sabato 22 marzo 2025

Fai, le Giornate che aprono la primavera. Bologna dentro.

L'inizio della primavera va celebrato, come una rinascita e una occasione, grazie alle giornate FAI in programma per il fine settimana del 22 e 23 marzo, per conoscere parti della nostra città ancora inesplorate. Una volta una persona anziana mi disse che Bologna è come una bella donna incinta: fuori splendente ma dentro nasconde i veri gioielli. Sabato pomeriggio abbiamo preso le bici e ci siamo diretti verso una delle tappe che FAI dedica alla giornata del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: Palazzo Hercolani.
In Strada Maggiore tra ciottoli e aria del centro, si trova Palazzo Hercolani, ora sede della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Entrando in questo maestoso luogo i bambini si trovano difronte ad uno straordinario esempio di architettura neoclassica. Costruito alla fine del XVIII secolo, il palazzo conserva ancora affreschi di grande pregio e raffinati dettagli decorativi. Statue monumentali, grandi scalinate e affreschi sono la cosa che più sorprende i più piccoli. Si gira liberamente per il Palazzo ammirando, toccando e scoprendo un luogo di grande prestigio ma sempre molto vivo.
Grazie a giovani guide della FAI anche i piccoli scoprono segreti e particolari nascosti. Ma è davvero un peccato vedere che i miei figli sono gli unici bambini nel gruppo. Scoprire luoghi, storici e cittadini, dovrebbe essere di stimolo per i genitori più di un pomeriggio in un centro commerciale. Entrare nelle sale, oggi aule universitarie, emoziona i bambini che immaginano un giorno di poter studiare in questi posti, affrescati e maestosi. Grazie anche quest'anno alla FAI che ci regala l'opportunità di entrare, scoprire e innamorarsi anche della Bologna nascosta.

venerdì 7 marzo 2025

I quadri cantano Dalla. I bambini ascoltano l'arte

Se i quadri potessero parlare, forse, canterebbero dolci melodie, testi profondi e belli come quelli di Lucio Dalla. È così che un venerdì pomeriggio, dopo scuola, ho deciso di portare i miei figli a scoprire A volte basta una canzone. Lucio Dalla Canzoni in mostra, un progetto realizzato da La Fondazione Lucio Dalla e l'Archivio di Stato di Bologna in collaborazione con il pittore, urban e sound artist Kotè. Dopo aver visitato l'abitazione di Dalla qualche mese fa e dopo aver apprezzato varie iniziative immersive proposte dalla città in piazze e teatri, ho pensato che i miei bambini potessero e volessero scoprire l'unione di due esperienze: quella artistica e quella immersiva che unisce musica, pittura e tecnologia, dedicata proprio ad uno dei cantautori simbolo della città di Bologna.
Siamo entrati così in un viaggio sensoriale e multimediale, e già questo ha portato i miei figli sulla buona strada per essere coinvolti da questa esperienza. Con le cuffie nelle orecchie, infatti, si sono ritrovati ad "ascoltare" undici opere d'arte. Davanti a loro, infatti, sono stati proposti dei dipinti, ognuno dei quali accompagnati da una traccia musicale riadattata dall'artista Kotè. Gli effetti sonori creano, anche nei più piccoli, figli dell'innovazione e di un mondo fatto di stimoli, un forte impatto emotivo. Il bambino, infatti, entra in un vero e proprio viaggio multisensoriale. Il tutto avviene in una condizione "intima", dato che l'ascolto arriva in cuffia dopo aver inquadrando un QR code con lo smartphone della mamma. Così il piccolo spettatore può unire al quadro e alla musica anche la propria fantasia. I miei bambini infatti mi hanno raccontato per ogni opera la storia che è apparsa loro, l'idea che ne è nata o l'interpretazione che sono riusciti a farne.
Si parla di guerra, tema purtroppo sempre attuale, ma anche di amore, di passione e di bellezza. Tutti argomenti sui quali il piccolo spettatore ha una sua idea personale, che in questa mostra riesce ad esporre, dato che questi quadri permettono di parlare. Qui, infatti, non è richiesto silenzio assoluto ma libera espressione. Come fa la musica anche il bambino si permette di pensare, danzare, rileggere forme e colori. E Lucio Dalla torna tra noi, con la sua voce e i suoi testi che parlano sempre a tutti. Se il viaggio inizia con l'esposizione di materiale proveniente proprio dalla casa di Lucio, prosegue poi con questa full immersion sensoriale. La parte che i miei figli hanno apprezzato di più della Mostra è certamente la seconda: una stimolante installazione audio-visiva, infatti, si sposa con la voce del cantautore bolognese portando il piccolo spettatore nello spazio oscurato in cui sono disposte le tele da “ascoltare”, illuminate da luci colorate, avvolte in un’atmosfera quasi onirica, che il bambino vive come un mondo parallelo nel quale si sente libero di fantasticare. Usciamo da questa esperienza con un nuovo modo di ascoltare le canzoni di Lucio Dalla, ma anche un nuovo modo di vedere opere d'arte, non più silenziose e seriose, ma vive e musicali. E al bambino piace un sacco.

sabato 1 marzo 2025

Jack Vettriano, la chiarezza nell'arte che piace ai bambini

"Mamma, sono fotografie o dipinti?". Quando un bambino si trova davanti alle opere di Jack Vettriano vede immagini chiare, semplici ma anche di grande espressività. È questa la forza di questo artista scozzese, nato da madre italiana, amatissimo dal pubblico ma molto meno dalla critica per il suo stile forse troppo semplice e kitsch. Portando i miei figli a molte mostre d'arte, diverse tra loro, è facile capire quello che i bambini preferiscono nei quadri: la chiarezza, riconoscere quel che viene disegnato e capire quel che voleva essere espresso.
Palazzo Pallavicini questa volta ha voluto osare, ospitando, fino a fine luglio, per la prima volta in assoluto in Italia le opere di Jack Vettriano. Le grandi protagoniste delle opere di questo artista scozzese sono le donne, sensuali ma anche eleganti e romantiche. I bambini studiano gli oggetti di vita quotidiana presenti in ogni quadro. Restano incuriositi dall'utilizzo frequente dell'ombrello, si chiedono come mai gli uomini portino sempre il cappello e abbiano sempre una sigaretta in bocca e osservano incuriositi le auto d'epoca un po'in stile gangster. Come in un elegante film noir anche i piccoli visitatori seguono la mostra con silenzio e spirito critico. Perché talvolta è proprio bello capire i quadri e poterne ammirare anche solo la semplicità.

sabato 22 febbraio 2025

Le foto del babbo. Ecco, bimbi, com'era Bologna

Ma chi lo dice che facciamo tante foto solo da quando ci sono i cellulari e i social? La mostra "Le foto del babbo" ospitata dal Cinema Modernissimo a Bologna raccoglie le foto di Nino Comaschi, babbo di Giorgio che le ha raccolte e raccontate, dal 1935 al 1960, periodo in cui ha fatto il mestiere di ‘fotocronista’ per il Resto del Carlino.
Come succede ancora oggi, dalle foto di ognuno di noi si comprende il carattere, le passioni ma anche le paure e i desideri. Entrando in questa esposizione di scatti bolognesi i miei figli si sono ritrovati in una vecchia città nella quale è diventato quasi un gioco riconoscere i luoghi rimasti intatti. I piccoli si ritrovano così difronte ad una Bologna in bianconero, un po’ di traverso, fotografata col gusto del dietro le quinte, una Bologna che non avevano mai visto, e neppure noi ad essere sinceri. Ma soprattutto scoprono la Bologna della Seconda guerra mondiale, ferita, tappezzata di immagini di Mussolini, animata da giovanissimi soldati.
Le foto non sono poi molto diverse da quelle che potremmo fare oggi, magari aggiungendo qualche filtro in bianco e nero. Immagini di una Bologna viva, con carrozze e persone a passeggio ma anche del piccolo Giorgio in posa per il suo babbo. Il bambino capisce quanto l'arte della fotografia sia importante sia a livello personale, perché lascia ricordi di tempi passati insieme, sia a livello storico, come tracce da studiare per conoscere quel che è stata la nostra città.

domenica 16 febbraio 2025

Facile ironia. L'arte a portara di bambini al Mambo

L'arte passa dal gioco. O forse nasce da esso. Entrambe sono espressioni di emozioni, voglie, desideri e sogni. Facile Ironia è la mostra dedicata all'ironia nell'arte italiana fra XX e XXI secolo ospitata al Mambo in occasione di Art city.
I bambini ritrovano in questa mostra pezzi di giochi e di vita normale. Gli zainetti dai quali escono suoni e cinguettii, i disegni infantili, il grande orso di piume o il cactus gonfiabile attirano le loro menti piene di fantasia e creatività. L'esposizione si presenta subito come un modo eclettico ed originale di interpretare oggetti e spazi. I piccoli visitatori amano tanto i video con ascolti sonori che li portano nelle opere mentre restano spiazzati da alcune rappresentazioni come la fotocopiatrice con dentro il gatto morto. Mio figlio ha voluto chiedere a tutti i costi alla guardia presente se si trattava di un micio impagliato.
Tra le opere sulle quali ci siamo soffermati di più ci sono le dita di plastica, che mostrano in modo molto semplice il significato di diversità, le posate parlanti, simpatiche ma espressive e i piccioni falsi sul tetto della sala espositiva, che portano i piccoli a tirare su il naso e a comprendere che l'arte è davvero fatta di mille forme, che loro stessi creano ogni giorno nella loro quotidianità

domenica 9 febbraio 2025

Guardare Bologna dal Campanile di San Pietro

Un po'come Quasimodo nel Notre Dame di Parigi, oggi ho promesso ai miei figli di portarli sul Campanile più centrale di Bologna, quello che domina via Indipendenza e sorge, altissimo, tra le torri della Bologna turrita. Con la sua doppia torre, caso molto raro in Emilia-Romagna e quasi unico in Italia, infatti, il Campanile della Cattedrale di San Pietro è databile tra il XII e il XIII secolo. Alto 40m è anche il più antico campanile della città, mentre la seconda torre esterna tocca i 70 metri, ottenendo così il premio per la seconda torre più alta di Bologna, dopo la torre Asinelli.
Tra le cose che emozionano di più i piccoli durante la visita è la salita per la rampa in muratura che corre nell’intercapedine tra la parete esterna del vecchio campanile e quella interna del nuovo fino all’altezza di circa 40 metri. È proprio arrivati qui che si raggiunge il ballatoio che conduce alla prima di tre stanze costruite sopra il campanile antico. Salendo ancora si raggiunge la cella campanaria, che tocca i 50-55 metri di altezza. Da qui il panorama è mozzafiato e i bambini possono scatenarsi tra foto e domande: "cosa c'è lì? Quel palazzo cos'è? Da qui si vede casa nostra?". Ma non solo. Una delle cose che in assoluto provoca più domande nei bambini è il concerto di campane, il più antico di tutta l’Arcidiocesi di Bologna. Si tratta di quattro campane in bronzo, fuse in epoche differenti nei dintorni della Cattedrale, che raggiungono un peso di quasi sette tonnellate. Il concerto della Cattedrale è molto significativo per l’arte campanaria bolognese: pur non essendo il luogo d’origine della tecnica tardo cinquecentesca ancor oggi praticata in città e nei dintorni, queste campane, per dimensioni e qualità sonora, oltre che per la loro collocazione, costituiscono il punto più alto a cui un campanaro può aspirare.
Una visita che rimarrà a lungo nella memoria dei bambini, sempre curiosi e alla ricerca di nuove avventure.

venerdì 7 febbraio 2025

Arte Fiera, i colori e gli stimoli dell'ex chiesa di San Mattia.

Ogni occasione è buona per avvicinare le nuove generazioni all'arte. E l'occasione diventa ghiotta durante la settimana dell'Arte Fiera di Bologna, quando tutta la città diventa un'immensa tela, dove ognuno può scegliere l'evento che più gli somiglia, che più lo affascina, che più lo ispira, ed andarlo a visitare gratuitamente.
Per i miei figli, vivaci, eccentrici e curiosi, ho scelto quello di Alessandro Sciaraffa all'ex chiesa di San Mattia. Siamo entrati in un ambiente immersivo, quasi surreale, dove suoni, luci e vibrazioni si mescolavano per portare i visitatori all'interno di un'esperienza sensoriale unica. Per i bambini i colori e gli stimoli visivi e sensoriali sono sempre interessanti, perché regalano spunti di fantasia e gioco. L'artista, infatti, ha voluto proprio giocare sul rapporto tra l'uomo e l'universo, dove le emozioni diventano profonde e mai noiose. Ogni installazione, infatti, coinvolge una sensazione diversa, che il bambino in particolare scopre o conosce anche grazie all'arte. Partono così le domande e le riflessioni, in un ambiente sospeso come può essere una ex chiesa sconsacrata.
Ancora una volta l'evento di Arte Fiera ha permesso a tutti, ma davvero a tutti, anche ai più piccoli, di fare un piccolo passo verso l'espressione artistica.

domenica 2 febbraio 2025

Al Nerd Show con due pre adolescenti....

Ogni volta, due giorni all'anno, i miei figli (pre adolescenti) si svegliano con il sorriso in faccia, perché sanno che per una volta potranno giocare ai videogiochi senza limiti di tempo e senza regole precise. È il giorno del Nerd Show a Bologna, che quest'anno si svolge l'1 e il 2 febbraio alla Fiera.
Anche questa volta hanno deciso loro come vestirsi, per essere in tiro con i tanti visitatori che arrivano mascherati da Anime o da Supereroi. Le ore che hanno preceduto la visita sono state di "programmazione": "iniziamo dalla zona dei vecchi videogiochi e poi passiamo alle console". Per intenderci, i "vecchi videogiochi" sono quelli con i quali sono cresciuta io, nelle Sale giochi al mare o in quel bar di paese. Pac Man, i primi Super Mario o i vecchi Spiderman sono sempre tra i più gettonati anche per loro, e anche io in quella zona mi diverto sempre un sacco perché ci so giocare. Quando poi passano a quelli nuovi invece faccio più fatica, ma la grafica è talmente superiore che mi rendo conto che per loro siano più affascinanti. E ti trovi sul kart con Super Mario o in percorsi avventurosi con Sonic.
Arriva un momento, però, in cui gli occhi gli si incrociano e allora si passa alla zona shop della fiera, decisamente più dispendiosa per noi ma immancabile. Gli stand offrono pupazzetti introvabili o giocattoli rari, passando dai tatuatori di personaggi del mondo Pop che sono di grande tentazione anche per me...
Passeggiando per il Nerd Show non può mancare il tour tra i fumettisti, che affascina sempre tanto i miei figli i quali sono due grandi disegnatori, le battaglie tra personaggi delle saghe più famose e gli interventi di star di questo mondo che si confrontano sul palco. Anche quest'anno il Nerd Show si conferma all'altezza dei miei due maschi alle prese con l'ingresso in questo mondo vario e affascinante pieno di fantasia ma anche di arte moderna.

domenica 19 gennaio 2025

Un'arte divertente: la Beautiful Gallery

Quando l'arte diventa divertimento nasce la Beautiful Gallery, il modo migliore per avvicinare i bambini alla bellezza, al pensiero fatto di espressione artistica, alla creatività. Entriamo nella Galleria, di piazza XX Settembre a Bologna, con la smania di provare forme di emozione nuove. Ogni sala offre un nuovo modo di vivere la creatività. I miei figli si sono trovati a diventare parte attiva di un'opera d'arte grazie a mostre interattive e vivide installazioni immersive. Il bambino si sente protagonista il suo entusiasmo si trasforma in interpretazione.
In un'epoca in cui la foto diventa condivisione di un momento felice, la Beautiful Gallery regala sfondi ideali e scatti colorati, momenti di divertimento che si sposano con capacità di bloccare l'attimo in uno scatto. Nasce così un nuovo modo di vivere l'arte, che spesso, proprio dai più piccoli, viene vista come noiosa. In questo luogo, infatti, prende la forma di mille palline nelle quali tuffarsi, neon colorati tra cui perdersi e guerre di cuscini ad occhi chiusi.
Per circa un'ora e mezza si entra in un mondo parallelo dove il tempo si ferma e prende spazio la libertà di azione. L'ideale per dei bambini che sono ricchi di fantasia da mettere in ogni cosa che fanno. Qui si può creare, con murales da colorare, perdersi tra luci senza paura di non essere ritrovati, farsi fotografare mentre si gioca senza timore di venir sgridati, travestirsi per diventare quel che si vuole. E ogni cosa rimane, nei ricordi e nelle foto che tutti rivedranno a fine esperienza.

sabato 11 gennaio 2025

I bambini somigliano a Ligabue

"Se questo è il vostro valore, allora io sono ben lieto di non valere nulla, di essere un semplice pazzo analfabeta senza valore" Libero, nella sua vita e nelle sue espressioni. Un po' come i disegni dei bambini che realizzano quello che sentono, senza seguire regole o dettami. È forse anche per questo che ho scelto di portare i miei figli a vedere la mostra più attesa a Bologna degli ultimi mesi, quella dedicata ad Antonio Ligabue. Fino al 16 marzo Palazzo Pallavicini ospita in sette sale le opere del grande pittore espressionista italiano. Questa esposizione raccoglie 120 opere, (di cui 81 dipinti, 14 sculture, 17 disegni e 15 incisioni) che raccontano la vita, la psiche e la storia tormentata di Ligabue.
Tra le opere che più lo rappresentano ci sono senz'altro gli autoritratti, 12 quelli presenti a Palazzo Pallavicini, e gli animali: 7 tigri dalle fauci spalancate, oltre ad agili leopardi, rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza e potenti leoni: una vera e propria giungla cruda e violenta che piace tantissimo ai più piccoli. I bambini restano affascinati da forme semplici e colori vivaci. Comprendono facilmente i significati dei quadri e ammirano anche gli autoritratti dai lineamenti determinati.
Il bello di fare questo viaggio nella vita e nell'arte di questo genio creativo e incompreso con dei bambini è la semplicità con la quale essi vedono e comprendono le sue opere grazie ad un realismo quasi sconcertante, che infatti furono spesso associate ad un folklore popolare. Ma in realtà in esse c’é l'essenza più intima delle creature ritratte che trasmettono con potenza l’istinto primordiale.