sabato 27 gennaio 2024
Il Piccolo Principe diventa un burattino
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”.
Così in un pomeriggio di fine gennaio, si può tornare bambini tutti insieme. Come? Seduti in un teatro davanti alla storia de "Il Piccolo Principe" raccontata per la prima volta attraverso l'arte dei burattini.
Tutto diventa magico, speciale, e ci ritroviamo in viaggio accanto all'aviatore, ideato da Antoine de Saint-Exupéry, che è costretto ad un atterraggio d’emergenza nel deserto del Sahara, lontano da ogni forma di civiltà̀ senza scorta di viveri e d’acqua. Ed è proprio qui che questo aviatore incontrerà̀ un bambino speciale, biondo e bellissimo: il Piccolo Principe.
Un incontro che, proprio come questo pomeriggio passato insieme ai nostri figli, regalerà momenti di magia e di profondità e ci farà viaggire da un pianeta all’altro, incontrando strani personaggi che ci fanno ridere ma anche riflettere sul significato della vita, del valore dell’amicizia e del rispetto per l’altro. Valori che vanno sempre rispolverato, sia per i piccoli che per i più grandi, i quali potranno così ritrovare il bambino che è nascosto dentro di loro.
La particolarità di questo spettacolo, portato in scena dalla compagnia “Teatro Umbro dei Burattini” è proprio che questo grande classico della letteratura mondiale prende per la prima volta forma attraverso i burattini, portando i piccoli in una atmosfera artistica ma anche realistica e narrativa molto forte.
I bambini, di età molto varia, restano sempre a bocca aperta davanti alla magia dei movimenti, delle forme e dei colori di questi personaggi magistralmente interpretati da grandi professionisti che riescono a dar loro vita e forma.
I burattini della Compagnia Umbra, infatti, essendo di grandi dimensioni, lasciano un impatto ancora maggiore. Sono fatti interamente in legno e tutti dipinti a mano, delle vere e proprie opere d’arte realizzate da un anziano artigiano torinese. Mentre le musiche dello spettacolo, tutte originali, sono composte da Giuliano Ciabatta in arte “Paco”, musicista e compositore, con al suo attivo prestigiose collaborazioni con artisti di livello nazionale. Una fra tutte quella con Lucio Dalla.
Un bellissimo regalo da farci per vivere una esperienza profonda ed emozionante insieme ai nostri figli.
venerdì 26 gennaio 2024
Il Giorno della Memoria, visto da un bambino
Anche i bambini devono ricordare, cose che non hanno fortunatamente mai vissuto ma che fanno comunque parte di loro. Perché i loro bisnonni c'erano. Perché la Regione in cui vivono è stata ferita da quei tragici eventi. Perché il mondo in cui diventeranno grandi ha bisogno di non ripetere gli errori del passato.
E devono imparare che «La libertà non è oltre il cancello. È qui, nel cuore». Così dice Sassolino, il protagonista della mostra di Palazzo d'Accursio a Bologna pensata proprio per i più piccoli per affrontare il tema della Shoah, riportando in vita una storia ancora poco nota in Italia, come quella del bosco di Paneriai.
È l’estate del 1943 e tutto sembra essere distrutto quando un sassolino porta un messaggio di amicizia, speranza e sopravvivenza. Grazie a questa mostra che trae sua ispirazione dall'omonimo albo illustrato di Marius Marcinkevičius, illustrato da Inga Dagilė (edito da Caissa Italia, 2021), Sassolino, la memoria del massacro di oltre quarantamila ebrei viene affrontata con delicatezza e sensibilità, attraverso una struggente storia d’amore e d’amicizia.
Nel vedere questa rappresentazione i bimbi si pongono domande, fanno paragoni, sentono il dolore ma anche la magia e la forza delle piccole cose che mette in luce quello che abbiamo in comune più delle nostre differenze. E in comune i bambini di tutto il mondo e di tutte le epoche hanno sempre avuto la fantasia, la vitalità e la gioia di condividere. Valori che ancora oggi dovrebbero impedirci di coinvolgerli in guerre dolorose e distruttive.
sabato 20 gennaio 2024
Il migliore amico dell'albero è l'uomo. La mostra
Se insegni a tuo figlio ad amare gli alberi gli insegni, in realtà, molto di più. Il rispetto della natura, il fascino della grandezza, il meccanismo perfetto delle stagioni e la varietà di specie, fiori, frutti.
Ma dietro alla perfezione di un albero c'è anche il lavoro di alcuni uomini, quelli del Corpo forestale dello Stato, oggi chiamato Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, che custodisce, cura e tutela il patrimonio forestale.
La mostra "gli uomini che piantavano alberi", realizzata nelle Scuderie della Salaborsa di Bologna in occasione dei 200 anni dalla fondazione del Corpo forestale, racconta attraverso fotografie, documenti, disegni e oggetti, proprio di una comunità di uomini e donne che si sono adoperati per ampliare e poi tutelare il patrimonio forestale e naturale del nostro Paese.
Fondato nel 1822 questo Comando dei Carabinieri, partito dalla Sardegna, ha poi interessato tutto il territorio italiano. E questa esposizione si concentra soprattutto sul lavoro svolto nel territorio dell'Emilia Romagna, in particolare in quello appenninico che è stato realmente trasformato dall’azione delle popolazioni montane nel corso della storia, affrontando temi quali la trasformazione del paesaggio, la vita e il lavoro delle popolazioni dell’Appennino, i progetti di sistemazione idraulico- forestali, la biodiversità, l’educazione e la cultura forestale.
Attraverso le immagini i bambini si rendono quindi conto della forza della natura che però può e deve sposarsi con la cura e l'aiuto dell'uomo per proseguire forte e duratura.
La mostra prende il nome dal racconto dello scrittore francese Jean Giono, che, nel libro “L’uomo che piantava gli alberi” narra la storia fantastica del pastore Elzéard Bouffier che, con la sola forza del suo impegno, riesce a far nascere una foresta in un’arida vallata ai piedi delle Alpi francesi cambiandone e migliorandone il destino. Un libro profondo e concreto che i bambini possono già capire e apprezzare, dato che regala una morale importante, quella di imporre sempre le proprie volontà e i propri sogni per cercare di migliorare questo mondo un po' malandato e ferito in cui viviamo.
Visitabile liberamente o insieme ad una guida, la mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bologna e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e di Genus Bononiae.
domenica 14 gennaio 2024
Ma quanto è magico il violino?
Quando un museo diventa anche un percorso, per imparare come nasce, come si crea e come suona...un violino.
Per i bambini i musei più adatti sono proprio questi, quelli che ti coinvolgono e ti portano, passo a passo, nel tema. Siamo così entrati nel fantastico mondo del re dell'orchestra sinfonica, del più noto tra gli archi, dell'arte dei liutai. E per scoprirlo siamo venuti dove tutto è iniziato: a Cremona.
Secondo numerosi studi, infatti, è proprio in questo capoluogo lombardo che si identifica l'apparizione dei primi violini. Ed é qui, infatti, che ha sede il Museo Stradivari, che prende il nome dal più grande dei liutai italiani, nato proprio a Cremona nel 1644, e che, oltre ai suoi famosissimi violini metteva al mondo nella sua bottega anche viole, violoncelli, chitarre e arpe.
Nelle dieci sale del Museo si può ripercorrere la storia e la nascita di questo elegante ed eclettico strumento, dai suoi primi vagiti nelle prime due sale "Le origini del violino" e la "bottega del liutaio", dove forse i bambini possono vedere i pezzi che daranno forma allo strumento; all'esperienza immersiva in 3d, anche questa molto amata dai piccoli, e all'emozionante "scrigno dei tesori" dove si possono ammirare alcuni tra i più importanti strumenti dei grandi maestri classici cremonesi appartenenti alla collezione del Comune di Cremona e della Fondazione “Walter Stauffer”, come appunto i celebri strumenti di Antonio Stradivari, tra cui il violino Il Cremonese (1715) e di vari esponenti della famiglia Amati e Guarneri.
Si passa successivamente alla parte più storica, con le sale dedicate agli strumenti premiati con medaglia d’oro in vari concorsi, per terminare nella Sala 10, lo spazio
delle conferenze Giuseppe Fiorini dove, oltre ai filmati è possibile ascoltare il suono di alcuni tra i più importanti strumenti storici delle collezioni del Museo del Violino. Sulle pareti si possono inoltre ammirare i profili dei liutai cremonesi che raccontano storie importanti professionali, sottolineando come la liuteria a Cremona sia un giacimento culturale prezioso, un’espressione dell’autenticità del luogo, un vantaggio competitivo impossibile da replicare.
Molto coinvolgente per i bambini il percorso con le domande e i video con il quale loro possono interagire ed imparare.
Un modo per far avvicinare e incuriosire i bambini verso uno strumento di enorme prestigio e storia, ma anche per mostrare loro l'arte che c'é dietro alla sua creazione e l'unicità dei suoni che regala.
Da apprezzare il fatto che il biglietto d'ingresso zia gratuito per i bambini minori di 11 anni. La musica ringrazia, e i genitori anche.
venerdì 12 gennaio 2024
Lucio, bimbi, era così...
Quando sei bolognese, di adozione o di nascita, Lucio Dalla è per te una colonna sonora, un ritornello da canticchiare ogni volta che passi da Piazza Maggiore, che per te è sempre un po' Piazza Grande, un motivo d'orgoglio quando vai in altre città e si parla di musica italiana.
Anche se Lucio non l'hai mai conosciuto, sentito dal vivo o visto esibirsi perché magari sei troppo giovane, di lui ti hanno parlato, ti hanno fatto ascoltare i suoi brani, ti hanno mostrato la sua casa passando da via d'Azeglio.
Ed è per questa ragione che ho deciso di portare i miei bambini a visitare i luoghi dove Lucio Dalla ha vissuto. Le mura nelle quali ha cantato, si è ispirato, ha amato. Perché conoscere la propria città significa anche conoscere l'arte che la caratterizzano. Dai musei ai monumenti storici. E Lucio è arte. Lucio è nelle strade, nella cultura, nella vita bolognese. Perché ha sempre vissuto tanto la città. Lo vedevi al bar all'angolo o allo Stadio. E lo incontravi uscire proprio dal portone di questa casa che si trova in pieno centro, perché chi ama Bologna ama proprio il cuore pulsante dei suoi vicoli, dei mercati, dei locali che la compongono.
La visita è iniziata con il raduno in Piazza Celestini, dove affaccia l'appartamento.
La casa di Lucio, infatti, si trova al piano nobile di un pregevole Palazzo Bolognese originario del ‘400 che all’inizio del ‘500 divenne di proprietà della famiglia Fontana il cui blasone è dipinto negli affreschi della Bottega di Antonio Basoli e Felice Giani che decorano i saloni.
Si sale quindi nella abitazione che, come per ognuno di noi, racconta di lui, dei suoi gusti e delle sue passioni con un mix di stili, epoche, copie di opere e preziosi originali, oggetti di valore e cose di poco conto che descrivono perfettamente il suo essere un artista eclettico e originale che toccava vari ambiti, dalla musica al cinema, dalla fotografia alla poesia.
Anche i bambini restano affascinati dalla quantità di oggetti e opere presenti, come la ricca collezione d’arte, dagli artisti del ‘500 ai contemporanei e i “premi” come lui li definiva, collanine o confetti dorati, che l’ ”eterno bambino” adagiava su opere e oggetti per ripagare, a modo suo, l’emozione che gli suscitavano.
Stanza per stanza si ripercorre la sua vita e il suo lavoro.
La “stanza Caruso", ad esempio, è sede della Pressing Line, etichetta discografica fondata e presieduta da Lucio Dalla che negli anni è stata artefice di alcuni tra i suoi album di maggior successo come Dallamericaruso, Dalla-Morandi, Cambio, Canzoni.
Mentre nella “Stanza delle Colonne” si può godere dello splendore dei Palazzi bolognesi con i suoi soffitti alti e affrescati da artisti della scuola di Antonio Basoli, esponente del neoclassicismo.
Ma il preferito dai bambini, che pongono mille "perché" nel corso di questa visita così "intima", è lo “Studio di Lucio”, una piccola stanza, ufficio e studio personale dell’artista dove lui amava sedersi sulla poltrona vicino alla finestra per ricevere i suoi collaboratori o gli ospiti per riunioni “ristrette”. Qui si ritrovano forse i suoi oggetti più cari.
Alla fine di qusto pomeriggio a casa di Lucio per i bimbi, ma anche per noi, le sue canzoni prendono un sapore più confidente. Come se ora potessi immaginarti dove sono nate, dove sono state scritte e cantate la prima volta e da cosa sono state ispirate. E questo artista, già molto presente nelle nostre giornate cittadine, diventa ancor più vicino a noi, ora che ci ha aperto la sua bellissima casa.
Ancora grazie, Lucio, per continuare ad essere musica per noi bolognesi venuti da lontano e per i nostri figli che non ti hanno mai conosciuto ma che ti ascoltano sempre come se tu fossi ancora qui insieme a noi!
domenica 7 gennaio 2024
Nella Fantasia Disney, con Topolino
Un bambino, messo davanti all'arte, davanti alla musica, sgrana gli occhi e lascia entrare dentro di sè il bello. Un bello che lo guiderà nella vita, gli fornirà gusto ed eleganza ma anche disciplina e rispetto.
Così al termine delle feste più amate dell'anno, quelle di Natale, è bello regalare ai bambini un attimo, calmo ed elegante, di teatro con Fantasia in Concert, con l'Orchestra Teatro Comunale di Bologna, diretta da Thiago Tiberio
Un evento firmato Disney Concerts, prodotto da Calma Management e Teatro EuropAuditorium in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e Fonoprint Studios.
Quando l'orchestra, maestosa ed elegante, inizia a suonare in armonia con le immagini Disney sullo schermo, ci si sente improvvisamente protagonisti di uno dei film d'animazione che ha fatto la storia, del genere, del Cinema ma anche della relazione video-colonna sonora. Si tratta di Fantasia.
Quando uscì per la prima volta, nel 1940, il film d'animazione Fantasia portò una rivoluzione nel mondo delle colonne sonore, grazie alla riproduzione del suono in Fantasound, un sistema in stereofonia, la prima volta per un film commerciale. Il pezzo forte è senza ombra di dubbio L'apprendista stregone, un cortometraggio delle Sinfonie allegre concepito come un ritorno di Topolino che ultimamente stava vivendo in momento di crisi.
“Fantasia” e “Fantasia 2000” sono i classici proiettati al Teatro Europauditorium di Bologna durante questo appuntamento dal titolo Fantasia In Concert, in cui l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna interpreta alcune delle pagine sinfoniche che animano i due film, come la Sinfonia Pastorale di Ludwig van Beethoven, il Clair de lune di Claude Debussy, La danza delle ore di Amilcare Ponchielli, Pomp And Circumstance di Edwar Elgar, I Pini di Roma di Ottorino Respighi e L’apprendista stregone di Paul Dukas.
Per dei bimbi d'oggi, abituati ai grandi effetti e a musiche più moderne, questa esperienza resta come un sapore nuovo, più pulito, che ti lascia un ricordo forte e del quale, si spera, non si può più fare a meno. Il sapore della grande orchestra che suona dal vivo, in un maestoso teatro, e che accompagna passo per passo le immagini del film, come una colonna sonora che si rispetti deve fare.
Molti di quei bambini presenti tra il pubblico, dopo questa esperienza, magari si avvicineranno ad uno strumento, o chiederanno di ascoltare altri pezzi classici di musica orchestrale o ancora, scopriranno quanto la musica possa raccontare le immagini senza bisogno di molto altro. Portarli a vivere questo pomeriggio di fine vacanze di Natale ne sarà, dunque, valsa la pena.
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