venerdì 16 ottobre 2026

Da Gaudì a Picasso. L'arte del Novecento negli occhi dei bimbi

 Giocare a chiudere gli occhi e a ritrovarsi nella Barcellona dei primi del Novecento. Tra caffè, vie e passeggiate in riva al mar Mediterraneo.

Deve essere così visitare una mostra di altissimo livello culturale e storico con un bambino: un gioco. Tutto deve essere legato all'immaginazione e al sogno, per trasmettere interesse e passione. 

Così una esposizione dedicata alle opere di grandi Maestri del Novecento,  da Gaudí fino a Dalí, passando per Picasso, Miró, Rusiñol, Mir, Nonell, Togores, Torres-García, Julio González e molti altri artisti, alcuni dei quali mai visti prima in Italia, diventa adatta anche a due bambini di oggi. 

Ospitata a Palazzo Albergati, dal 9 ottobre al 29 marzo 2027 e curata da Jordi Falgàs, la mostra, presentata per la prima volta al mondo e proveniente dalla segretissima Collezione Carmen Thyssen debutta a Bologna con oltre 100 capolavori, prima di approdare nella collezione permanente del futuro Museu Carmen Thyssen Barcelona.



Oltre allo straordinario fascino estetico, queste opere sono un invito alla scoperta: quella di un periodo unico e irripetibile che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’30 del Novecento, quando a Barcellona si incrociano le traiettorie di grandi artisti e architetti. Alcuni sono nati nella città stessa, altri sono arrivati dal resto della Spagna, dall’Europa o dal Sud America. Tutti loro hanno mantenuto un intenso dialogo con Parigi e hanno contribuito a gettare le basi della grande rivoluzione artistica che avrebbe dato origine alle avanguardie del XX secolo, dal cubismo al surrealismo.

Agli occhi di un bambino questi dipinti appaiono potenti trasmettendo già fascino e stupore. Anche i più piccoli, infatti, ne percepiscono e capiscono l'innovazione di un linguaggio artistico in evoluzione e la maestria della pennellata. Si gioca sulle preferenze: "a me piace più quello perchè è più colorato", "io preferisco quell'altro per il paesaggio" e anche questi nomi che spesso mettono quasi timore diventano intimi, perchè ci regalano un'emozione.



Molti dei pittori più famosi presenti, come Picasso e Dalì, i bambini magari li hanno già sentiti pronunciare grazie ad una lezione di arte a scuola o a libri che raccontano loro di opere famose. Vedere dal vivo queste pennellate eterne diventa fonte di curiosità ed emozione, soprattutto se il genitore dà il giusto peso all'esperienza. 



Il percorso espositivo permette loro di entrare nel periodo storico anche grazie a sale arredate con vetrate e caratteristiche architettoniche tipiche della Barcellona del Novecento. I bambini vivono la visita come se fosse un film dei quali sono protagonisti. 

Consiglio la visita a famiglie con bambini di ogni età che potranno tenere nei loro ricordi pezzi di storia dell'arte.


sabato 10 ottobre 2026

Tutankhamon arriva a Bologna. Con i tuoi figli nella tomba, tra il tesoro e la maledizione del faraone.

 Immagina di portare tuo figlio dentro una tomba. Ma non una tomba qualsiasi, bensì quella di un faraone, anzi del faraone per eccellenza: Tutankhamon.

Halloween si avvicina ed è giusto restare in tema. Il brivido si unisce alla sorpresa in una visita dal carattere completamente immersivo. 

Arriva a Bologna, dal 3 ottobre, nella centralissima location di Palazzo Belloni, l'esposizione “Tutankhamon: La tomba, il tesoro, la maledizione”.

La mostra presenta le uniche repliche ufficiali, certificate dal Ministero delle Antichità Egiziano, dei reperti più rappresentativi del grande tesoro di Tutankhamon. Un’ampia esposizione fortemente evocativa propone il ricchissimo corredo funerario, le fasi dell’eccezionale scoperta e le numerose storie straordinarie che l’hanno accompagnata.

Oggi gli oltre 5.000 oggetti del tesoro di Tutankhamon sono riuniti, per la prima volta nella storia, nel Grande Museo Egizio del Cairo (GEM), inaugurato nel novembre 2025. Proprio grazie alle repliche che stanno affrontando un tour mondiale, questo inestimabile patrimonio è offerto alla conoscenza del grande pubblico.

Anche se pensata per tutti, questa esposizione è davvero perfetta per i più piccoli. 



Il percorso della mostra, infatti, è arricchito da approfondimenti appositamente dedicati ai bambini, che rendono tutto più chiaro ed interessante, facilitando la comprensione degli oggetti e delle ambientazioni e svelando numerose curiosità sulla vita del faraone bambino e sulla sua affascinante storia.

Ma la parte che coinvolge di più i giovanissimi è la realtà virtuale. L'ingresso in questo mondo visivo, infatti, dà quasi l'impressione di toccare con mano la più grande scoperta archeologica del XX secolo, avvenuta nel 1922 grazie all'archeologo Howard Carter.

L'intera visita, sia reale che virtuale, è guidata da lui infatti, che racconta, coinvolge e svela segreti della scoperta.



Spiando da un foro della parete sigillata della tomba, mentre la luce della candela faceva brillare il tesoro del faraone, infatti, Carter affermò: "Vedo cose meravigliose". Ed è proprio quello che dicono i bambini davanti al brillare di ori e gioielli che appaiono (virtualmente) difronte ai loro occhietti.

I miei figli sono usciti dalla mostra con un bagaglio di conoscenze in più, che si porteranno sui banchi di scuola studiando l'Antico Egitto, ma anche emozionati, divertiti e affascinati da una visita che ha dato loro l'impressione di essere dentro quello che stavano guardando, di non restare spettatori ma diventare veri protagonisti e tornando a casa potranno giocare a scoprire tesori nascosti come dei piccoli archeologi. 





sabato 3 ottobre 2026

Elliott Erwitt, L’arte di osservare...con gli occhi di un bambino

 Cosa c'è di tanto speciale in una fotografia da trasportarti immediatamente nel posto un cui è stata scattata? È questo il gioco che, insieme ai miei due figli, ho deciso di fare oggi visitando l'attesissima mostra dedicata a Elliott Erwitt e ospitata dal 1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 al Museo Civico Archeologico di Bologna.

L’arte di osservare, questo il titolo scelto per l'esposizione, ci fa viaggiare da Parigi a New York e poi tornare in Italia, a Milano, Roma e Palermo grazie allo sguardo di uno tra i più importantanti fotografi del Novecento.



Curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, Orion 57 e LGS SportLab, la mostra nasce dal desiderio di andare oltre la dimensione iconica che ha consacrato Erwitt alla fama internazionale per restituire, attraverso le sue fotografie, il ritratto più intimo e personale dell’autore: l’uomo dietro l’obiettivo, il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.



Visitando la mostra anche gli occhi dei più piccoli si trovano in improvvisa familiarità con l'artista. Sembra di viaggiare con lui. Probabilmente la forza del linguaggio di Erwitt è nella enorme semplicità delle sue fotografie. Piene di emozioni ma essenziali nel loro contenuto. D'impatto immediato, grazie al loro bianco e nero, ma profondissime per la vivacità dei soggetti. Ironica ma anche complice che permette il riconoscimento di una comune imperfezione, della nostra vulnerabilità e, proprio per questo, della nostra umanità.

Dai cani, alle bici, ai luoghi della casa e della città. Da pezzi di storia, come il funerale del presidente John Fitzgerald Kennedy a momenti di vita familiare.

Il percorso riunisce circa un centinaio di fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, accostando alle immagini entrate nell’immaginario collettivo un importante nucleo di opere provenienti da frammenti di biografia, da esperienze private, da incontri e momenti apparentemente ordinari, per superare immediatamente i confini della vicenda individuale e diventare racconto universale.





Ed è tutto quello che sente un bambino. Sente la possibilità di entrare nell'intimità di questo grande artista e sentirla, e vederla. E questo piace. Piace tantissimo al bambino capire, conoscere e riconoscere quello che vede.

Questa esposizione sembra pensata per essere visitata con i più piccoli e per farli innamorare dell'arte della fotografia.