Quando sento dire che i bambini di oggi non riescono più a sorprendersi, a restare a bocca aperta, a dire "
wow" perchè hanno già tutto penso che sia una frase di convenienza di quei genitori pigri che non hanno tempo e voglia di lasciare ancora i propri figli senza parole.
Non sto parlando di un regalo costoso, dell'ultima edizione del videogioco o di attività magari pericolose e non adatte ai più piccoli. Parlo di trovare lo stupore nelle cose che ci circondano, nella bellezza di un panorama, nella sorpresa che può regalarci un'opera d'arte o nel meraviglioso spettacolo che, ogni mattina e ogni sera avviene in cielo col sole che arriva e va via. Ed è proprio il cielo, questa estate, ad averci regalato una ghiotta occasione per stupire i nostri bambini e lasciar loro un ricordo indelebile.
Sto parlando dell'eclissi solare che, il 12 agosto, ha finalmente portato gli occhi di molti dallo schermo di un telefono all'immesità sopra di noi.
Ma quanti sono i genitori che hanno trascinato i propri figli in questa esperienza? Ho provato a capirlo, vivendola con i miei due ragazzi di 12 e 9 anni.
Per far assistere i miei figli all'eclissi io ho deciso di portarli sul terrazzo, o lastrico solare che dir si voglia, che si trova sopra il palazzo dove abitiamo, nella prima periferia di Bologna. Noi ci siamo saliti con uno scolapasta, per vedere come il riflesso dei buchetti sul muro cambiasse nel corso del processo. Avevamo cercato gli occhialini adatti nei giorni precedenti tra ottici e farmacie, ma senza successo, e questo non ci ha bloccati.
Nel salire, alle 19 e 30 di un mercoledì di metà agosto, ero certa di non trovare il pienone, ma non mi aspettavo di non trovare assolutamente nessuno, nonostante il condominio fosse ancora semi pieno di gente già rientrata dalle ferie, come noi, o in procinto di partire per ferragosto.
E invece sul quel terrazzo c'eravamo solo noi, tre persone, un adulto e due ragazzini, carichi come una molla per quella esperienza.
Io negli occhi avevo ancora il ricordo dell'eclissi solare del'99, vista a casa di mio nonno, in Puglia, con mio fratello e mia madre. Ho raccontato loro quello che sarebbe successo, con parole semplici ho provato ad alleggerire la lieve paura che avevano di un fenomeno che facevano fatica a capire.
Inizialmente il cambiamento è stato talmente lieve da lasciarli quasi delusi, ma quando alle 20 il cielo è davvero cambiato e, l'unico vicino salito in terrazza ci ha offerto delle lastre per poter vedere il cambiamento del sole in modo chiaro ed evidente, tutto è diventato magico. Ho sentito quei "wow" tanto speciali, ho ascoltato le loro domande e provato a rispondere e li ho visti godersi ogni istante di quel fenomeno raro. Il riflesso dell'eclissi quasi totale spiccava sui vetri dei lastrici solari e rendeva la visuale perfetta, da quell'altezza. Finchè il cielo non si è scurito del tutto.
È stato bellissimo, sorprendente e indimenticabile. Ma è stato anche semplice e naturale per me portarli lì per assistere a questo regalo della natura.
Nei giorni successivi ho chiesto in giro alle mamme che incontravo se avessero fatto assistere i propri figli a quel momento e le risposte mi hanno svuotata. Ho sentito dire che al bambino non interessava, che se lo erano scordate o che non l'hanno fatto perchè avevano paura non avendo gli occhiali adatti.
Credo che in queste frasi sia descritta la genitorialità di oggi: pigra, senza entusiasmo e molto egoista.
Crescere i figli significa accompagnarli nella prima fase del viaggio della loro vita con entusiasmo, curiosità, grinta e passione. Provateci. Perchè i nostri bambini meritano le stelle negli occhi, le farfalle nello stomaco e tantissimi "Wow!".