domenica 28 dicembre 2025
La Pinacoteca di Bologna negli occhi dei bambini
Ritrovarsi davanti ad opere dal valore inestimabile, e sentirsi piccoli. È la grandezza che porta con se l'arte. Anche dopo secoli.
Opere colorate e potenti nell'espressione. Quadri maestosi. Dipinti che trasmettono emozioni e sensazioni.
La Pinacoteca di Bologna è un luogo dove possono e devono venire anche i bambini. Con la loro visione del mondo, moderna, estrosa e veloce, riescono a reinterpretare opere medievali, dipinti potenti e dal significato religioso anche impegnativo.
Eppure i loro occhi si soffermano sulle espressioni, sui personaggi meno scontati come un cane o il diavolo, sui colori vivaci.
Così la visita post natalizia alla Pinacoteca diventa una occasione per alimentare la creatività e seminare amore per l'arte di uomini adulti.
Magari la visita si fa più veloce, i divanetti diventano luogo di passaggio obbligato e i quadri trovano anche un aspetto comico. Ma questo mi piace. Perchè guardare il mondo dai vostri occhi è, per me, sempre affascinante.
lunedì 22 dicembre 2025
Un viaggio sulla Luna, da Piazza Maggiore. I megaliti di Iwagumi – Dismisura
Ieri sera ho portato i miei figli a fare un giro sulla Luna, e ritorno.
È successo in Piazza Maggiore, a Bologna, alle 18 dell'ultima domenica prima di Natale.
Nei giorni precedenti pian piano tutto era stato preparato e nei miei giri in centro avevo visto mettere le prime rocce gonfiabili proprio sul Crescentone difronte alla Basilica di San Petronio.
Poi le polemiche, i Meme, i commenti sui social. Tutto sembrava presagire un flob per questa iniziativa artistica che, per le cinque sere natalizie, avrebbe occupato il cuore della città.
Eppure sono quelle iniziative che è un peccato perdersi, soprattutto se hai due figli curiosi. Forse perchè a me piace guardare e viverle le cose prima di criticarle.
E così ci siamo messi lì ad aspettare, sotto una pioggerellina non fredda.
La gente era tantissima e tutti erano pronti a immortalare in selfie e video questa esperienza.
Quando il grande Orologio della piazza ha scandito le 18 la musica del pianoforte e la voce di un soprano hanno acceso i 19 megaliti di Iwagumi – Dismisura.
Ed è partito il gioco per i bambini, ma non solo: passare tra le rocce, toccarle, appoggiarcisi sopra e lasciarsi illuminare dai loro colori vivaci.
Una atmosfera di innaturale calma è calata. Nessuno sembrava più indispettito da questi grandiosi ospiti e tutti, col telefonino in mano, cercavano di cogliere il senso di quest'arte: portare la grandiosità della natura in una piazza cittadina. E farlo con suoni e colori.
Mi piacciono queste iniziative che uniscono la città, mi piace portare i miei figli a fare esperienze irripetibili che li fanno riflettere anche su quante forme d'arte ed espressione esistano al mondo.
sabato 20 dicembre 2025
Il Villaggio delle fiabe a Natale
Entrare in un mondo fatato fatto di fiabe. E farlo nel periodo più magico dell'anno; il Natale.
Il Villaggio di Sinflora quest'anno è dedicato a tre storie amatissime dai piccoli.
Il viaggio ha inizio nel Paese delle Meraviglie con la Regina di Cuori, le giardie Carte da gioco e la coniglietta. Una battaglia, un canto e qualche regola prima di passare al sogno successivo. Quello più dolce di Willy Wonka nella sua fabbrica di cioccolata. Con le musiche originali dell'ultimo film e una scenografia da far venire l'acquolina in bocca, i piccoli viaggiatori si lasciano coinvolgere.
L'ultima tappa prima di raggiungere Babbo Natale è quella con il regno di ghiaccio di Elsa che naturalmente intona la canzone che tutte le bimbe sotto i 13 anni conoscono a memoria.
Lì i protagonisti si riuniscono sul palco per celebrare la gioia del Natale e accompagnarci nella casa di Babbo Natale.
Tutti riuniti i bambini entrano nel treno per raggingere la casa di Babbo Natale con la fabbrica, il letto e la toilette da cui dallo spioncino si vede il papà del Natale sul gabinetto con il giornale.
domenica 30 novembre 2025
Un viaggio nella Graphic Japan. Da Hokusai al Manga
Cosa succede se porti due ragazzini appassionati di Anime ad una mostra dedicata all'arte grafica giapponese? Apri loro un mondo, molto più vasto. Alimenti una passione e le fai mettere radici solide.
Quando ho letto dell'arrivo di Graphic Japan. Da Hokusai al Manga ospitato al Museo Civico Archeologico, con MondoMostre, fino al 6 aprile 2026, ho subito deciso di portarci i miei figli. Lettori e spettatori accaniti di Dragon Ball, One Peace a molte altre Anime più e meno note, Riccardo e Lorenzo hanno subito accolto l'idea con grande eccitazione.
È la prima volta che l'Italia accoglie una mostra che ripercorre le tappe fondamentali della grafica giapponese che parte dal periodo Edo (1603-1868) e conduce fino ai nostri giorni.
Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo con oltre 200 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti oltre a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.
Uccelli, pesci, cerbiatti e conigli attirano anche i più piccoli.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche chiave del percorso evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
Fin da subito l'esposizione ti assorbe completamente con opere che sembrano di facile comprensione e quindi facilmente fruibili anche per due bambini, ma in realtà nasconde arte, studio, eleganza e precisione incredibile. Giochi di simmetrie, colori coinvolgenti e disegni onirici.
La parte che senza ombra di dubbio ha coivolto di più i miei figli è stata quella dedicata all'evoluzione della storia dei Manga, che in Giappone sono praticamente una religione. Dietro a quelli che noi "volgarmente" chiamiamo fumetti, in realtà c'è molto di più: arte, studio, contemplazione e storia. Un muro pieno di libri Anime in giapponese, dai primi a quelli più recenti.
I Manga in Giappone influenzano le vite delle nuove generazioni, sia per scelte stilistiche e di moda: come vestirsi, come tagliare i capelli o quali accessori indossare, sia per vere e proprie scelte di vita: addirittura i ragazzini della Gen Z rinuncerebbero ai rapporti sessuali perchè follemente innamorati del loro personaggio Manga preferito. Una ricerca mostra che metà dei giovani non ha alcuna esperienza intima entro i 25 anni e che uno su dieci arriva a 30 senza averne avuta una. Molti raccontano di innamorarsi dei personaggi degli Anime al punto da sostituire del tutto le relazioni reali.
I miei ragazzi hanno cercato di riconoscere i personaggi, conosciuto meglio la crescita di questo fenomeno e apprezzato lo stile del disegno che negli anni è sempre migliorato e cresciuto.
Usciamo da questa mostra con una passione rimpolpata per l'arte grafica giapponese, per gli Anime, i fumetti e il disegno.
sabato 22 novembre 2025
Due bambini da Michelangelo a Bologna
Forse questa volta ho puntato troppo in alto, ma l'occasione era troppo ghiotta per perderla. Se Michelangelo arriva in mostra a Bologna anche, e soprattutto, le piccole e giovani menti meritano di vederlo, scoprirlo e incontrarlo.
È successo a Palazzo Fava, in uno dei luoghi più pregiati di Genus Bononiae, che, fino al 15 febbraio 2026, in occasione del 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), ospita uno dei progetti artistici più importanti e attesi dell'anno in città.
Si tratta di un vero e proprio viaggio nel genio michelangiolesco tra le opere originali, i calchi storici, i disegni, i libri antichi e i documenti d’archivio. Tutto ha inizio da Firenze, culla del Rinascimento e città in cui Michelangelo riceve la sua prima formazione artistica. Ma il cuore dell'esposizione è Bologna, dove nel 1494, a seguito della cacciata dei Medici da Firenze, Michelangelo trova rifugio e riceve una prestigiosa commissione: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico.
Agli occhi di due pre adolescenti moderni Michelangelo appare ancora grandioso e sorprendete. Si pongono domande sui materiali e sulla capacità di creare la perfezione dei corpi, apprezzano i disegni e scoprono curiosità sulla propria città, come quella che, in occasione del secondo soggiorno bolognese dell'artista, tra il 1506 e il 1508, Michelangelo venne chiamato da papa Giulio II per realizzare una colossale statua bronzea del pontefice destinata alla facciata di San Petronio. Statua, che oggi è andata perduta.
Girando per le Sale ci si sente davvero piccoli. Io provo a raccontare ai miei figli la grandiosità di quello che stanno guardando, cerco di contestualizzarli storicamente, mostro loro l'origine di molte tecniche di disegno o scultura. Ma mi rendo conto che non può arrivare davvero tutto il genio che c'è dietro le opere di Michelangelo. Il successo maggiore di questa attesissima esposizione ospitata da Palazzo Fava, forse è nell'atmosfera che si crea. Tutti restano in silenzio ammirando capolavori che forse non capiterà più di vedere. Resto sempre molto delusa, quando portò i miei figli a questo tipo di eventi, nel trovare pochissimi altri bambini, quasi nessuno, a volte neppure uno, solo loro. Penso che, anche se è un azzardo, anche se resterà loro solo una immagine, un aneddoto raccontato o una sola delle opere esposte, ne valga sempre la pena rischiare. Perchè l'assimilazione del bello artistico avviene dentro, spesso dell'inconscio, e lì farà crescere con altri occhi.
Sono contenta di aver portato i miei due figli a questa mostra. Perchè potranno dire un giorno di aver visto alcune opere di Michelangelo, perchè in questa espisizione c'è molto della storia di Bologna, e perchè il bello, quello che viene fuori dalle opere del Divin Artista non passerà e non deve mai passare di moda e le nuove generazioni meritano di conoscerlo.
domenica 26 ottobre 2025
Nel mondo fiabesco di Chagall. Il pittore bambino
Entrare in un mondo fiabesco ed onirico, e farlo attraverso le opere d'arte di un grande maestro del Novecento.
Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita, fino all’8 febbraio 2026 la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo di sorprendente intensità emotiva adattissimo ai bambini, abituati ad usare il disegno come primo mezzo per esprimere i propri sentimenti, paure e desideri.
Portare due pre adolescenti a visitare una mostra impegnativa come quella su Chagall è una scommessa e una sfida con me stessa, che fin da piccoli li ho abituati al bello, al linguaggio artistico ma anche alla libertà di espressione nel disegno.
Le opere di questo artista russo-francese, infatti, sono spesso descritte come magiche e poetiche, tratte dai suoi ricordi d'infanzia e dalle emozioni, con temi come l'amore, la musica e la vita ebraica. Il suo stile viene infatti definito un fauvismo onirico, di facile comprensione quindi per gli occhi dei bambini. Le figure sono fluttuanti e le atmosfere colorate ed incantate, simili a quelle di un cartone animato o di un Manga.
Vista la recente passione dei miei figli per fumetti giapponesi, quindi, ho voluto lanciargli una provocazione raccontando loro Chagall come un predecessore dello stile Anime. Nei quadri, infatti, troviamo temi centrali quali l'amore, ma anche la spiritualità, l'esilio, la gioia di vivere e la memoria.
Attraverso le 200 opere ospitate a Palazzo dei Diamanti, tra dipinti, disegni e incisioni, i bambini cercano di capire i significati e i luoghi e inventano fiabe.
Tra tutti i protagonisti dei dipinti vincono di sicuro gli animali parlanti che, agli occhi dei piccoli visitatori, somigliano ai protagonisti delle storie d'infanzia. L'asino è il grande presente in tante opere. Il gallo a Parigi. Ma anche il lupo e l'agnello. Nelle sale vengono narrate, come fiabe, le sue opere. E i bambini restano incantati ad ascoltare e guardare.
Forse, dietro a questo feeling tra Chagall e i bambini, c'è la condivisa capacità di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace, bellezza, fiaba e amore.
sabato 11 ottobre 2025
Sono arrivati i Vampiri a Bologna
Quando hai due figli pre adolescenti il mese di ottobre significa solo una cosa: Halloween.
Addobbare la casa, decidere da cosa travestirsi e cercare ogni festa o eventi a tema horror o morti viventi.
Eccoci qui, dunque, in un sabato pomeriggio, ad entrare in uno dei palazzi storici bolognesi, nel cuore della città, per visitare una mostra che ha tutta l'aria di essere una experience da togliere il fiato.
La mostra Vampiri realizzata da AlterEgo ti immerge in un percorso multisensoriale composto da 7 sale, in cui i non morti prenderanno vita. E solo all'idea i miei due figli, maschi e appassionati di fantasmi, scheletri e zombie, si gasano un sacco!
Ma cosa c'è davvero dietro Vampiri? Non solo Dracula e canini affilati. Folklore e ataviche paure, infatti, vengono rappresentati tramite installazioni, scenografie, video e fumetti.
Dai miti del Medioevo ellenico, passando per il folklore balcanico, fino al mondo gotico ottocentesco, la figura del vampiro da leggenda si trasforma in storia documentata che si imprime nella memoria.
Voi mamme un po' apprensive vi chiederete: "Ma è adatto a mio figlio oppure mi toccheranno notti insonni di pipì a letto dopo aver visitato la mostra?". Niente affatto! L'experience è sì immersiva, ma anche divertente. In questo modo le informazioni diventano più facili da comprendere e ricordare. Insomma i vostri bambini, come i miei, lasceranno la mostra sereni ma anche con molte conoscenze storiche in più. Apprezzeranno di più le leggende sui vampiri e ne capiranno maggiormente senso e significato.
Il punto di forza della mostra, senza dubbio, è che lo spettatore, grande o piccolo che sia, diventerà protagonista di viaggi fisici e mentali. Dall'isola di Mykonos dove assiste ad un esorcismo contro un vampiro, ad entrare nella psiche di una contessa transilvana del 600 che, inseguendo vanamente l’eterna giovinezza, si trasforma in un’efferata serial killer.
La mostra è da seguire con l'aiuto dell'audioguida che racconta con trasporto e precisione, ogni storia e leggenda.
Climax della mostra sicuramente la sala immersiva. Sei minuti e mezzo che ti portano nella storia del conte Dracula con immagini molto adatte ai più piccini.
La mostra, che resterà a Palazzo Pallavicini fino al 18 gennaio 2026, è molto più di un giro statico per delle sale. È eccitante, reale e costruttiva oltre che divertente. Per quello la consiglio, soprattutto sotto Halloween, a chi, come me, ha figli instancabilmente fantasiosi e appassionati di leggende e mostruose feste.
venerdì 3 ottobre 2025
Portare i bambini alle manifestazioni pro Gaza. Sì o no
In questo periodo storico, purtroppo, ci tocca mettere un po' da parte l'arte e gli eventi culturali, per "bloccare tutto" con cortei e manifestazioni contro il genocidio che sta sterminando il popolo della Palestina.
Le immagini che vediamo ogni giorno sui canali social mostrano l'inumanità di un mondo che non guarda in faccia neppure i più fragili: i bambini.
Quanto è giusto che sappiano, comprendano e partecipino a tutto questo i nostri figli? Io da sempre sono una mamma che parla tantissimo con i propri ragazzi, da quando erano piccoli cerco di spiegare loro con un linguaggio adeguato, cosa succede e cosa è giusto e sbagliato. La guerra rende più difficile anche il ruolo di un genitore, che deve raccontare senza spaventare, e non è sempre facile.
In questo ultimo periodo i bambini sono diventati, loro malgrado, protagonisti delle ingiustizie del mondo, ed io ho ritenuto giusto, in occasione degli scioperi che hanno coinvolto le scuole dei miei figli, portarli in corteo. L'ho fatto con attenzione e cura, per evitare che lo vivessero come un momento di paura, spiegando loro come quelle manifestazione fossero una mobilitazione dell'uomo buono che riesce ancora ad unirsi per chiedere pace e giustizia.
Hanno visto le bandiere, hanno ascoltato i cori, hanno letto i cartelli e fatto domande. E ne sono usciti con i piedi un po' stanchi ma con l'idea che quando qualcosa non va bene bisogna lottare tutti insieme per cambiarla.
Conosco molte famiglie le quali ritengono che tener fuori i bambini da queste manifestazioni sia la cosa migliore, per una questione di sicurezza, perchè i figli si annoiano o semplicemente perchè è troppo difficile da spiegare. Ma un giorno saranno proprio i nostri figli a far girare questo mondo e dovranno farlo dalla parte giusta, con, negli occhi, l'immagine di una maggioranza che scende ancora in piazza per urlare contro ogni forma di guerra.
Quindi la mia risposta è Sì, portiamo bambini e ragazzi a manifestazioni e cortei e spieghiamo loro che lì, tra le strade della loro città, c'è ancora una forma di speranza per l'umanità.
sabato 27 settembre 2025
Bologna in fiore. Facciamo sbocciare le nuove generazioni
Bambini smart, con intelligenze digitali e menti social. Ma davanti alla bellezza della natura anche loro, per fortuna, tornano rurali e campestri e si incantano nel riconoscere colori e odori e giocano ad associare la pianta al frutto.
Torna Bologna in fiore, la rassegna che porta in pieno centro (Piazza Minghetti e del Francia) piante tappezzanti, in vaso, rampicanti, profumate, grasse di ogni tipo e varietà. Distese di lavanda, colori e profumi inebrieranno il cuore della città e diventano, per un weekend, protagoniste di selfie e reel.
Ho deciso di portare i miei due ragazzi a questa rassegna per mostrar loro quanto ancora c'è di bello nel mondo reale. Abbiamo scelto una pianta per il nostro davanzale, scoperto specie di piante aromatiche che ignoravamo e ammirato la bellezza di una piazza fiorita.
Loro si sono divertiti a leggere i nomi delle piante e a scoprire i fiori di stagione come azalee, rododendri, camelie e le profumatissime rose fino alle grandi orchidee, le calle di tantissimi colori, piante carnivore, che non sono solo in Super Mario, e i sempre affascinanti bonsai che "sarebbero perfetti per giocarci con i Lego".
sabato 13 settembre 2025
Tuffiamoci nella nuova Beautiful Gallery!
È il sogno di ogni bambino (e non solo): buttarsi il una piscina di palline. Girare, rotolare, saltare senza farsi mai male. Solo puro divertimento. Una INFINITY POOL, così viene chiamato il nuovo concept di Beautiful Gallery!
Chiusa la stagione dei solarium, delle nuotate al mare e dei tuffi in piscina...arriva la stagione della nuova Beautiful Gallery che cambia location per la terza volta a Bologna approdando nel cuore del centro storico, in via Monte Grappa, in un palazzo di prestigio dove, tra una battaglia di palline e l'altra, ti puoi incantare ad ammirare gli affreschi.
Trenta minuti per divertirsi, sballottolarsi e fotografarsi in questa opera d'arte interattiva e partecipativa che ha un solo obiettivo e una sola morale: far ridere a crepapelle.
Ho pensato di portare i miei figli qui per chiudere al meglio questi tre mesi di vacanze scolastiche e caricarsi per tornare sui banchi di scuola. Naturalmente l'entusiasmo era alle stelle: tuffi a bomba, lanci carpiati e triple capriole all'indietro hanno fatto volare questa mezz'ora che però resterà nei sorrisi delle foto e nei loro ricordi.
Per darsi meglio la spinta ci sono a disposizione scivoli, liane e trampolini e nella pool dei mega cuscini morbidi.
E ora...scatenate il divertimento !
venerdì 5 settembre 2025
Sotto la Salaborsa. La biblioteca di Bologna nasconde un tesoro
La maggior parte dei bambini, quando entra in Salaborsa, la biblioteca comunale di Bologna, alza gli occhi in su, per ammirare gli affreschi, l'altezza imponente del Palazzo storico che la ospita, le vecchie locandine dei film e gli scaffali con i libri di tutti i tipi.
Questa volta io ho dovuto dire ai miei due ragazzi, di 11 e 8 anni, di guardare sotto i propri piedi: "oggi vi mostrerò cosa c'è sotto...".
La curiosità, per chi come loro ha lo spirito dell'avventura nel sangue, è schizzata alle stelle.
"Delle prigioni segrete? Delle cantine infestate? Dei labirinti strettissimi?".
Niente di tutto questo. Sotto la regina delle biblioteche bolognesi, infatti, si trovano i resti della basilica civile di Bononia (II sec. a.C.), le fondamenta delle case medievali dell'area di palazzo d'Accursio, oggi sede del Comune, e le vestigia cinquecentesche dell'Orto Botanico del naturalista Ulisse Aldrovandi.
Entrando negli scavi, aperti al pubblico con ingresso libero e senza prenotazione, si percepisce subito di fare un viaggio nel tempo, a quando la romana Bononia, tra il II e il I sec. a. C, prese un assetto urbanistico organico con una pianta simile ad un quadrato irregolare. La città era infatti divisa da due direttrici, che correvano da ovest a est lungo la via Emilia (via Rizzoli - via Ugo Bassi) e da nord a sud lungo il cardo maximus, identificabile con le attuali via Galliera - via Val d'Aposa. La zona compresa fra il cardo e l'asse formato da via Indipendenza - via D'Azeglio ebbe fin dalle origini una destinazione pubblica.
Gli scavi svelano il foro cittadino, situato nel punto di incontro fra cardo e decumano, quindi nella parte di via Ugo Bassi compresa fra via Venezian e via Oleari.
Pian piano, poi, come rivelano gli scavi del 1989-90, effettuati davanti al Sacrario dei Caduti di piazza Nettuno, si identifica l'esistenza di un edificio destinato a funzioni pubbliche, probabilmente sede di uffici amministrativi. Mentre gli ultimi scavi degli anni Novanta permisero di datare al periodo villanoviano i primi insediamenti abitativi.
Visitando i resti, che permettono davvero di immaginare la vecchia città, i bambini restano affascinati dalle forme delle case medievali e dal pozzo in mattoni del XIV sec. d.C. e dal divertente gioco di lanciare una monetina portafortuna. Una bella gita per un pomeriggio in città.
domenica 31 agosto 2025
Venezia: turisti + Cinema + figli...aiuto!
Metti di andare in una delle città più turistiche del mondo, a fine agosto quando il caldo inizia a dare tregua, e in concomitanza con l'evento artistico e culturale più importante organizzato in città.
E metti di farlo con due ragazzini di 11 e 8 anni che vogliono vedere tutto, provare tutto, scoprire tutto.
Venezia il 31 agosto durante la rassegna cinematografica dal tappeto rosso è follia. Ma a noi piacciono le sfide e l'avventura. Certo non ci piace la calca, ma ne La Serenissima quando pensi di non trovarla?
Per fortuna l'esperimento mal riuscito del pagamento del ticket è finito meno di un mese fa e quindi, usciti dal treno, ci siamo potuti buttare tra calli e campiello.
Venendo dall'Emilia Romagna la prima affermazione dei miei figli è stata: "Somiglia a Comacchio" dove loro sono abituati ad andare per il carnevale sull'acqua. Ma Venezia è molto di più, nel bene e nel male. È dipinto e romanticismo ma anche pellegrinaggio turistico all'ennesima potenza.
In realtà il mio grande a Venezia c'era già stato. Ma avendo avuto solo pochi mesi era impossibile che se la ricordasse. La ricordavamo invece noi quella gita dato che avemmo la pessima idea di farla con il passeggino del trio che pesa circa dieci chili. Ricordo le parolacce del padre che ad ogni ponticello doveva tirare su l'arnese per le scale sia in salita che in discesa ed io che dovetti tenermi Riccardo nella fascia proprio per alleggerire la carrozza, che chiaramente bastava lasciare a casa. Ma lasciate ai neo genitori il lusso di fare degli errori per poi potersi ricordare dopo decenni dell'episodio e poterlo narrare ai figli per far capire loro che bravi parenti sono stati...
Ma alla fine, questa Venezia viva, piena e cara è piaciuta ai miei figli? Alcune cose sì altre meno. Hanno amato le gondole, sulle quali però sognavano di farci un giro, inaccessibile per costi e file; i negozi di souvenir e le mille gelaterie con coni di ogni grandezza e i nomi bizzarri delle calli. Hanno amato meno camminare per ore, la folla che alle volte li ha spaventati e il caldo che, anche se non afoso, in una città d'arte non è mai piacevole.
Era comunque un viaggio da fare e che consiglio, in treno chiaramente, ma da cercare settimane meno bazzicate possibili.
mercoledì 13 agosto 2025
Il lusso di portare i bambini al Museo
In un blog dedicato a mostre e musei, eventi e spettacoli dove portare i bambini per aprir loro mente e animare la loro creatività, è giusto, in piena estate, aprire una parentesi sul come anche avvicinare i più piccoli al mondo dell'arte e della cultura, sia diventato un lusso non per tutti. Ed è il caso di far polemica e di alzare i toni su questo.
Le nuove generazioni si stanno sempre più addormentando davanti a tablet, social e videogiochi. Ma non è sempre colpa dei genitori. È chiaro che piazzare il proprio bambino davanti ad una console risolve il problema di un "cosa gli faccio fare questo pomeriggio?". Ma se alcuni luoghi di cultura fossero economicamente più accessibili a tutti, genitori, figli e fratelli, sarebbe più facile farli alzare da quel divano?
Portando i miei figli almeno una volta a settimana tra mostre, musei o spettacoli teatrali e musicali, posso affermare che alcuni sono diventati un vero e proprio lusso. A parte i musei civici, dove i minorenni entrano gratis (esempio che tutti dovrebbero seguire), gli altri musei, quelli privati, o le mostre temporanee, talvolta hanno prezzi assurdi se si pensa che con un bambino in meno di un'oretta l'esperienza è già conclusa.
I prezzi si aggirano dai 10 ai 20 euro a bambino, non contando eventuali fratelli e genitori di accompagnamento. Ho visitato posti dove una famiglia composta da quattro persone, con due ridotti, finiva per pagare una quarantina di euro e magari, all'interno di una gita o di un viaggio, è proprio quella spesa in più a cui il turista rinuncia per dar spazio magari ad una cena più confortevole o ad un hotel più centrale.
Ma perché? Purtroppo è chiaro che i luoghi d'arte e cultura costretti a presentare questi listini prezzi sono quasi sempre luoghi privati e strozzati dalla scarsità di fondi. Location che talvolta si ritrovano a far pagare anche le scolaresche, così una gita scolastica si trasforma in un salasso per genitori che chiaramente si ritrovano in questo caso a non potersi tirare indietro. Figuriamoci se un gruppo di giovani possa scegliere di passare una serata a teatro invece di andare a mangiare in un fast food...Bisogna fare di più, fare di meglio, per rendere questi "svaghi" fondamentali per l'anima, alla portata deĺle nuove generazioni. Esistono sconti per gli studenti universitari, ma nulla per gli alunni delle scuole elementari, ad esempio, che tra l'altro devono per forza essere accompagnati da adulti che già costano un biglietto intero. Il ridotto non basta. Ci vuole la gratuità, in ogni luogo che possa essere per il ragazzo un seme per un progetto futuro.
Alle soglie della nuova stagione, teatrale, museale e scolastica, quindi, vogliamo anche noi chiedere di pensare ai piccoli spettatori che un giorno diventeranno quegli adulti che dovranno innamorarsi di una sera a teatro, di un pomeriggio in un museo o di un tour per mostre d'arte. Investiamo sul futuro regalando la cultura.
venerdì 1 agosto 2025
Una Ducati per ogni bambino
Se sei cresciuto a Bologna, nei quartieri di Borgo Panigale, non puoi non avere nel DNA un po' di Ducati.
I miei due figli sono nati tra i rombi della moto rossa, negli anni delle grandi vittorie in Moto Gp. Hanno amici con papà che lavorano nella fabbrica di Borgo Panigale e sono abituati a vederne sfrecciare per le viuzze bolognesi.
Per quello era d'obbligo portarli a visitare il Museo Ducati che viene ospitato proprio all'interno della fabbrica di Borgo Panigale.
Fin dall'ingresso l'entusiasmo è alle stelle, dato che il bambino può cavalcare una Ducati e sentirsi un pilota. La prima richiesta chiaramente è: "mi fai una foto ?". La visita prosegue con la storia attraverso le prime motociclette. Ogni pezzo racconta un'epoca, un periodo ma anche un piccolo miracolo di meccanica e design. Grazie ai Qr Code i bambini ascoltano la storia della motocicletta bolognese raccontata in modo semplice e dettagliato.
Il museo entra nel vivo con le due ruote che hanno partecipato e vinto i vari campionati mondiali: MotoGP, Moto2 e Moto3. Insieme alle moto si possono vedere anche le tute dei piloti principali e i trofei. Un piccolo sogno per ogni piccolo possibile futuro campione.
Altra chicca del museo la sala dedicata all'opera di Andrea Crespi, noto per la sua capacità di fondere dimensione fisica e digitale. Qui si ammira un'opera inedita in scala 1:1 ispirata alla Panigale V4 Tricolore Italia. Qui domina l'azzurro, colore che ha vestito i trionfi Ducati al Mugello 2004. Ai bambini piace trovare la moto in questo gioco di illusioni ottiche.
Il museo Ducati è il posto giusto dove portare i bambini di tutto il mondo: quelli che crescono a due passi da qui e quelli che la sognano anche a distanza. Perché tutti, prima o poi, potranno salire su una moto rossa, dare gas e sognare di vincere un Motomondiale, o semplicemente andarsi a fare una sgommata sui colli.
venerdì 25 luglio 2025
La storia di antichi strumenti, a San Colombano
Oggi voglio raccontarvi una storia, quella di un posto un po' magico e un po' fatato, dove vivono degli strumenti speciali: clavicordi, arpicordi, organi, clavicembali, spinette e pianoforti, ma non solo, anche strumenti a fiato e popolari e un gruppo di strumenti automatici, che riescono ancora ad affascinare i bambini dell'epoca di Tik Tok.
Questa storia inizia nel 1969, quando il Maestro Tagliavini acquista a Bologna uno strumento per lui molto speciale: una spinetta e, poco dopo, anche un grande cembalo a tre registri costruito nel 1679 dal lucchese Giovanni Battista Giusti, ancora oggi considerato uno dei pezzi più importanti della collezione.
Nasce così una collezione, un po' come quella che voi bimbi fate con i fumetti o le figurine. E come tutte le collezioni cresce col tempo e si arricchisce di pezzi rari e preziosi che oggi possiamo visitare nell’ex chiesa e l’oratorio di San Colombano, nel cuore della città.
Visitando la collezione di questi strumenti i miei figli, di 11 e 8 anni, si sono riempiti la testa di 'come' e 'perchè'. Abituati ad assistere a concerti di vari generi musicali, hanno infatti giocato ad associare ogni strumento antico a quello moderno, come un gioco di eredità.
"Mamma, questo è sicuramente il nonno del pianoforte. Questo invece assomiglia ad una chitarra elettrica".
Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare San Colombano durante le prove di un concerto, che hanno reso l'atmosfera ancora più suggestiva.
Oltre al primo piano, con gli affreschi e i gioielli della collezione, i bambini apprezzano soprattutto la cripta con gli scavi, tenuta benissimo, che regala un senso di avventura.
Una storia da raccontare, quella che abbiamo visitato oggi, come una bellissima passione, da cui nasce ogni collezione. Pezzo per pezzo, strumento per strumento, origine per origine si ripassano le tappe della vita del Maestro Tagliavini che, grazie a questa minuziosa ricerca e generosa offerta, ci permette di conoscere una parte della musica passata ma che non può essere dimenticata e che fa bene, soprattutto ai bambini, scoprire.
giovedì 17 luglio 2025
Una estate di laboratori in Salaborsa Ragazzi
Una bella risorsa, una grande opportunità e un bel diversivo per la lunga estate dei giovani studenti.
La Salaborsa Ragazzi organizza una serie di laboratori dedicati alle prime nozioni informatiche. Realizzato da due giovani del Servizio Civile, il laboratorio si divide in due tipi: il primo per bambini della scuola primaria alle prime armi e il secondo, con temi e argomenti specifici, per i più grandi, iscritti alla scuola secondaria di primo grado.
I miei figli, toccando entrambe le categorie,li hanno provati entrambi e ne sono usciti entusiasti e con nuove conoscenze.
La biblioteca fornisce loro i computer per lavorare e due tutor che li seguono e gli consigliano.
I programmi usati sono Google presentazioni e Scratch da cui acquisire nozioni di base.
I laboratori accompagnano tutta l'estate degli studenti bolognesi e si svolgono nel cuore della città in forma totalmente gratuita.
domenica 6 luglio 2025
Nella Bologna romana con il Museo della Macchina del Tempo
Chiudi gli occhi, indossa un visore, e fai un viaggio nel tempo.
Da via Zamboni, cuore della zona universitaria di Bologna, ti puoi ritrovare nell'inferno di Dante, nei vicoli della Bologna turrita medievale, nei segreti di Tutankhamon o ancora sul Titanic o dentro ai quadri più famosi della storia dell'arte.
Il museo La Macchina del Tempo ci fa capire come saranno le esperienze museali forse tra una decina di anni. Nulla di statico e reale. Tutto virtuale, ma una realtà talmente perfezionata da darci l'impressione di essere lì e soprattutto da permetterci di imparare grazie ad una esperienza immersiva intensa.
Ed è proprio questo modo di vedere le cose che attrae le nuove generazioni che vivono sempre con un piede nel mondo digitale. Per loro conoscere significa venir coinvolti e poter diventare protagonisti di realtà e cività che mai avrebbero potuto conoscere e vivere. Ma niente è più impossibile.
Non c'è nulla di ludico come potrebbe sembrare ad un primo e superficiale approccio. Ma una vera e propria ricostruzione storica nata dalle ricerche di addetti ai lavori dell'Università di Bologna. Nulla è lasciato al caso. Ogni cosa, persona, luogo che incontri mentre sei nella tua esperieza virtuale è o avrebbe potuto davvero esistere in quell'epoca, in quel mondo.
I bambini varcano la porta del Museo con una aspettativa ben diversa rispetto a quella di una visita in un luogo d'arte tradizionale.
Seduti sulle loro poltrone da gamers, indossano i visori e scelgono il mondo da visitare.
I miei figli si sono ritrovati nella Bologna in epoca romana. Il viaggio ha inizio nel Teatro della città durante una rappresentazione. Ogni personaggio racconta come si svolgevano gli spettacoli, dove sedeva il pubblico e quanta importanza aveva questo luogo nella vita quotidiana. Dopo i primi quattro minuti passati all'interno del Teatro si arriva nella Domus all'interno della quale si scoprono le stanze e i vari personaggi che la vivono e ci raccontano come era arredata e cosa si faceva.
Usciti dalla Domus si inizia a vivere la città popolare, che si situava tra la via Emilia, via Indipendenza e via Rizzoli.
Qui si gira tra le botteghe all'aperto dove i commercianti raccontano del loro lavoro e delle abitudini, come quella del ruolo fondamentale del barbiere che può lavorare sia privatamente, per i più ricchi, che nelle strade per tutti.
Ogni angolo ti permette di imparare e scoprire e ogni personaggio ti parla in modo chiaro di com'era la Bologna romana.
Dopo aver visitaro la Basilica, che non svolgeva un ruolo religioso bensì giuridico, il viaggio si conclude nella piazza principale, fitta di monumenti e di attività: dalla vendita degli schiavi ai musici che animano le ore dei cittadini.
Venire al Museo della Macchina del tempo significa imparare, immaginare, sentire ma anche vedere. Anche i bambini riescono a scoprire senza annoiarsi. Gli restano negli occhi le cose che ha visto e ricordano le cose che gli sono state raccontate dalle guide dell'epoca.
Un museo da provare, soprattutto con i più piccoli, ma anche per famiglie e gruppi di amici che vogliono vivere insieme una esperienza storica originale e virtuale.
venerdì 27 giugno 2025
Una illusione a bocca aperta. Il Museo delle Illusioni di Bologna
Non illuderti di uscirne senza aver detto almeno cinque "wow", aver scattato almeno una decina di foto ed essere stati "ingannati" da qualche effetto ottico.
Il nostro viaggio nel Museo delle Illusioni di Bologna inizia con quadri ed opere esposte che giocano con geometrie e forme senza bisogno di effetti speciali. Due bambini cresciuti con il 4D restano immobili davanti ad opere del 500 di Arcimboldo che utilizza frutta e verdura per formare visi o a quelle meticolose e geometriche dell'olandese Escher.
Nelle sale successive si cambia registro e il viaggio diventa un gioco con stanze che ci danno l'impressione di essere sottosopra, specchi che ci confondono e proiezioni che ci portano in mondi impossibili. Un museo fatto apposta per giovani menti curiose, che amano lasciarsi confondere e sorprendere per immaginare ancora di più.
Andando avanti l'esposizione trova forse la sua parte più complessa. Ogni effetto viene spiegato. Si racconta della sua genesi e del suo perché in modo che i bambini apprendono mentre visitano. E i visi si mescolano, le dimensioni si scambiano e il mondo esterno per circa un'oretta sparisce, perché troppo scontato.
Ciliegina sulla torta per chi visita il Museo delle Illusioni con dei bambini, è la Realtà virtuale. Per i più piccoli vengono consigliate due esperieze: quella delle montagne russe e il jett a propurzione. Entrambe le esperienze sono completamente immersive e amatissime dai bambini che ci credono, le sentono e con i loro urletti dimostrano di esserci completamente dentro.
Bellissima l'esperieza per un bambino di venire a visitare il Museo con la propria macchina fotografica per gustarsi il percorso con gli effetti e il gioco di proporzioni.
Un museo, quello delle Illusioni, che non smette mai di sorprendere e piacere !
venerdì 20 giugno 2025
Diabolik, il ladro che piace ancora ai bambini
Nessuna cosa al mondo potrebbe darmi l'esaltazione che mi dà l'idea di combattere contro il mondo intero... (Diabolik, da L'assassino dai 1000 volti, 1964)
Quando un personaggio forte e affascinante come Diabolik incontra due giovani menti creative in via di sviluppo nasce un pomeriggio stimolante e produttivo.
Ho portato i miei due figli a visitare la mostra su Diabolik ospitata da Palazzo Pallavicini a Bologna.
Un viaggio nella storia di Diabolik partendo dalla sua ideazione fino a giungere alla sua rivisitazione, passando attraverso i personaggi, la sua amata Eva, le sue Jaguar E-Type e le sue armi.
E anche le nuove generazioni, figlie dell'intelligenza artificiale che realizza personaggi a misura di pubblico, si fanno trasportare dal ladro dagli occhi color ghiaccio, creato nel 1962 dalle sorelle Giussani.
Con lui nasce il fumetto nero, che nella mostra viene esposto in un'intera sala dove sono presenti tutti gli albi pubblicati dalle origini a oggi, tra cui “Il re del terrore”, il prezioso e raro numero 1.
Difronte a questo muro di fumetti i miei figli sono rimasti colpiti dai titoli, dalle copertine e dell'eleganza sempre diabolica.
La seconda parte della mostra si divide per temi: i personaggi, soprattutto le sue bellissime donne; Diabolik ed Eva, dove si racconta della loro relazione; la Jaguar, coi modellini; Il Re del Terrore, il primo numero e Visto da lontano. Bellissima anche la stanza con la proiezione che ti fa entrare nel suo mondo.
Non è un supereroe di quelli con poteri da super effetti di adesso, non è neppure una immagine positiva e impeccabile, le sue parti nobili le devi cercare nel suo amore per Eva Kant e nella precisione maniacale che mette in ogni colpo. Eppure alle nuove generazioni piace. Piace il fumetto e la sua evoluzione. Piace il suo fascino nascosto dietro una semplice tuta nera e i suoi mille gadget.
Il tutto è facilitato dalla logica con la quale il materiale viene esposto, in sale che lo rappresentano, scure ed eleganti.
Ancora una volta Palazzo Pallavicini vince la sua scommessa esponendo un personaggio di enorme fascino ma anche di grande discussione, che negli anni ha saputo ricrearsi, superare i confini nazionali e mostrarsi in mille nuove interpretazioni passando dal fumetto al Cinema.
sabato 17 maggio 2025
Siamo nati per camminare: quando il Sindaco chiede aiuto ai bambini
Ma quanto sarebbe bella Bologna se tutti i bimbi andassero a scuola in bici?
Nasce cosi il progetto “Siamo nati per camminare” promosso dal Comune di Bologna, ideato e coordinato dal Ceas Centro Antartide di Bologna insieme ai Genitori Antismog di Milano, per promuovere la mobilità sostenibile nel tragitto che porta i bimbi alla scuola primaria e i ragazzi alla scuola secondaria di I grado, come modalità di riscoperta della città, di promozione della salute, di attenzione alla sostenibilità.
Nalla nostra città 150 classi e oltre 3400 alunni hanno compilato una cartolina per chiedere al Sindaco Matteo Lepore di rendere la città più sostenibile per una mobilità ecologica: andare a piedi, in bici, in monopattino, in skateboard, in autobus, o ancora meglio il pedibus è possibile se vengono fatti piccoli, ma importanti, cambiamenti.
Un pomeriggio mio figlio è tornato da scuola con una cartolina da indirizzare al Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per suggerirgli o chiedergli delle migliorie finalizzate a rendere più facile il suo percorso casa-scuola con mezzi sostenibili. Nulla di più interessante per un bambino che, dal primo giorno di Materna, usa la bicicletta per andarci, prima nel seggiolone su quella di mamma, poi da solo. Senza pensarci tanto mio figlio Lorenzo ha chiesto al Primo cittadino di coprire le buche delle piste ciclabili in modo da potersi portare la cartella da solo, senza paura di perdere l'equilibrio.
Peccato che nella classe di suo fratello maggiore, e in nessun'altra della nostra scuola, abbiano scelto di aderire allo stesso progetto. Forse perché il nostro maestro è lui stesso un ciclista, e quindi sensibile all'argomento, forse perché nelle altre classi della scuola elementare Dante Drusiani che frequentano i miei bambini è stato considerato come una "perdita di tempo" invece di vedere la grandissima attualità di questa iniziativa.
Dopo aver completato la cartolina con un disegno di lui sulla sua bici, Lorenzo il giorno successivo ha riconsegnato la cartolina a scuola, e come lui hanno fatto i suoi compagni di classe.
Dopo un paio di mesi passando dalla Sala d'Ercole di Palazzo d'Accursio di Bologna ho visto il poster che presentava la mostra delle cartoline più significative del progetto Siamo nati per camminare. Sono entrata, ho cercato il nome del nostro istituto e, sotto, c'erano quattro cartoline selezionate dalla nostra classe. Quella di Teodoro, che chiedeva più ciclabili, quella di Giulio che puntava il dito sulla scarsa illuminazione sulle corsie ciclabili, quello di Cloe che sottolineava come i lavori del tram in via Emilia Ponente non facilitassero il percorso casa - scuola e infine quella del mio piccolo Lollo! Da mamma ciclista mi sono sentita molto orgogliosa e felice che le sue parole, semplici e spontanee, avessero avuto una vetrina tanto preziosa.
Dopo aver fatto un video e averlo condiviso con gli altri genitori della classe, ho aspettato con ansia l'uscita di scuola per raccontare a mio figlio di questa sua piccola grande vittoria. Naturalmente Lorenzo ha fatto i salti di gioia, con le sue frasi meravigliose: "Ora il Sindaco mi conosce, sono famoso mamma, è più importante questo di vincere la Strabologna!".
Pochi giorni dopo ho portato Lorenzo a toccare con mano il suo orgoglio, visitando la mostra insieme.
Bella l'iniziativa, bella la vetrina che è stata scelta per valorizzarla e bello vedere che alcuni insegnanti ancora credono in queste piccole cose che, per i nostri figli, sono grandissime.
lunedì 5 maggio 2025
George Simeon: una mostra senza bambini
Ogni tanto un blog dedicato ad eventi da fare con i bambini deve parlare di quelli da fare da soli. Perché anche mamma e papà ogni tanto meritano di prendersi un pomeriggio e fare qualcosa solo per loro. E se le altre fanno shopping, io vado a vedere la mostra di uno dei miei scrittori preferiti.
Ok, forse sono di parte, perché lui era belga ed io vengo dal Belgio. Perché lui da me si studiava a scuola. Perché l'ho sempre potuto leggere in lingua originale, ed è tutta un'altra storia. Ma quando ho visto la prima volta che il Cinema Modernissimo avrebbe ospitato le foto di George Simenon sono rimasta sorpresa ed emozionata.
Pochi giorni prima di andare a visitare la mostra un signore al bar mi ha detto: "non ci portare i bambini. È una mostra buia e soprattutto non te la godresti". Ho seguito il consiglio.
Un lunedi pomeriggio prima della fine dell'anno scolastico, quindi, mi sono concessa questa "uscita libera".
Curata da Luca Farinelli e John Simenon, la mostra "George Simenon. Otto viaggi di un romanziere" ti porta in giro alla ricerca delle radici dello scrittore nato a Liegi. Grazie alle fotografie, ma anche alle carte, agli articoli di giornale e alle immagini dei film tratti dalle sue opere si impara a conoscerlo non solo come noto "padre" di Maigret, ma anche come viaggiatore, amante, marito, uomo e padre.
E ne viene fuori un uomo complesso: seduttore ma anche insicuro, forse per il rapporto controverso con sua madre "morbosamente emotiva, ma insensibile alle emozioni degli altri" che influenza certamente il suo rapporto col genere femminile.
Il lungo percorso inizia dalla storia di Liegi, luogo di nascita di Simenon, ai primi del '900 e dalle foto di lui da bambino insieme alla sua famiglia, per poi proseguire con la sua avventura da documentarista in giro per il mondo in una barca da pesca con la sua prima moglie, Tiny, una pittrice che lo ritrae in più occasioni e lo affianca in questo lungo viaggio. L'esposizione cambia aspetto con la nascita di Maigret, negli anni 30, che raggiunge oltre 50 paesi, per poi concludersi con il Cinema dove i suoi romanzi diventano dei film. Un unico fil rouge: la sua infinita e instancabile voglia di scrivere, sempre e di tutto, con passione e tecnica.
Tra i momenti più "attivi" del tour certamente c'è la sua collezione di pipe, che lui inizia a fumare all'età di 13 anni e non smette più, e la cabina telefonica dove, dall'altro capo della cornetta si può udire la sua voce, che, come in altre occasioni, racconta di sé stesso e delle sue ispirazioni, sempre in un francese pulito e semplice.
Esco dalla mostra su Simenon con la voglia di scoprirlo in opere che non ho ancora letto per trovare quelle parti di lui dimenticate nei suoi personaggi.
sabato 26 aprile 2025
Se Che Guevara vivesse oggi sarebbe un influencer
Noi avevamo le magliette, i poster e le spille con la sua faccia sopra, per esporre la nostra voglia di rivoluzione e ribellione. Ma chi è Che Guevara per i bambini di oggi? Cresciuti con i miti degli youtubers e dei supereroi, i giovani di questo millennio ignorano l'importanza iconica e storica di Ernesto Guevara de la Serna, universalmente conosciuto come Che Guevara.
È per questo motivo che ho deciso di portare i miei figli alla mostra CHE GUEVARA tú y todos ospitata dal Museo Civico Archeologico di Bologna, dal 27 marzo al 30 giugno 2025.
Oltre alle foto e al materiale documentaristico inedito dell’archivio del Centros de Estudios Che Guevara a L’Avana la mostra insegna ai piccoli visitatori i momenti cruciali della vita di Che Guevara, anche come uomo e non solo come combattente, raccontando dei suoi ideali e dei suoi legami affettivi.
I miei figli sono rimasti ipnotizzati dalla tenda che svela le sue foto ad ogni contatto, dalle lavagne interattive e dalla sua moto e la sua bici, che lo rendono vivo. Hanno così visitato la mostra con la bocca piena di "perchè". Se la società odierna è carente di figure così forti, infatti, i ragazzi di oggi si chiedono come si possa essere tanto "iconici" senza apparire sui social o lanciare qualche hastag. Eppure il suo "hasta la victoria siempre" infondo era quello. Un grido, una filosofia ma anche un modo di raggruppare tutti sotto un ideale di ribellione. Se Che vivesse oggi forse farebbe di tutto per arrivare alle giovani menti, anche fare l'influencer e pubblicare video virali su Instagram.
È forse questo il modo di spiegare la forza di Ernesto Guevara ai ragazzi del 2025.
domenica 6 aprile 2025
Aladdin, il Musical che piace a tutti
Ma quanto è bello quando i tuoi figli amano gli stessi personaggi con i quali sei cresciuta tu?
Portare i miei bambini a vedere il Musical di Aladdin al Teatro dell'Osservanza di Imola è stata una emozione doppia: per loro e per me.
Una fiaba che mette d'accordo due generazioni completamente diverse e che ancora oggi fa sognare tutti.
Rivivere le avventure del principe Alì di Ababua che, insieme ad Abù e al suo fidato Genio ce la metterà tutta per conquistare il cuore della principessa Jasmine e successivamente si impegnerà per salvare il regno dal perfido Jafar, È ancora più bello a teatro, con musica e balletti della Dreaming Academy, fondata a Padova nel 2012.
Dopo aver letto il libro e aver visto il film della Disney, i miei figli, simpatizzanti soprattutto per il Genio, erano felicissimi di andare a vedere Aladdin anche a teatro. Siamo arrivati ad Imola nel pomeriggio e, a due passi dalla Rocca, abbiamo trovato il Teatro dell'Osservanza.
Lo spettacolo inizia subito con un coinvolgimento totale grazie al brano Le notti d'Oriente. Sul palcoscenico attori e ballerini giovanissimi trascinano con balletti ma anche battute adattate ai tempi d'oggi.
I bambini, ma anche i più grandi, seguono in silenzio ma canticchiando le canzoni e battendo il piedino a ritmo.
Se Aladdin e Abu sorprendono per la sintonia e il ritmo, Jago coinvolge per la sua ironia pungente e la giovane Jasmine affascina per la sua voce precisa e acuta. Ma il fiore all'occhiello è il Genio che prende il palco e gli spettatori e li fa suoi.
Un pomeriggio che lascia ai piccoli spettatori una passione per il musical e una voglia di credere ancora nelle fiabe.
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