Ogni anno, a settembre, un genitore si sveglia e pensa: "che attività pomeridiana faccio fare quest'anno a mio figlio?".
Ogni anno quel genitore sa già che, prima di Natale, suo figlio gli dirà che non gli piace più l'attività scelta. Che si annoia. Che vuole smettere.
Quasi sempre la scelta punta sullo sport. "Così si sfoga", " così impara a stare in squadra"...
Anche per noi è stato così. Dopo aver provato con il nuoto, il karate, la thai boxe ecc...però quest'anno ho voluto cercare altro. Ho guardato i miei figli mentre giocavano, ad inventare storie, a immedesimarsi nei loro personaggi preferiti, e ho pensato al Teatro.
All'inizio ero titubante, mi chiedevo quanto un corso teatrale per bambini potesse davvero arrivare alla recitazione e a tutto quello che le gira intorno: l'emozione di salire su una palcoscenico, la cura della scenografia, l'apprendimento di un copione e il coinvolgimento di gruppo.
Poi, navigando on line, ho trovato l'Associazione Culturale Creazione.
Come sempre, da mamma, mi sono prima di tutto interessata alla quesione organizzativa: i corsi pomeridiani devono essere in un orario post scolastico che però permetta anche di non trascurare i compiti e devono essere vicino a casa, o almeno in un posto facilmente raggiungibile soprattutto per noi che siamo una famiglia di ciclisti.
Creazione mi ha subito convinto: il corso riusciva a far stare i miei due figli insieme, cosa molto importante per loro, ed era ben sparso sul territorio, cosa che mi permetteva di trovare la location migliore.
La nostra esperienza è iniziata a settembre e i miei figli sono stati subito entusiasti. Nelle prime lezioni i bambini svolgevano giochi di conoscenza o di espressione. Un modo per farli aprire davanti agli altri, rafforzare il gruppo e farsi conoscere.
Subito dopo la pausa natalizia è arrivato il copione dello spettacolo che, a fine ciclo, avrebbero presentato sul palcoscenico di un vero teatro: Shrek 2.
È stato in quel momento che ho visto il vero cambiamento rispetto alle altre attività, che nella seconda parte dell'anno per i bambini diventano ripetitive e un po' noiose.
I miei figli hanno iniziato ad imparare le battute, a provarle a casa, a costruire le scenografie durante le lezioni e a progettare i costumi di scena. Infine le ultime lezioni si sono svolte proprio sul palcoscenico che li avrebbe ospitati. Per imparare gli spazi, per gestire l'emozione, per prendere confidenza con il luogo.
Finalmente, la sera del 20 maggio, il momento tanto atteso è arrivato.
Ho lasciato i miei figli al teatro, nella piazza centrale di una paesino di provincia bolognese, poche ore prima, e quando siamo tornati loro erano pronti per esibirsi.
Vederli sul palco, con serietà ma anche entusiasmo e impegno, è stata una soddisfazione che solo un genitore può capire. La sala era piena e l'intero gruppo ha gestito l'emozione e anche gli errori in modo eccellente senza mai mollare e senza l'intervento della maestra, Elena.
Consiglio di prendere in considerazione il corso di teatro a chi ha figli indecisi o scontenti dell'attività sportiva, o anche in aggiunta ad essa, per dare sfogo anche alla parte artistica e creativa che vive in ognuno di noi.




























