"Mamma, ma chi sono Le Bolognesi ?".
Sono le donne che vivono la città, le trovi ancora sedute sui gradini di Piazza Maggiore a leggere un libro o tra le viuzze dai mattoni rossi che sfrecciano in bici o a prendere un caffè al bar. Sono in questa mostra di Antonio Masotti ospitata dalla Galleria Modernissimo.
Una serie composta da più di 5500 fotografie, tra negativi e stampe di vario formato, raccolte tra i materiali conservati presso gli archivi della Cineteca e quelli provenienti dall’Archivio privato Antonio Masotti, ora inventariate e digitalizzate.
"È come fare una passeggiata per Bologna", spiego ai miei figli che osservano le foto con curiosità e tante domande. "Ma perchè sono vestite strane?". Perchè queste bolognesi abitavano la città tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, eppure, a parte qualche particolare come gli abiti e la capigliatura, sembrano proprio ragazze di oggi perchè hanno negli occhi e nell'atteggiamento quel tipico modo di fare delle bolognesi: libere e indipendenti, forti, determinate e bellissime. Tanto da somigliare alle donne parigine, considerate tra le più chic al mondo. Voltando l'angolo, infatti, ci si trova immersi da la mostra Viva Varda, che abbiamo già visitato, e anch'essa dedicata ad una grande donna.
I miei figli ritrovano i portici, gli angoli e le luci della città che diventano tutt' uno con queste bolognesi protagoniste viste dagli occhi innamorati di Antonio Masotti. Solo una piccola parte di questi scatti sono andati a confluire all’interno del volume Le Bolognesi, edito da Nuova Abes nel 1963, con testi di Riccardo Bacchelli e Massimo Dursi, ancora oggi ricordato come uno dei libri fotografici più rilevanti del genere.
Ai bambini resta un omaggio elegante alla donna che cambia magari nel suo abbigliamento ma resta sempre uguale negli anni nel dare colore e rappresentare l'anima forte di una città. Le Bolognesi hanno gli occhi pieni e sinceri, hanno il passo deciso ed elegante e lo stile cittadino ma mai snob.
All'uscita della mostra faccio ai miei figli la stessa domanda che mi hanno fatto loro all'ingresso:
"Chi sono per voi le bolognesi?".
"Sono le cittadine di Bologna, quelle che somigliano alla città".
In questa frase c'è tutto il senso di portare dei bambini a visitare questa mostra.




























