi per tornare sui banchi di scuola. Naturalmente l'entusiasmo era alle stelle: tuffi a bomba, lanci carpiati e triple capriole all'indietro hanno fatto volare questa mezz'ora che però resterà nei sorrisi delle foto e nei loro ricordi. Per darsi meglio la spinta ci sono a disposizione scivoli, liane e trampolini e nella pool dei mega cuscini morbidi. E ora...scatenate il divertimento !

venerdì 5 settembre 2025

Sotto la Salaborsa. La biblioteca di Bologna nasconde un tesoro

La maggior parte dei bambini, quando entra in Salaborsa, la biblioteca comunale di Bologna, alza gli occhi in su, per ammirare gli affreschi, l'altezza imponente del Palazzo storico che la ospita, le vecchie locandine dei film e gli scaffali con i libri di tutti i tipi. Questa volta io ho dovuto dire ai miei due ragazzi, di 11 e 8 anni, di guardare sotto i propri piedi: "oggi vi mostrerò cosa c'è sotto...". La curiosità, per chi come loro ha lo spirito dell'avventura nel sangue, è schizzata alle stelle. "Delle prigioni segrete? Delle cantine infestate? Dei labirinti strettissimi?". Niente di tutto questo. Sotto la regina delle biblioteche bolognesi, infatti, si trovano i resti della basilica civile di Bononia (II sec. a.C.), le fondamenta delle case medievali dell'area di palazzo d'Accursio, oggi sede del Comune, e le vestigia cinquecentesche dell'Orto Botanico del naturalista Ulisse Aldrovandi.
Entrando negli scavi, aperti al pubblico con ingresso libero e senza prenotazione, si percepisce subito di fare un viaggio nel tempo, a quando la romana Bononia, tra il II e il I sec. a. C, prese un assetto urbanistico organico con una pianta simile ad un quadrato irregolare. La città era infatti divisa da due direttrici, che correvano da ovest a est lungo la via Emilia (via Rizzoli - via Ugo Bassi) e da nord a sud lungo il cardo maximus, identificabile con le attuali via Galliera - via Val d'Aposa. La zona compresa fra il cardo e l'asse formato da via Indipendenza - via D'Azeglio ebbe fin dalle origini una destinazione pubblica. Gli scavi svelano il foro cittadino, situato nel punto di incontro fra cardo e decumano, quindi nella parte di via Ugo Bassi compresa fra via Venezian e via Oleari. Pian piano, poi, come rivelano gli scavi del 1989-90, effettuati davanti al Sacrario dei Caduti di piazza Nettuno, si identifica l'esistenza di un edificio destinato a funzioni pubbliche, probabilmente sede di uffici amministrativi. Mentre gli ultimi scavi degli anni Novanta permisero di datare al periodo villanoviano i primi insediamenti abitativi.
Visitando i resti, che permettono davvero di immaginare la vecchia città, i bambini restano affascinati dalle forme delle case medievali e dal pozzo in mattoni del XIV sec. d.C. e dal divertente gioco di lanciare una monetina portafortuna. Una bella gita per un pomeriggio in città.