giovedì 24 settembre 2026
Le Barbie conquistano Bologna, in Galleria Cavour
domenica 13 settembre 2026
Da Monet a Van Gogh a Kandinsky: un viaggio nel paesaggio nell'arte di ieri con due bambini di oggi. Palazzo dei Diamanti
sabato 12 settembre 2026
La Strada del jazz: le stelle che piacciono ai bambini
Nella mia città c'é una strada piena di stelle, è la Strada del jazz.
Ogni volta che, passeggiando in centro, ci passo con i miei figli ci fermiamo su una stella, attacchiamo Spotify e sentiamo qualche pezzo di quel jazzista a cui è dedicata. C'è una stella per Marco Di Marco, una per Duke Ellington, una per Lucio Dalla e molte altre. Ventiquattro in tutto. Sono tutti musicisti che sono passati, hanno suonato o vissuto a Bologna.
Molte di queste stelle noi le abbiamo viste nascere, inaugurare, raccontare e poi svelare. Ed è ancora più bello quando poi ci ripassassi sopra e sai quando è stata messa lì.
Succede ogni anno, a settembre. E oggi, come da tradizione, noi eravamo ancora lì per inaugurare la stella dedicata a Stan Getz, sassofonista statunitense nato da genitori ebrei di origine ucraina che ha raggiunto il maggior successo nel periodo del cool jazz.
Stan Getz, infatti, ha suonato a Bologna il 15 e 16 ottobre 1971, esibendosi al Palasport durante la XII edizione del Festival Internazionale del Jazz organizzato da Alberto Alberti.
Ad inaugurare la sua stella quest'anno, insieme al Sindaco di Bologna Matteo Lepore, e agli organizzatori dell'evento, c'erano Francesco Baccini, Francesco Cavestri e Roberto Giacobbo.
Dopo aver ascoltato l'esibizione della Street Dixieland Jazz Band i miei figli hanno voluto seguire il corteo per vedere il momento in cui la stella è stata scoperta in via Orefici.
Da grande amante del jazz amo portare i miei figli in concerti ed eventi che danno valore ad un tipo di musica libera, divertente, mai scontata e mai noiosa, molto spesso profonda ma che insegna anche, dalla sua inprovvisazione, quanto conta saper ascoltare chi suona insieme a te per riuscire a creare, insieme, una bella melodia e un gran swing.
domenica 6 settembre 2026
Modena Nerd, dove settembre inizia alla grande!
sabato 29 agosto 2026
Un viaggio tra pesci volanti e scheletri maestosi. Visita al Museo di Zoologia
Guardare un Pesce Luna che fluttua nel cielo, camminare fianco a fianco con orsi e tigri e mettere la testa nella bocca gigante dello scheletro di un Capodoglio.
No. Non è fantasia. È la Collezione di Zoologia dell'Università di Bologna, uno dei musei più importanti d’Italia. Istituito nel 1860, conserva materiali provenienti da collezioni del XIX-XX secolo, trofei di caccia africani e due grandi diorami di ambienti italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, oltre a esemplari affascinanti.
Il nucleo originario della raccolta è costituito dalla collezione cinquecentesca del naturalista Ulisse Aldrovandi e dai reperti provenienti dalle collezioni Cospi e Marsili, riuniti nel corso del XVIII secolo all’interno dell’Istituto delle Scienze.
In anni recenti sono state fortemente incrementate e riordinate le raccolte etnologica e malacologica, fruibili da parte degli studiosi, mentre sono esposte le collezioni ornitologiche, i trofei africani, i diorami, le raccolte sistematiche dei più importanti gruppi animali e la collezione Altobello comprendente anfibi, rettili e mammiferi.
Ad accogliere i miei figli c'è subito il grande esemplare di Pesce Luna (Mola mola), trovato sulla costa della Romagna nella prima metà degli anni ’40 che vola sulle loro piccole testoline sorprese, nel grande atrio del Museo.
Proseguendo la visita, i miei due ragazzi si perdono tra scheletri maestosi e animali impagliati che mai avrebbero potuto immaginare di poter osservare da tanto vicino. Tra le grinfie di spietati felini e l'apertura alare maestosa di plendidi uccelli hanno fatto mille domande e si sono lasciati incuriosire da ogni particolare.
Essendo una mamma completamente contro la caccia e la violenza sugli animali mi sono chiesta a lungo se questo luogo fosse adatto al tipo di educazione che tengo a dare ai miei figli. Alla fine ho scelto di portarli perchè nelle sale della Collezione non c'è nulla che parli o appoggi la caccia e i bambini riescono ad imparare e a comprendere di più sul vasto regno animale, ritrovandosi a cospetto di enormi esemplari che mai potranno osservare e a scoprire la grandiosità anche anatomica di alcune specie.
Il Museo di Zoologia fa parte del Sistema Museale d'Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna - SMA.
domenica 23 agosto 2026
Lo scarabocchio, impulso di creatività. Giuseppe Chiari al MAMBO
Si chiama produzione di esperienza ed è l'idea artistica di Giuseppe Chiari che, come pochi, riesce a far sposare Arte e Musica nelle sue opere.
In occasione del centenario della sua nascita (Firenze, 26 settembre 1926 - Firenze, 9 maggio 2007), dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta Giuseppe Chiari 1926 - 2026. Partitura per un museo, una mostra curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari e voluta con l’intento di restituire una lettura critica complessiva della produzione di Chiari, riconosciuta come una delle più rilevanti nel panorama dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.
Mi interessava portare i miei figli a visitare questa esposizione per la creatività con la quale l'artista riesce a mettere in arte la musica.
Chiari è, infatti, un matematico ma anche un musicista jazz. Le sue opere d'arte sono l'espressione di questo amore per la musica: infatti strumenti musicali e spartiti sono i protagonisti dei suoi collage e assemblaggi. Giuseppe Chiari cerca di riprodurre nell'arte figurativa il gesto spontaneo di un musicista che suona uno strumento attraverso lo scarabocchio, dato d'impulso dalla creatività. Un po' come un bambino che inizia ad esprimersi con il disegno mettendo in forma figurativa i suoi primi impulsi emotivi e produce lo scarabocchio.
I miei figli hanno visitato la mostra con curiosità e interesse scoprendo, forse per una delle prime volte, un vero incontro creativo tra due grandi espressioni artistiche. Hanno sgranato gli occhi difronte ai pianoforti dipinti e usati come tele creative di collage, si sono espressi facendo "suonare la stanza", utilizzando un bastone hanno cercato e provato tutti i suoni che ci possono essere tra quattro mura, hanno curiosamente osservato i video dove Chiari sperimenta tecniche di suono.
Consiglio tantissimo questa mostra a genitori con bambini creativi e curiosi come i miei.
venerdì 14 agosto 2026
Eclissi: il "wow" che i nostri figli meritano
domenica 19 luglio 2026
The Last Tour: la mostra per conoscere i Queen
Quando vuoi far conoscere qualcosa o qualcuno a dei bambini glieli racconti nel loro momento più alto: mostri loro il meglio di quello che sono stati, le opere migliori, le foto più belle, i momenti più importanti.
È per questa ragione che, per presentare i Queen ai miei figli, li ho portati a visitare la mostra Queen The Last Tour ospitata presso il Museo della Musica di Bologna fino all'11 ottobre 2026.
L'impatto fin dall'ingresso è immediato grazie alle foto di Torleif Svensson che raccontano per la prima volta in Italia, a 40 anni di distanza, il leggendario Magic Tour del 1986, l'ultima tournée dei Queen con la storica formazione composta da Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon.
Curata da Pascal Casadei van Raamsdonk e realizzata in collaborazione con A Piece of His Own, l'esposizione è adatta a tutti. A chi li ha sempre amati, a chi ancora non li conosce e a chi non li ama particolarmente ma riconosce il loro impatto sulla storia della musica mondiale.
Per chi ha fatto già entrare in Queen nella propria vita, rendendoli colonna sonora di alcuni momenti importanti, la pelle d'oca è d'obbligo. Gli occhi di Freddie Mercury sembrano annunciare il suo destino e gli strumenti sembrano suonare davvero.
I bambini osservano invece gli abiti, la maestosità dell'evento e la forza, l'energia e l'atmosfera che unisce la band con il pubblico. Tra le cose che più restano ci sono le canotte e i polsini indossati da Freddy, la pelle della grancassa dei Queen autografata, le bacchette usate da Roger Taylor, la replica della chitarra del modello Red Special la partitura di Bohemien Rhapsody e il Disco d'oro di We Are The Champions.
Le 37 fotografie esposte, custodite per decenni nell'archivio personale dell'autore e riscoperte solo in seguito, raccontano l'ultimo grande viaggio dei Queen con Freddie Mercury: dal trionfo del Live Aid del 1985 fino allo storico concerto finale di Knebworth Park, davanti a oltre 120.000 spettatori.
Davvero una bella occasione per portare i più piccoli nel magico mondo dei Queen.


























