sabato 29 agosto 2026

Un viaggio tra pesci volanti e scheletri maestosi. Visita al Museo di Zoologia

 Guardare un Pesce Luna che fluttua nel cielo, camminare fianco a fianco con orsi e tigri e  mettere la testa nella bocca gigante dello scheletro di un Capodoglio. 

No. Non è fantasia. È la Collezione di Zoologia dell'Università di Bologna, uno dei musei più importanti d’Italia. Istituito nel 1860, conserva materiali provenienti da collezioni del XIX-XX secolo, trofei di caccia africani e due grandi diorami di ambienti italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, oltre a esemplari affascinanti.



Il nucleo originario della raccolta è costituito dalla collezione cinquecentesca del naturalista Ulisse Aldrovandi e dai reperti provenienti dalle collezioni Cospi e Marsili, riuniti nel corso del XVIII secolo all’interno dell’Istituto delle Scienze.

In anni recenti sono state fortemente incrementate e riordinate le raccolte etnologica e malacologica, fruibili da parte degli studiosi, mentre sono esposte le collezioni ornitologiche, i trofei africani, i diorami, le raccolte sistematiche dei più importanti gruppi animali e la collezione Altobello comprendente anfibi, rettili e mammiferi.

Ad accogliere i miei figli c'è subito il grande esemplare di Pesce Luna (Mola mola), trovato sulla costa della Romagna nella prima metà degli anni ’40 che vola sulle loro piccole testoline sorprese, nel grande atrio del Museo.



Proseguendo la visita, i miei due ragazzi si perdono tra scheletri maestosi e animali impagliati che mai avrebbero potuto immaginare di poter osservare da tanto vicino. Tra le grinfie di spietati felini e l'apertura alare maestosa di plendidi uccelli hanno fatto mille domande e si sono lasciati incuriosire da ogni particolare. 

Essendo una mamma completamente contro la caccia e la violenza sugli animali mi sono chiesta a lungo se questo luogo fosse adatto al tipo di educazione che tengo a dare ai miei figli. Alla fine ho scelto di portarli perchè nelle sale della Collezione non c'è nulla che parli o appoggi la caccia e i bambini riescono ad imparare e a comprendere di più sul vasto regno animale, ritrovandosi a cospetto di enormi esemplari che mai potranno osservare e a scoprire la grandiosità anche anatomica di alcune specie. 

Il Museo di Zoologia fa parte del Sistema Museale d'Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna - SMA.

domenica 23 agosto 2026

Lo scarabocchio, impulso di creatività. Giuseppe Chiari al MAMBO

 Si chiama produzione di esperienza ed è l'idea artistica di Giuseppe Chiari che, come pochi, riesce a far sposare Arte e Musica nelle sue opere. 

In occasione del centenario della sua nascita (Firenze, 26 settembre 1926 - Firenze, 9 maggio 2007),  dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta Giuseppe Chiari 1926 - 2026. Partitura per un museo, una mostra curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari e voluta con l’intento di restituire una lettura critica complessiva della produzione di Chiari, riconosciuta come una delle più rilevanti nel panorama dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.



Mi interessava portare i miei figli a visitare questa esposizione per la creatività con la quale l'artista riesce a mettere in arte la musica. 

Chiari è, infatti, un matematico ma anche un musicista jazz. Le sue opere d'arte sono l'espressione di questo amore per la musica: infatti strumenti musicali e spartiti sono i protagonisti dei suoi collage e assemblaggi. Giuseppe Chiari cerca di riprodurre nell'arte figurativa il gesto spontaneo di un musicista che suona uno strumento attraverso lo scarabocchio, dato d'impulso dalla creatività. Un po' come un bambino che inizia ad esprimersi con il disegno mettendo in forma figurativa i suoi primi impulsi emotivi e produce lo scarabocchio.



I miei figli hanno visitato la mostra con curiosità e interesse scoprendo, forse per una delle prime volte, un vero incontro creativo tra due grandi espressioni artistiche. Hanno sgranato gli occhi difronte ai pianoforti dipinti e usati come tele creative di collage, si sono espressi facendo "suonare la stanza", utilizzando un bastone hanno cercato e provato tutti i suoni che ci possono essere tra quattro mura, hanno curiosamente osservato i video dove Chiari sperimenta tecniche di suono.

Consiglio tantissimo questa mostra a genitori con bambini creativi e curiosi come i miei.




venerdì 14 agosto 2026

Eclissi: il "wow" che i nostri figli meritano

Quando sento dire che i bambini di oggi non riescono più a sorprendersi, a restare a bocca aperta, a dire "wow" perchè hanno già tutto penso che sia una frase di convenienza di quei genitori pigri che non hanno tempo e voglia di lasciare ancora i propri figli senza parole. 
Non sto parlando di un regalo costoso, dell'ultima edizione del videogioco o di attività magari pericolose e non adatte ai più piccoli. Parlo di trovare lo stupore nelle cose che ci circondano, nella bellezza di un panorama, nella sorpresa che può regalarci un'opera d'arte o nel meraviglioso spettacolo che, ogni mattina e ogni sera avviene in cielo col sole che arriva e va via. Ed è proprio il cielo, questa estate, ad averci regalato una ghiotta occasione per stupire i nostri bambini e lasciar loro un ricordo indelebile.

Sto parlando dell'eclissi solare che, il 12 agosto, ha finalmente portato gli occhi di molti dallo schermo di un telefono all'immesità sopra di noi.
Ma quanti sono i genitori che hanno trascinato i propri figli in questa esperienza? Ho provato a capirlo, vivendola con i miei due ragazzi di 12 e 9 anni.



Per far assistere i miei figli all'eclissi io ho deciso di portarli sul terrazzo, o lastrico solare che dir si voglia, che si trova sopra il palazzo dove abitiamo, nella prima periferia di Bologna. Noi ci siamo saliti con uno scolapasta, per vedere come il riflesso dei buchetti sul muro cambiasse nel corso del processo. Avevamo cercato gli occhialini adatti nei giorni precedenti tra ottici e farmacie, ma senza successo, e questo non ci ha bloccati.
Nel salire, alle 19 e 30 di un mercoledì di metà agosto, ero certa di non trovare il pienone, ma non mi aspettavo di non trovare assolutamente nessuno, nonostante il condominio fosse ancora semi pieno di gente già rientrata dalle ferie, come noi, o in procinto di partire per ferragosto. 
E invece sul quel terrazzo c'eravamo solo noi, tre persone, un adulto e due ragazzini, carichi come una molla per quella esperienza. 
Io negli occhi avevo ancora il ricordo dell'eclissi solare del'99, vista a casa di mio nonno, in Puglia, con mio fratello e mia madre. Ho raccontato loro quello che sarebbe successo, con parole semplici ho provato ad alleggerire la lieve paura che avevano di un fenomeno che facevano fatica a capire.



Inizialmente il cambiamento è stato talmente lieve da lasciarli quasi delusi, ma quando alle 20 il cielo è davvero cambiato e, l'unico vicino salito in terrazza ci ha offerto delle lastre per poter vedere il cambiamento del sole in modo chiaro ed evidente, tutto è diventato magico. Ho sentito quei "wow" tanto speciali, ho ascoltato le loro domande e provato a rispondere e li ho visti godersi ogni istante di quel fenomeno raro. Il riflesso dell'eclissi quasi totale spiccava sui vetri dei lastrici solari e rendeva la visuale perfetta, da quell'altezza. Finchè il cielo non si è scurito del tutto. 
È stato bellissimo, sorprendente e indimenticabile. Ma è stato anche semplice e naturale per me portarli lì per assistere a questo regalo della natura. 



Nei giorni successivi ho chiesto in giro alle mamme che incontravo se avessero fatto assistere i propri figli a quel momento e le risposte mi hanno svuotata. Ho sentito dire che al bambino non interessava, che se lo erano scordate o che non l'hanno fatto perchè avevano paura non avendo gli occhiali adatti.

Credo che in queste frasi sia descritta la genitorialità di oggi: pigra, senza entusiasmo e molto egoista. 
Crescere i figli significa accompagnarli nella prima fase del viaggio della loro vita con entusiasmo, curiosità, grinta e passione. Provateci. Perchè i nostri bambini meritano le stelle negli occhi, le farfalle nello stomaco e tantissimi "Wow!".