sabato 21 marzo 2026

Quando un bambino incontra Andy Warhol...

"Non è forse la vita una serie d'immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?".
Una vita alla Andy Warhol. Con la sua visione Pop, i suoi colori esplosivi, la provocazione e l'estro. Forse è così che auguro la vita ai miei figli. E portarli, oggi, a visitare la mostra a lui dedicata a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, è un grande onore oltre che un bel regalo. Come un nuovo paio di occhiali da sole attraverso cui vedere il mondo come un enorme parco giochi nel quale esprimere se stessi, nel bene e nel male. Perchè come diceva lui stesso
"Quando sono buono, sono molto buono, ma quando sono cattivo sono meglio".
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Intitolata Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, e realizzata grazie alla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, con il sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, la mostra accoglie alcune tra le creazioni più provocatorie del grande artista, in un’immersiva rievocazione dell’esposizione del 1975-76 a cui si accompagna un appassionante viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana. L'esposizione propone, infatti, una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni, europei e americani.
A 50 anni dall'epocale prima ospitata, la mostra si pone una duplice ambizione: quella di riscoprire la forza iconica di immagini ancora fortemente esplosive e, parallelamente, mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol, che ha anticipato l’era della comunicazione globale e ha acceso i riflettori su temi tuttora aperti come la manipolazione estetica, l’identità di genere, il multiculturalismo, l’artificialità mediatica, la creazione e diffusione di un’identità sociale. Interessante portare menti pure, libere e aperte come quelle dei bambini davanti a queste immagini provocatorie. I piccoli visitatori infatti si ritrovano davanti a ritratti di drag queen afro-americane e portoricane, e lo fanno, per la prima volta, proprio dall'occhio provocatore di Warhol. La donna, ogni tipo di donna, diventa icona grazie ad un percorso espositivo fatto di tappe che seguono la radicale reinvenzione del ritratto tradizionale prendendo a prestito i codici della comunicazione di massa, l’estetica tecnologica, gli idiomi del glam rock e della cultura camp, le immagini amatoriali scattate con la Polaroid, il linguaggio filmico e persino il reality televisivo.
Il bambino moderno, abituato già ad immagini mai banali e sempre in movimento, si confronta con il processo creativo del genio warholiano, grazie a un esteso nucleo di dipinti ad acrilico, molti dei quali mai mostrati in Italia, e a una rassegna dei diversi media che l’artista ha sperimentato. Filmati e fotografie arricchiscono il racconto e lo rendono più leggero soprattutto per i più piccoli. In questo modo l'artista rivive nelle sale di Palazzo dei Diamanti e la domanda dei miei figli sorge spontanea: "Ma è ancora vivo?". Ma la parte più apprezzata dai miei due ragazzi arriva con alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn che codifica l’archetipo della star, alla parodia dell’iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli, emblemi globali di una sensualità disinibita e teatrale, alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones, che annunciano l’avvento delle immagini digitali, per culminare con una spettacolare sala di autoritratti con cui l’artista esplora i confini della sua stessa identità. Consiglio questo percorso a chi ha abituato occhi e menti dei propri figli anche alle arti più crude, estreme e potenti.

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