mercoledì 13 agosto 2025

Il lusso di portare i bambini al Museo

In un blog dedicato a mostre e musei, eventi e spettacoli dove portare i bambini per aprir loro mente e animare la loro creatività, è giusto, in piena estate, aprire una parentesi sul come anche avvicinare i più piccoli al mondo dell'arte e della cultura, sia diventato un lusso non per tutti. Ed è il caso di far polemica e di alzare i toni su questo. Le nuove generazioni si stanno sempre più addormentando davanti a tablet, social e videogiochi. Ma non è sempre colpa dei genitori. È chiaro che piazzare il proprio bambino davanti ad una console risolve il problema di un "cosa gli faccio fare questo pomeriggio?". Ma se alcuni luoghi di cultura fossero economicamente più accessibili a tutti, genitori, figli e fratelli, sarebbe più facile farli alzare da quel divano?
Portando i miei figli almeno una volta a settimana tra mostre, musei o spettacoli teatrali e musicali, posso affermare che alcuni sono diventati un vero e proprio lusso. A parte i musei civici, dove i minorenni entrano gratis (esempio che tutti dovrebbero seguire), gli altri musei, quelli privati, o le mostre temporanee, talvolta hanno prezzi assurdi se si pensa che con un bambino in meno di un'oretta l'esperienza è già conclusa.
I prezzi si aggirano dai 10 ai 20 euro a bambino, non contando eventuali fratelli e genitori di accompagnamento. Ho visitato posti dove una famiglia composta da quattro persone, con due ridotti, finiva per pagare una quarantina di euro e magari, all'interno di una gita o di un viaggio, è proprio quella spesa in più a cui il turista rinuncia per dar spazio magari ad una cena più confortevole o ad un hotel più centrale. Ma perché? Purtroppo è chiaro che i luoghi d'arte e cultura costretti a presentare questi listini prezzi sono quasi sempre luoghi privati e strozzati dalla scarsità di fondi. Location che talvolta si ritrovano a far pagare anche le scolaresche, così una gita scolastica si trasforma in un salasso per genitori che chiaramente si ritrovano in questo caso a non potersi tirare indietro. Figuriamoci se un gruppo di giovani possa scegliere di passare una serata a teatro invece di andare a mangiare in un fast food...Bisogna fare di più, fare di meglio, per rendere questi "svaghi" fondamentali per l'anima, alla portata deĺle nuove generazioni. Esistono sconti per gli studenti universitari, ma nulla per gli alunni delle scuole elementari, ad esempio, che tra l'altro devono per forza essere accompagnati da adulti che già costano un biglietto intero. Il ridotto non basta. Ci vuole la gratuità, in ogni luogo che possa essere per il ragazzo un seme per un progetto futuro. Alle soglie della nuova stagione, teatrale, museale e scolastica, quindi, vogliamo anche noi chiedere di pensare ai piccoli spettatori che un giorno diventeranno quegli adulti che dovranno innamorarsi di una sera a teatro, di un pomeriggio in un museo o di un tour per mostre d'arte. Investiamo sul futuro regalando la cultura.

venerdì 1 agosto 2025

Una Ducati per ogni bambino

Se sei cresciuto a Bologna, nei quartieri di Borgo Panigale, non puoi non avere nel DNA un po' di Ducati. I miei due figli sono nati tra i rombi della moto rossa, negli anni delle grandi vittorie in Moto Gp. Hanno amici con papà che lavorano nella fabbrica di Borgo Panigale e sono abituati a vederne sfrecciare per le viuzze bolognesi. Per quello era d'obbligo portarli a visitare il Museo Ducati che viene ospitato proprio all'interno della fabbrica di Borgo Panigale. Fin dall'ingresso l'entusiasmo è alle stelle, dato che il bambino può cavalcare una Ducati e sentirsi un pilota. La prima richiesta chiaramente è: "mi fai una foto ?". La visita prosegue con la storia attraverso le prime motociclette. Ogni pezzo racconta un'epoca, un periodo ma anche un piccolo miracolo di meccanica e design. Grazie ai Qr Code i bambini ascoltano la storia della motocicletta bolognese raccontata in modo semplice e dettagliato.
Il museo entra nel vivo con le due ruote che hanno partecipato e vinto i vari campionati mondiali: MotoGP, Moto2 e Moto3. Insieme alle moto si possono vedere anche le tute dei piloti principali e i trofei. Un piccolo sogno per ogni piccolo possibile futuro campione. Altra chicca del museo la sala dedicata all'opera di Andrea Crespi, noto per la sua capacità di fondere dimensione fisica e digitale. Qui si ammira un'opera inedita in scala 1:1 ispirata alla Panigale V4 Tricolore Italia. Qui domina l'azzurro, colore che ha vestito i trionfi Ducati al Mugello 2004. Ai bambini piace trovare la moto in questo gioco di illusioni ottiche.
Il museo Ducati è il posto giusto dove portare i bambini di tutto il mondo: quelli che crescono a due passi da qui e quelli che la sognano anche a distanza. Perché tutti, prima o poi, potranno salire su una moto rossa, dare gas e sognare di vincere un Motomondiale, o semplicemente andarsi a fare una sgommata sui colli.

venerdì 25 luglio 2025

La storia di antichi strumenti, a San Colombano

Oggi voglio raccontarvi una storia, quella di un posto un po' magico e un po' fatato, dove vivono degli strumenti speciali: clavicordi, arpicordi, organi, clavicembali, spinette e pianoforti, ma non solo, anche strumenti a fiato e popolari e un gruppo di strumenti automatici, che riescono ancora ad affascinare i bambini dell'epoca di Tik Tok. Questa storia inizia nel 1969, quando il Maestro Tagliavini acquista a Bologna uno strumento per lui molto speciale: una spinetta e, poco dopo, anche un grande cembalo a tre registri costruito nel 1679 dal lucchese Giovanni Battista Giusti, ancora oggi considerato uno dei pezzi più importanti della collezione.
Nasce così una collezione, un po' come quella che voi bimbi fate con i fumetti o le figurine. E come tutte le collezioni cresce col tempo e si arricchisce di pezzi rari e preziosi che oggi possiamo visitare nell’ex chiesa e l’oratorio di San Colombano, nel cuore della città. Visitando la collezione di questi strumenti i miei figli, di 11 e 8 anni, si sono riempiti la testa di 'come' e 'perchè'. Abituati ad assistere a concerti di vari generi musicali, hanno infatti giocato ad associare ogni strumento antico a quello moderno, come un gioco di eredità. "Mamma, questo è sicuramente il nonno del pianoforte. Questo invece assomiglia ad una chitarra elettrica".
Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare San Colombano durante le prove di un concerto, che hanno reso l'atmosfera ancora più suggestiva. Oltre al primo piano, con gli affreschi e i gioielli della collezione, i bambini apprezzano soprattutto la cripta con gli scavi, tenuta benissimo, che regala un senso di avventura.
Una storia da raccontare, quella che abbiamo visitato oggi, come una bellissima passione, da cui nasce ogni collezione. Pezzo per pezzo, strumento per strumento, origine per origine si ripassano le tappe della vita del Maestro Tagliavini che, grazie a questa minuziosa ricerca e generosa offerta, ci permette di conoscere una parte della musica passata ma che non può essere dimenticata e che fa bene, soprattutto ai bambini, scoprire.

giovedì 17 luglio 2025

Una estate di laboratori in Salaborsa Ragazzi

Una bella risorsa, una grande opportunità e un bel diversivo per la lunga estate dei giovani studenti. La Salaborsa Ragazzi organizza una serie di laboratori dedicati alle prime nozioni informatiche. Realizzato da due giovani del Servizio Civile, il laboratorio si divide in due tipi: il primo per bambini della scuola primaria alle prime armi e il secondo, con temi e argomenti specifici, per i più grandi, iscritti alla scuola secondaria di primo grado.
I miei figli, toccando entrambe le categorie,li hanno provati entrambi e ne sono usciti entusiasti e con nuove conoscenze. La biblioteca fornisce loro i computer per lavorare e due tutor che li seguono e gli consigliano. I programmi usati sono Google presentazioni e Scratch da cui acquisire nozioni di base.
I laboratori accompagnano tutta l'estate degli studenti bolognesi e si svolgono nel cuore della città in forma totalmente gratuita.

domenica 6 luglio 2025

Nella Bologna romana con il Museo della Macchina del Tempo

Chiudi gli occhi, indossa un visore, e fai un viaggio nel tempo. Da via Zamboni, cuore della zona universitaria di Bologna, ti puoi ritrovare nell'inferno di Dante, nei vicoli della Bologna turrita medievale, nei segreti di Tutankhamon o ancora sul Titanic o dentro ai quadri più famosi della storia dell'arte. Il museo La Macchina del Tempo ci fa capire come saranno le esperienze museali forse tra una decina di anni. Nulla di statico e reale. Tutto virtuale, ma una realtà talmente perfezionata da darci l'impressione di essere lì e soprattutto da permetterci di imparare grazie ad una esperienza immersiva intensa. Ed è proprio questo modo di vedere le cose che attrae le nuove generazioni che vivono sempre con un piede nel mondo digitale. Per loro conoscere significa venir coinvolti e poter diventare protagonisti di realtà e cività che mai avrebbero potuto conoscere e vivere. Ma niente è più impossibile.
Non c'è nulla di ludico come potrebbe sembrare ad un primo e superficiale approccio. Ma una vera e propria ricostruzione storica nata dalle ricerche di addetti ai lavori dell'Università di Bologna. Nulla è lasciato al caso. Ogni cosa, persona, luogo che incontri mentre sei nella tua esperieza virtuale è o avrebbe potuto davvero esistere in quell'epoca, in quel mondo. I bambini varcano la porta del Museo con una aspettativa ben diversa rispetto a quella di una visita in un luogo d'arte tradizionale. Seduti sulle loro poltrone da gamers, indossano i visori e scelgono il mondo da visitare. I miei figli si sono ritrovati nella Bologna in epoca romana. Il viaggio ha inizio nel Teatro della città durante una rappresentazione. Ogni personaggio racconta come si svolgevano gli spettacoli, dove sedeva il pubblico e quanta importanza aveva questo luogo nella vita quotidiana. Dopo i primi quattro minuti passati all'interno del Teatro si arriva nella Domus all'interno della quale si scoprono le stanze e i vari personaggi che la vivono e ci raccontano come era arredata e cosa si faceva. Usciti dalla Domus si inizia a vivere la città popolare, che si situava tra la via Emilia, via Indipendenza e via Rizzoli. Qui si gira tra le botteghe all'aperto dove i commercianti raccontano del loro lavoro e delle abitudini, come quella del ruolo fondamentale del barbiere che può lavorare sia privatamente, per i più ricchi, che nelle strade per tutti. Ogni angolo ti permette di imparare e scoprire e ogni personaggio ti parla in modo chiaro di com'era la Bologna romana. Dopo aver visitaro la Basilica, che non svolgeva un ruolo religioso bensì giuridico, il viaggio si conclude nella piazza principale, fitta di monumenti e di attività: dalla vendita degli schiavi ai musici che animano le ore dei cittadini.
Venire al Museo della Macchina del tempo significa imparare, immaginare, sentire ma anche vedere. Anche i bambini riescono a scoprire senza annoiarsi. Gli restano negli occhi le cose che ha visto e ricordano le cose che gli sono state raccontate dalle guide dell'epoca. Un museo da provare, soprattutto con i più piccoli, ma anche per famiglie e gruppi di amici che vogliono vivere insieme una esperienza storica originale e virtuale.

venerdì 27 giugno 2025

Una illusione a bocca aperta. Il Museo delle Illusioni di Bologna

Non illuderti di uscirne senza aver detto almeno cinque "wow", aver scattato almeno una decina di foto ed essere stati "ingannati" da qualche effetto ottico. Il nostro viaggio nel Museo delle Illusioni di Bologna inizia con quadri ed opere esposte che giocano con geometrie e forme senza bisogno di effetti speciali. Due bambini cresciuti con il 4D restano immobili davanti ad opere del 500 di Arcimboldo che utilizza frutta e verdura per formare visi o a quelle meticolose e geometriche dell'olandese Escher.
Nelle sale successive si cambia registro e il viaggio diventa un gioco con stanze che ci danno l'impressione di essere sottosopra, specchi che ci confondono e proiezioni che ci portano in mondi impossibili. Un museo fatto apposta per giovani menti curiose, che amano lasciarsi confondere e sorprendere per immaginare ancora di più.
Andando avanti l'esposizione trova forse la sua parte più complessa. Ogni effetto viene spiegato. Si racconta della sua genesi e del suo perché in modo che i bambini apprendono mentre visitano. E i visi si mescolano, le dimensioni si scambiano e il mondo esterno per circa un'oretta sparisce, perché troppo scontato.
Ciliegina sulla torta per chi visita il Museo delle Illusioni con dei bambini, è la Realtà virtuale. Per i più piccoli vengono consigliate due esperieze: quella delle montagne russe e il jett a propurzione. Entrambe le esperienze sono completamente immersive e amatissime dai bambini che ci credono, le sentono e con i loro urletti dimostrano di esserci completamente dentro. Bellissima l'esperieza per un bambino di venire a visitare il Museo con la propria macchina fotografica per gustarsi il percorso con gli effetti e il gioco di proporzioni. Un museo, quello delle Illusioni, che non smette mai di sorprendere e piacere !

venerdì 20 giugno 2025

Diabolik, il ladro che piace ancora ai bambini

Nessuna cosa al mondo potrebbe darmi l'esaltazione che mi dà l'idea di combattere contro il mondo intero... (Diabolik, da L'assassino dai 1000 volti, 1964) Quando un personaggio forte e affascinante come Diabolik incontra due giovani menti creative in via di sviluppo nasce un pomeriggio stimolante e produttivo. Ho portato i miei due figli a visitare la mostra su Diabolik ospitata da Palazzo Pallavicini a Bologna. Un viaggio nella storia di Diabolik partendo dalla sua ideazione fino a giungere alla sua rivisitazione, passando attraverso i personaggi, la sua amata Eva, le sue Jaguar E-Type e le sue armi.
E anche le nuove generazioni, figlie dell'intelligenza artificiale che realizza personaggi a misura di pubblico, si fanno trasportare dal ladro dagli occhi color ghiaccio, creato nel 1962 dalle sorelle Giussani. Con lui nasce il fumetto nero, che nella mostra viene esposto in un'intera sala dove sono presenti tutti gli albi pubblicati dalle origini a oggi, tra cui “Il re del terrore”, il prezioso e raro numero 1. Difronte a questo muro di fumetti i miei figli sono rimasti colpiti dai titoli, dalle copertine e dell'eleganza sempre diabolica. La seconda parte della mostra si divide per temi: i personaggi, soprattutto le sue bellissime donne; Diabolik ed Eva, dove si racconta della loro relazione; la Jaguar, coi modellini; Il Re del Terrore, il primo numero e Visto da lontano. Bellissima anche la stanza con la proiezione che ti fa entrare nel suo mondo. Non è un supereroe di quelli con poteri da super effetti di adesso, non è neppure una immagine positiva e impeccabile, le sue parti nobili le devi cercare nel suo amore per Eva Kant e nella precisione maniacale che mette in ogni colpo. Eppure alle nuove generazioni piace. Piace il fumetto e la sua evoluzione. Piace il suo fascino nascosto dietro una semplice tuta nera e i suoi mille gadget. Il tutto è facilitato dalla logica con la quale il materiale viene esposto, in sale che lo rappresentano, scure ed eleganti.
Ancora una volta Palazzo Pallavicini vince la sua scommessa esponendo un personaggio di enorme fascino ma anche di grande discussione, che negli anni ha saputo ricrearsi, superare i confini nazionali e mostrarsi in mille nuove interpretazioni passando dal fumetto al Cinema.

sabato 17 maggio 2025

Siamo nati per camminare: quando il Sindaco chiede aiuto ai bambini

Ma quanto sarebbe bella Bologna se tutti i bimbi andassero a scuola in bici? Nasce cosi il progetto “Siamo nati per camminare” promosso dal Comune di Bologna, ideato e coordinato dal Ceas Centro Antartide di Bologna insieme ai Genitori Antismog di Milano, per promuovere la mobilità sostenibile nel tragitto che porta i bimbi alla scuola primaria e i ragazzi alla scuola secondaria di I grado, come modalità di riscoperta della città, di promozione della salute, di attenzione alla sostenibilità.
Nalla nostra città 150 classi e oltre 3400 alunni hanno compilato una cartolina per chiedere al Sindaco Matteo Lepore di rendere la città più sostenibile per una mobilità ecologica: andare a piedi, in bici, in monopattino, in skateboard, in autobus, o ancora meglio il pedibus è possibile se vengono fatti piccoli, ma importanti, cambiamenti. Un pomeriggio mio figlio è tornato da scuola con una cartolina da indirizzare al Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per suggerirgli o chiedergli delle migliorie finalizzate a rendere più facile il suo percorso casa-scuola con mezzi sostenibili. Nulla di più interessante per un bambino che, dal primo giorno di Materna, usa la bicicletta per andarci, prima nel seggiolone su quella di mamma, poi da solo. Senza pensarci tanto mio figlio Lorenzo ha chiesto al Primo cittadino di coprire le buche delle piste ciclabili in modo da potersi portare la cartella da solo, senza paura di perdere l'equilibrio. Peccato che nella classe di suo fratello maggiore, e in nessun'altra della nostra scuola, abbiano scelto di aderire allo stesso progetto. Forse perché il nostro maestro è lui stesso un ciclista, e quindi sensibile all'argomento, forse perché nelle altre classi della scuola elementare Dante Drusiani che frequentano i miei bambini è stato considerato come una "perdita di tempo" invece di vedere la grandissima attualità di questa iniziativa. Dopo aver completato la cartolina con un disegno di lui sulla sua bici, Lorenzo il giorno successivo ha riconsegnato la cartolina a scuola, e come lui hanno fatto i suoi compagni di classe.
Dopo un paio di mesi passando dalla Sala d'Ercole di Palazzo d'Accursio di Bologna ho visto il poster che presentava la mostra delle cartoline più significative del progetto Siamo nati per camminare. Sono entrata, ho cercato il nome del nostro istituto e, sotto, c'erano quattro cartoline selezionate dalla nostra classe. Quella di Teodoro, che chiedeva più ciclabili, quella di Giulio che puntava il dito sulla scarsa illuminazione sulle corsie ciclabili, quello di Cloe che sottolineava come i lavori del tram in via Emilia Ponente non facilitassero il percorso casa - scuola e infine quella del mio piccolo Lollo! Da mamma ciclista mi sono sentita molto orgogliosa e felice che le sue parole, semplici e spontanee, avessero avuto una vetrina tanto preziosa. Dopo aver fatto un video e averlo condiviso con gli altri genitori della classe, ho aspettato con ansia l'uscita di scuola per raccontare a mio figlio di questa sua piccola grande vittoria. Naturalmente Lorenzo ha fatto i salti di gioia, con le sue frasi meravigliose: "Ora il Sindaco mi conosce, sono famoso mamma, è più importante questo di vincere la Strabologna!". Pochi giorni dopo ho portato Lorenzo a toccare con mano il suo orgoglio, visitando la mostra insieme. Bella l'iniziativa, bella la vetrina che è stata scelta per valorizzarla e bello vedere che alcuni insegnanti ancora credono in queste piccole cose che, per i nostri figli, sono grandissime.

lunedì 5 maggio 2025

George Simeon: una mostra senza bambini

Ogni tanto un blog dedicato ad eventi da fare con i bambini deve parlare di quelli da fare da soli. Perché anche mamma e papà ogni tanto meritano di prendersi un pomeriggio e fare qualcosa solo per loro. E se le altre fanno shopping, io vado a vedere la mostra di uno dei miei scrittori preferiti. Ok, forse sono di parte, perché lui era belga ed io vengo dal Belgio. Perché lui da me si studiava a scuola. Perché l'ho sempre potuto leggere in lingua originale, ed è tutta un'altra storia. Ma quando ho visto la prima volta che il Cinema Modernissimo avrebbe ospitato le foto di George Simenon sono rimasta sorpresa ed emozionata.
Pochi giorni prima di andare a visitare la mostra un signore al bar mi ha detto: "non ci portare i bambini. È una mostra buia e soprattutto non te la godresti". Ho seguito il consiglio. Un lunedi pomeriggio prima della fine dell'anno scolastico, quindi, mi sono concessa questa "uscita libera".
Curata da Luca Farinelli e John Simenon, la mostra "George Simenon. Otto viaggi di un romanziere" ti porta in giro alla ricerca delle radici dello scrittore nato a Liegi. Grazie alle fotografie, ma anche alle carte, agli articoli di giornale e alle immagini dei film tratti dalle sue opere si impara a conoscerlo non solo come noto "padre" di Maigret, ma anche come viaggiatore, amante, marito, uomo e padre. E ne viene fuori un uomo complesso: seduttore ma anche insicuro, forse per il rapporto controverso con sua madre "morbosamente emotiva, ma insensibile alle emozioni degli altri" che influenza certamente il suo rapporto col genere femminile.
Il lungo percorso inizia dalla storia di Liegi, luogo di nascita di Simenon, ai primi del '900 e dalle foto di lui da bambino insieme alla sua famiglia, per poi proseguire con la sua avventura da documentarista in giro per il mondo in una barca da pesca con la sua prima moglie, Tiny, una pittrice che lo ritrae in più occasioni e lo affianca in questo lungo viaggio. L'esposizione cambia aspetto con la nascita di Maigret, negli anni 30, che raggiunge oltre 50 paesi, per poi concludersi con il Cinema dove i suoi romanzi diventano dei film. Un unico fil rouge: la sua infinita e instancabile voglia di scrivere, sempre e di tutto, con passione e tecnica. Tra i momenti più "attivi" del tour certamente c'è la sua collezione di pipe, che lui inizia a fumare all'età di 13 anni e non smette più, e la cabina telefonica dove, dall'altro capo della cornetta si può udire la sua voce, che, come in altre occasioni, racconta di sé stesso e delle sue ispirazioni, sempre in un francese pulito e semplice. Esco dalla mostra su Simenon con la voglia di scoprirlo in opere che non ho ancora letto per trovare quelle parti di lui dimenticate nei suoi personaggi.

sabato 26 aprile 2025

Se Che Guevara vivesse oggi sarebbe un influencer

Noi avevamo le magliette, i poster e le spille con la sua faccia sopra, per esporre la nostra voglia di rivoluzione e ribellione. Ma chi è Che Guevara per i bambini di oggi? Cresciuti con i miti degli youtubers e dei supereroi, i giovani di questo millennio ignorano l'importanza iconica e storica di Ernesto Guevara de la Serna, universalmente conosciuto come Che Guevara.
È per questo motivo che ho deciso di portare i miei figli alla mostra CHE GUEVARA tú y todos ospitata dal Museo Civico Archeologico di Bologna, dal 27 marzo al 30 giugno 2025.
Oltre alle foto e al materiale documentaristico inedito dell’archivio del Centros de Estudios Che Guevara a L’Avana la mostra insegna ai piccoli visitatori i momenti cruciali della vita di Che Guevara, anche come uomo e non solo come combattente, raccontando dei suoi ideali e dei suoi legami affettivi. I miei figli sono rimasti ipnotizzati dalla tenda che svela le sue foto ad ogni contatto, dalle lavagne interattive e dalla sua moto e la sua bici, che lo rendono vivo. Hanno così visitato la mostra con la bocca piena di "perchè". Se la società odierna è carente di figure così forti, infatti, i ragazzi di oggi si chiedono come si possa essere tanto "iconici" senza apparire sui social o lanciare qualche hastag. Eppure il suo "hasta la victoria siempre" infondo era quello. Un grido, una filosofia ma anche un modo di raggruppare tutti sotto un ideale di ribellione. Se Che vivesse oggi forse farebbe di tutto per arrivare alle giovani menti, anche fare l'influencer e pubblicare video virali su Instagram. È forse questo il modo di spiegare la forza di Ernesto Guevara ai ragazzi del 2025.