domenica 13 settembre 2026

Da Monet a Van Gogh a Kandinsky: un viaggio nel paesaggio nell'arte di ieri con due bambini di oggi. Palazzo dei Diamanti

Quanto conta l'educazione al bello per una generazione in cui il bello si calcola in numero di like? Quanti giovani di oggi riescono ancora a fermarsi davanti ad un'opera d'arte senza un cellulare tra loro e la bellezza, per vederla davvero con gli occhi e non attraverso uno schermo? Quanto viene riconosciuta la perfezione dell'arte in un quadro fatto da un uomo, da un artista, da una persona con gusti, sguardi e una storia e non da una intelligenza artificiale che rispetta le nostre preferenze per farci contenti? 
Con queste e altre mille domande ho portato i miei figli di 12 e 9 anni a visitare una delle mostre più attese degli ultimi anni: Da Monet a Van Gogh a Kandinsky.

Ospitata a Palazzo dei Diamanti dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 la mostra porta i capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni. Monet, Van Gogh, Kandinsky, Mondrian: nomi che segnano le tappe di una svolta epocale. In meno di ottant’anni, tra Otto e Novecento, la pittura europea passa dall’osservazione diretta della natura alla dissoluzione del reale. 



Portare due ragazzini di oggi a visitare una esposizione di questo livello è una vera sfida educativa, e farlo con due bambini che non tengono in mano un telefonino ma si limitano ad osservare e domandare lo è ancora di più. In queste stanze, infatti, ci sono solo loro, con gli occhi curiosi ma anche abituati ai grandi stimoli di questo secolo, e opere d'arte che hanno segnato la storia dell'arte tra XIX e XX secolo, a partire dalla nascita della sensibilità della Scuola di Barbizon fondata su un’osservazione diretta del paesaggio.

È proprio il racconto del paesaggio, naturale e urbano, il centro di tutta la mostra. Oggi fotografato, vissuto e modificato dall'intelligenza artificiale, in queste opere torna protagonista il rapporto tra l’artista e il mondo visibile, aprendo la strada a nuove modalità di percezione e rappresentazione della realtà. 

Nella stanza che riproduce i quadri in un video animato i bambini si sentono protagonisti dell'opera. Come un quadro che prende vita e ingloba la realtà. Il paesaggio diventa reale e noi viviamo in esso. Il bambino ama questa sensazione.
L'esposizione mette il giovane visitatore difronte all'evoluzione della rappresentazione della natura e del paesaggio. Evoluzione che possiamo dire essere ancora in atto. 
Ogni pittore presente a Palazzo dei Diamanti espone la propria sperimentazione nella propria visione del mondo esterno: urbano e naturale. 



Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Jacoba van Heemskerck, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni e Mario Sironi costruiscono un itinerario espositivo fatto di 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dalle collezioni del museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a importanti raccolte pubbliche e private italiane. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.

Il ragazzo guarda i paesaggi e cerca i più vicini alla realtà, come se ricercasse in essi una fotografia. Eppure in ogni opera c'è una parte di emotività e personalità, proprio come quando oggi si sceglie quale foto del panorama pubblicare in base al gusto personale o a quella che ci sembra possa conquistare più like.
Alcuni dipinti vogliono trasmettere pace, altri freddo, altri ancora "casa". 


Il modo in cui un ragazzo di oggi osserva le opere d'arte del passato è sempre emozionante e sorprendente. Sapendo che oggi potrebbe avere di più: la perfezione del mondo virtuale, resta comunque sorpreso da quanto può trasmettere una pennellata, una sfumatura di colore, un senso della prospettiva. Ed è forse in questo la magia della grande arte.



1 commento:

Maria ha detto...

Meravigliosamente bello