domenica 6 settembre 2026
Modena Nerd, dove settembre inizia alla grande!
sabato 29 agosto 2026
Un viaggio tra pesci volanti e scheletri maestosi. Visita al Museo di Zoologia
Guardare un Pesce Luna che fluttua nel cielo, camminare fianco a fianco con orsi e tigri e mettere la testa nella bocca gigante dello scheletro di un Capodoglio.
No. Non è fantasia. È la Collezione di Zoologia dell'Università di Bologna, uno dei musei più importanti d’Italia. Istituito nel 1860, conserva materiali provenienti da collezioni del XIX-XX secolo, trofei di caccia africani e due grandi diorami di ambienti italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, oltre a esemplari affascinanti.
Il nucleo originario della raccolta è costituito dalla collezione cinquecentesca del naturalista Ulisse Aldrovandi e dai reperti provenienti dalle collezioni Cospi e Marsili, riuniti nel corso del XVIII secolo all’interno dell’Istituto delle Scienze.
In anni recenti sono state fortemente incrementate e riordinate le raccolte etnologica e malacologica, fruibili da parte degli studiosi, mentre sono esposte le collezioni ornitologiche, i trofei africani, i diorami, le raccolte sistematiche dei più importanti gruppi animali e la collezione Altobello comprendente anfibi, rettili e mammiferi.
Ad accogliere i miei figli c'è subito il grande esemplare di Pesce Luna (Mola mola), trovato sulla costa della Romagna nella prima metà degli anni ’40 che vola sulle loro piccole testoline sorprese, nel grande atrio del Museo.
Proseguendo la visita, i miei due ragazzi si perdono tra scheletri maestosi e animali impagliati che mai avrebbero potuto immaginare di poter osservare da tanto vicino. Tra le grinfie di spietati felini e l'apertura alare maestosa di plendidi uccelli hanno fatto mille domande e si sono lasciati incuriosire da ogni particolare.
Essendo una mamma completamente contro la caccia e la violenza sugli animali mi sono chiesta a lungo se questo luogo fosse adatto al tipo di educazione che tengo a dare ai miei figli. Alla fine ho scelto di portarli perchè nelle sale della Collezione non c'è nulla che parli o appoggi la caccia e i bambini riescono ad imparare e a comprendere di più sul vasto regno animale, ritrovandosi a cospetto di enormi esemplari che mai potranno osservare e a scoprire la grandiosità anche anatomica di alcune specie.
Il Museo di Zoologia fa parte del Sistema Museale d'Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna - SMA.
domenica 23 agosto 2026
Lo scarabocchio, impulso di creatività. Giuseppe Chiari al MAMBO
Si chiama produzione di esperienza ed è l'idea artistica di Giuseppe Chiari che, come pochi, riesce a far sposare Arte e Musica nelle sue opere.
In occasione del centenario della sua nascita (Firenze, 26 settembre 1926 - Firenze, 9 maggio 2007), dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta Giuseppe Chiari 1926 - 2026. Partitura per un museo, una mostra curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari e voluta con l’intento di restituire una lettura critica complessiva della produzione di Chiari, riconosciuta come una delle più rilevanti nel panorama dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.
Mi interessava portare i miei figli a visitare questa esposizione per la creatività con la quale l'artista riesce a mettere in arte la musica.
Chiari è, infatti, un matematico ma anche un musicista jazz. Le sue opere d'arte sono l'espressione di questo amore per la musica: infatti strumenti musicali e spartiti sono i protagonisti dei suoi collage e assemblaggi. Giuseppe Chiari cerca di riprodurre nell'arte figurativa il gesto spontaneo di un musicista che suona uno strumento attraverso lo scarabocchio, dato d'impulso dalla creatività. Un po' come un bambino che inizia ad esprimersi con il disegno mettendo in forma figurativa i suoi primi impulsi emotivi e produce lo scarabocchio.
I miei figli hanno visitato la mostra con curiosità e interesse scoprendo, forse per una delle prime volte, un vero incontro creativo tra due grandi espressioni artistiche. Hanno sgranato gli occhi difronte ai pianoforti dipinti e usati come tele creative di collage, si sono espressi facendo "suonare la stanza", utilizzando un bastone hanno cercato e provato tutti i suoni che ci possono essere tra quattro mura, hanno curiosamente osservato i video dove Chiari sperimenta tecniche di suono.
Consiglio tantissimo questa mostra a genitori con bambini creativi e curiosi come i miei.
venerdì 14 agosto 2026
Eclissi: il "wow" che i nostri figli meritano
domenica 19 luglio 2026
The Last Tour: la mostra per conoscere i Queen
Quando vuoi far conoscere qualcosa o qualcuno a dei bambini glieli racconti nel loro momento più alto: mostri loro il meglio di quello che sono stati, le opere migliori, le foto più belle, i momenti più importanti.
È per questa ragione che, per presentare i Queen ai miei figli, li ho portati a visitare la mostra Queen The Last Tour ospitata presso il Museo della Musica di Bologna fino all'11 ottobre 2026.
L'impatto fin dall'ingresso è immediato grazie alle foto di Torleif Svensson che raccontano per la prima volta in Italia, a 40 anni di distanza, il leggendario Magic Tour del 1986, l'ultima tournée dei Queen con la storica formazione composta da Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon.
Curata da Pascal Casadei van Raamsdonk e realizzata in collaborazione con A Piece of His Own, l'esposizione è adatta a tutti. A chi li ha sempre amati, a chi ancora non li conosce e a chi non li ama particolarmente ma riconosce il loro impatto sulla storia della musica mondiale.
Per chi ha fatto già entrare in Queen nella propria vita, rendendoli colonna sonora di alcuni momenti importanti, la pelle d'oca è d'obbligo. Gli occhi di Freddie Mercury sembrano annunciare il suo destino e gli strumenti sembrano suonare davvero.
I bambini osservano invece gli abiti, la maestosità dell'evento e la forza, l'energia e l'atmosfera che unisce la band con il pubblico. Tra le cose che più restano ci sono le canotte e i polsini indossati da Freddy, la pelle della grancassa dei Queen autografata, le bacchette usate da Roger Taylor, la replica della chitarra del modello Red Special la partitura di Bohemien Rhapsody e il Disco d'oro di We Are The Champions.
Le 37 fotografie esposte, custodite per decenni nell'archivio personale dell'autore e riscoperte solo in seguito, raccontano l'ultimo grande viaggio dei Queen con Freddie Mercury: dal trionfo del Live Aid del 1985 fino allo storico concerto finale di Knebworth Park, davanti a oltre 120.000 spettatori.
Davvero una bella occasione per portare i più piccoli nel magico mondo dei Queen.
giovedì 9 luglio 2026
Click de France. Un viaggio in foto
mercoledì 1 luglio 2026
Jimmy Villotti, mettiamo un po' di jazz nelle vite dei nostri figli
venerdì 26 giugno 2026
Il Liberty nelle strade e negli occhi dei bambini bolognesi
Ho una filosofia: credo non ci siano mostre non adatte ai bambini. Se spiegate con semplicità e fantasia ogni opera può interessare e incuriosire una piccola mente. E magari lasciare un semino da cui nascerà una piccola pianta un giorno.
Così quando ci siamo trovati casualmente difronte alla nuova esposizione della Sala Coperta di Salaborsa a Bologna dedicata al Liberty bolognese, non ho esitato un solo secondo a spiegar loro cosa fosse.
Forse perchè è uno dei miei stili preferiti, forse perchè ho vissuto tantissimi anni in un'altra grande città, Bruxelles, dove il Liberty spunta dalle case, nelle strade, nei monumenti storici, lasciando addosso una idea di eleganza e garbo. Eppure parlare loro di questi abbellimenti che si trovano in mille zone della loro città è stato facilissimo, complici anche le foto che riproducono insegne, finestre, case e palazzi che vediamo e viviamo quasi quotidianamente.
Li sguardo di Giancarlo Pulitanò, autore delle fotografie esposte, porta, fino al 4 luglio, in un viaggio tra le strade dentro e fuori il centro storico cittadino, attraverso scatti che immortalano scorci, palazzi e particolari in cui ritroviamo il gusto architettonico e lo stile Liberty nella sua originalità.
Una mostra che, ancora una volta, ci invita a non sottovalutare lo sguardo dei bambini sull'arte e la bellezza.
domenica 21 giugno 2026
L'arte nella natura. Gli animali del Parco Talon
L'arte non va in vacanza. Semplicemente cambia location nei mesi più caldi, e dai Musei e le Gallerie si sposta all'aperto, dove è più facile portare i bambini perchè nessuno si lamenta per corse, urla o brusii.
Nella prima giornata d'estate, in una città bollente, ci siamo avventurati alla scoperta di una galleria d'arte nel bosco tra il Parco Talon e il Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno dove, su volontà del Copaps, gli scultori dell'Appennino Ivan Butelli e Luca Dimoni hanno modellato con una motosega tronchi di alberi secchi per dar loro una seconda vita e trasformarli in immagini tridimensionali degli animali tipici del luogo.
Volpi, cinghiali, lupi, picchi, faine, aironi, lepri e scoiattoli osservano i visitatori del parco con orecchie dritte e occhi espressivi.
I bambini rimangono a bocca aperta scoprendo queste riproduzioni curate nei minimi dettagli. Il lupo ulula alla luna, la volpe ti osserva, lo scoottolo si arrampica.
Arrivando nel prato intorno alla Casa dell'Orso di viene accolti da queste sculture e scatta il gioco di chi trova la successiva e riconosce di che animale si tratta.
La scelta di realizzare le sculture negli alberi secchi o morti non è casuale, questi infatti vengono spesso usati proprio dagli stessi animali come casa e rifugio. Proprio per questo non vengono tagliati a filo ma viene lasciato un mancherino che permette di trovare nuova vita nell'ecosistema.
I miei figli hanno amato tantissimo questo regalo nella natura che ha visto sposarsi l'arte con il verde e l'amore per gli animali.
sabato 6 giugno 2026
I Vortici nei Portici di Bologna
Sembrano solo dei portici, in realtà diventano gelati, tappeti persiani e zombie se visti con un occhio artistico.
Il progetto artistico di Stefano degli Esposti, inserito nel programma Bologna Portici Festival e ospitato dalla Manica Lunga di Palazzo d'Accursio crea un matrimonio perfetto tra la città e l'illusione. I bambini restano sorpresi nel vedere cosa nasce dalla sovrapposizione di foto e dai giochi di colore e si divertono a riconoscere i luoghi e i disegni, come quelli formati dalle nuvole del cielo.
"Il mio approccio alla fotografia si evolve verso una concezione più artistica, destinata a creare qualcosa di più prossimo all’immaginazione. Una migrazione dall’oggettivo al soggettivo, lasciando il più ampio spazio all’interpretazione personale. La ricerca della bellezza nascosta nei dettagli, che spesso gli occhi non colgono con immediatezza, piuttosto che la riproduzione dell’evidenza." spiega l'autore di queste fotografie che allenano e eccitano l'occhio.
Da queste foto esce una bellezza nascosta lungo la più antica “metropolitana pedonale”, donandole un inedito valore estetico che si affianca a quello storico-culturale già riconosciuto dall’ Unesco.
I miei figli le hanno guardate giocando ad avvicinarsi ed allontanarsi e riconoscendo la prospettiva appena studiata a lezione di Arte. Una mostra che elogia al meglio l'unicità dei portici bolognesi, amici nei giorni di pioggia o di troppo sole e compagni dei turisti e degli innamorati che si nascondono lì sotto per scambiarsi baci e abbracci.



























