Nella mia città c'é una strada piena di stelle, è la Strada del jazz.
Ogni volta che, passeggiando in centro, ci passo con i miei figli ci fermiamo su una stella, attacchiamo Spotify e sentiamo qualche pezzo di quel jazzista a cui è dedicata. C'è una stella per Marco Di Marco, una per Duke Ellington, una per Lucio Dalla e molte altre. Ventiquattro in tutto. Sono tutti musicisti che sono passati, hanno suonato o vissuto a Bologna.
Molte di queste stelle noi le abbiamo viste nascere, inaugurare, raccontare e poi svelare. Ed è ancora più bello quando poi ci ripassassi sopra e sai quando è stata messa lì.
Succede ogni anno, a settembre. E oggi, come da tradizione, noi eravamo ancora lì per inaugurare la stella dedicata a Stan Getz, sassofonista statunitense nato da genitori ebrei di origine ucraina che ha raggiunto il maggior successo nel periodo del cool jazz.
Stan Getz, infatti, ha suonato a Bologna il 15 e 16 ottobre 1971, esibendosi al Palasport durante la XII edizione del Festival Internazionale del Jazz organizzato da Alberto Alberti.
Ad inaugurare la sua stella quest'anno, insieme al Sindaco di Bologna Matteo Lepore, e agli organizzatori dell'evento, c'erano Francesco Baccini, Francesco Cavestri e Roberto Giacobbo.
Dopo aver ascoltato l'esibizione della Street Dixieland Jazz Band i miei figli hanno voluto seguire il corteo per vedere il momento in cui la stella è stata scoperta in via Orefici.
Da grande amante del jazz amo portare i miei figli in concerti ed eventi che danno valore ad un tipo di musica libera, divertente, mai scontata e mai noiosa, molto spesso profonda ma che insegna anche, dalla sua inprovvisazione, quanto conta saper ascoltare chi suona insieme a te per riuscire a creare, insieme, una bella melodia e un gran swing.

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